| Comunicato Stampa AL NO DAY DI CHI CI VUOLE TUTTI PRECARI, FLESSIBILI, LICENZIABILI OPPONIAMO IL DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA PER TUTTI E TUTTE SI ALLESTENSIONE DELLART. 18 NO ALLA GUERRA DEISIGNORI DEL MONDO Si apre domani a
Brescia la campagna dei nemici delle
lavoratrici e dei lavoratori: lAssociazione
commercianti (ASCOM) e la Fai, Federazione autotrasportatori italiani aderente a
Conftrasporto promuovono una adunata
per dire che i diritti del mondo del lavoro
devono essere subordinati al mercato, al profitto, agli interessi dellimpresa. Non è un diritto
qualsiasi quello di cui si sta parlando: è lestensione, anche nelle piccole
aziende, del diritto a non essere arbitrariamente
licenziati dal proprio padrone (sia esso un imprenditore o un commerciante) che costoro
vogliono impedire. A sostenere i
promotori delliniziativa anche il Dott. Bettoni, presidente della Camera di
commercio di Brescia e sponsor della mostra di armi leggere EXA, e lex
ministro del centro-sinistra Tiziano Treu. Presenze che la dicono lunga sullintreccio
economico-politico del fronte che vorrebbe ridurre i lavoratori dipendenti a risorse
flessibili totalmente subordinate allarbitrio del datore di lavoro
. Guerra, riarmo e limitazione dei diritti di chi per sopravvivere è costretto a vendere
la propria forza lavoro sono facce della stessa medaglia che unisce i sostenitori della
guerra preventiva e i paladini degli interessi dellimpresa. Una visione
economica, politica e sociale che non può che essere contrastata dalle lavoratrici e dai
lavoratori, veri destinatari della guerra economica, politica e militare che vede Bush,
Blair e Berlusconi coalizzati contro il volere della maggioranza delle popolazioni del
mondo. Il S.IN.COBAS, tra
i promotori del referendum sullestensione dellart. 18 dello Statuto dei
Lavoratori anche alle piccole aziende, ritiene che allarroganza di chi pensa che i
diritti del mondo del lavoro possano essere sacrificati in nome dei profitti dellimpresa
si debba opporre lunità dal basso di tutte le lavoratrici i lavoratori, a
prescindere dalle appartenenze politiche e sindacali, su contenuti chiari e
inequivocabili: ¥ SI allestensione dellart. 18 anche
ai dipendenti delle piccole imprese e quindi allimpegno in tutti i luoghi di lavoro
per contrastare la propaganda falsa e allarmistica dei
comitati per il No al referendum. Il SI può vincere e da lì si può
ripartire per dare garanzie anche al vasto mondo del lavoro precario e falsamente autonomo
che, solo cambiando le politiche sindacali degli ultimi anni, si potrà sottrarre allarbitrio
e al ricatto. Diritti uguali per tutte e tutti a prescindere dal datore di lavoro e dal
contratto di riferimento: questo lobiettivo che può riunificate lavoratori stabili
e precari, pubblici e privati, giovani e anziani. ¥ No alla guerra
perché è una guerra per
garantire libero mercato e libero commercio (come ha dichiarato Bush) e noi la
conosciamo questa libertà: è la flessibilità del lavoro, il ricatto salariale, le
peggiori condizioni di sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, le politiche contro i
migranti (frontiere aperte per merci e capitali e chiuse per donne e uomini). La loro libertà
di poterci meglio sfruttare. ¥ No alla guerra perché la guerra costa -
costano le armi per combatterla e gli eserciti che la fanno - e questi costi li
pagherebbero ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori. ¥ No alla guerra
perché ancora una volta sarà la popolazione irachena a subirne le conseguenze. Una
popolazione già stremata da un embargo che dura da oltre dodici anni e che ha provocato
oltre 1 milione e mezzo di morti, 40% dei quali sono bambine e bambini sotto i 5 anni.
Loro saranno - ancora una volta le vittime - gli effetti collaterali di bombe
intelligenti e di eserciti occupanti. Brescia, 8 marzo
2003 per informazioni: 349.4565968 (Rita
Recaldini) S.in.CobasCoordinamento
Provinciale di Brescia
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