Ordine del giorno

I diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori

 

Bene ha fatto la Cgil ad assumere la pace come elemento centrale e portante della propria iniziativa politica e sindacale e ad opporsi allo smantellamento dei diritti, della contrattazione collettiva e dello stato sociale, sanità e pensioni comprese.

Le stesse battaglie intraprese dalla Cgil nel corso del 2002, che hanno rappresentato un momento importante nella difesa delle condizioni materiali dei lavoratori e di tutela  della dignità delle persone, rischiano oggi, di rimanere isolate dentro una battaglia puramente difensiva.

Padronato e Governo ritenendo i diritti dei lavoratori in contrasto con i profitti delle aziende e lo stato sociale troppo costoso, rivendicano la cancellazione dei diritti e dello stato sociale in nome della competitività. Una politica che mira a ridisegnare un modello economico e sociale fondato sulla abolizione dei diritti sul lavoro, e  sulla negazione dei diritti di cittadinanza.

L’approvazione da parte del Parlamento della legge delega 848, porta un’ulteriore pesante attacco al diritto del lavoro ed alla contrattazione collettiva. L’introduzione della intermediazione e interposizioni di manodopera, di forme estreme di flessibilità e precarizzazione quali il lavoro a chiamata, lo staff leasing, e le altre tipologie contrattuali contenute nella legge dimostrano la volontà del Governo di legiferare su tutto il mercato del lavoro sostituendo nei fatti ruolo e competenze del CCNL. Coscienti che un importante ruolo dovrà, su questo terreno, giocarlo il rinnovo del contratto nazionale.

Una scelta – quella del Padronato e Governo -  praticata con pervicacia e che oggi più che mai bisogna contrastare con ogni mezzo:referendum compreso.

Il XIV° Congresso della Cgil ha indicato  come strategia prioritaria, la difesa dei diritti conquistati in decenni di lotte, come elemento essenziale per avviare una loro estensione sia per via legislativa che contrattuale. La pace, la solidarietà e l’estensione dei diritti del lavoro sono infatti una condizione necessaria per realizzare l’uguaglianza e la libertà di tutte le lavoratrici e di tutti lavoratori attraverso l’estensione dello Statuto dei lavoratori a tutti quei lavoratori che oggi ne sono privi.

Questo obiettivo, in una categoria come quella che rappresentiamo, diventa una necessaria priorità, avendo settori, nei quali, la presenza di   imprese sotto i 15 dipendenti, con forme di contratto precario, e spesso in condizioni di flessibilità estrema, è diffusa e in alcuni casi maggioritaria.

Quindi anche il referendum del 15 giugno deve essere assunto come un importante momento -  accanto ad una vera battaglia per una legge sui diritti e sulla rappresentanza -  di battaglia politica e sociale per contrastare la secessione sociale insita nelle deleghe del governo e per l’affermazione di diritti universali del lavoro. Una battaglia contro la deriva sociale del lavoro, che sposta il baricentro dello scontro politico sulle questioni dei diritti e della dignità del lavoro. Per questo i componenti del comitato direttivo della Filcams del Trentino dichiarano il loro impegno a favore del SI nella battaglia del referendum ed invitano tutti i delegati ed iscritti a:

q       aderire al comitato per il Si a livello provinciale in modo da coordinare le varie iniziative ed unire le forze;

q       farsi parte attiva per la costruzione dei comitati per il si sui luoghi di lavoro al fine di dotare tutti i lavoratori di una fonte informativa alternativa a quella Governativa;

q       assumere come impegno la propria disponibilità di tempo libero mettendo a disposizione nei prossimi mesi (maggio giungo) mezz’ora del proprio tempo libero da dedicare alla campagna per il SI’ per portare la campagna dei diritti in ogni casa;

q       Per queste ragioni  è importante che la Filcams Nazionale nel prossimo Comitato direttivo nazionale assuma una posizione in grado di mantenere la sua coesione sul merito dei problemi nell’interesse di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, coerentemente con le decisione assunte nel XIV congresso, anche impegnandosi nella campagna referendaria, a sostegno del SI al quesito referendario.

 

Trento, 09 aprile 2003

 

 

Approvato all’unanimità.