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A tutti i Componenti il Comitato Direttivo Nazionale
LORO SEDI
Care/i compagne/i,
vi inviamo la versione corretta della sintesi dei lavori svolti al Comitato Direttivo del 6 e 7 maggio u.s. pregandovi di non tenere conto della spedizione effettuata ieri, 12 maggio.
Cordiali saluti.
Raffaele Minelli
CONFEDERAZIONE
GE
GENERALE
IANA
ITALIANA
DEL
LAVORO
Presidenza Comitato Direttivo
Prot.
n.
1159/2003
Roma,
13 maggio 2003 Cod.
XXICOM/222/43
A
tutti i Componenti il
Comitato
Direttivo nazionale
LORO
SEDI Oggetto: sintesi
lavori Comitato Direttivo 6-7 maggio u.s.
Care/i
compagne/i,
i
giorni 6 e 7 maggio 2003 presso la sede nazionale (Corso dItalia, 25) si
è riunito il C.D. nazionale sul seguente o.d.g.: ·
approvazione
del Regolamento del C.D.; ·
dimissioni
e cooptazioni componenti del C.D.; ·
approvazione
del Bilancio consuntivo 2002; · situazione politico-sindacale e posizione della CGIL sul referendum per lestensione dellart. 18. Il C.D. lo approva insieme allordine del lavori che fissa lorario di chiusura degli interventi e quello delle eventuali operazioni di voto. Il C.D. sul primo punto allo.d.g. (approvazione del regolamento) approva allunanimità la proposta del Presidente di votare il testo nella forma pubblicizzata, attivando una fase di sperimentazione e assegnando, al primo C.D. nel mese di settembre, la discussione delle eventuali correzioni suggerite dalla fase sperimentale.
Il Presidente comunica che la decisione della segreteria, a seguito di una vicenda relativa a questioni di compatibilità tra cariche sindacali e cariche sociali in Società promosse dal Sindacato (sulla quale il Collegio Statutario Nazionale è intervenuto sollecitando, secondo le modalità previste dello Statuto, lemanazione di una più precisa normativa) di attivare una istruttoria anche con una riunione con i responsabili di organizzazione delle strutture. Sarà poi definita una proposta specifica da portare in discussione in un prossimo direttivo. Sul secondo punto allo.d.g. il Segretario generale Guglielmo Epifani comunica le dimissioni che, a vario titolo, hanno dato dallorganismo i compagni M. Passalacqua, P. Pupulin, A. Ranieri, A. Rocchi e al posto vacante causato dallimmatura scomparsa di E. Guarino e propone la cooptazione di F. Battiato, R. Colussi, W. Fabiocchi, A. Giacobbe, V. Lorenzoni, D. Missaglia, G. Saccoman. Sul terzo punto allo.d.g. (discussione e votazione del bilancio consuntivo 2002), illustra il documento lamministratore nazionale L. Sgritta. Successivamente relaziona la presidente del Collegio dei Sindaci, Rita Cavaterra. Nella discussione interviene Rastelli. Il bilancio viene approvato allunanimità. Sul quarto punto allo.d.g. (situazione politico-sindacale e posizione della CGIL sul referendum per lestensione dellart. 18) relaziona Guglielmo Epifani. Nel corso del dibattito intervengono, il primo giorno: Marras, Combattente, Barbi, Silvestri, Chiriaco, Cantone, Megale, Greco, Maulucci, Fedeli, Amoretti, Viafora, Danini, Pantaleo, B.Leone, Camusso, Crispi, Lapadula, Castellano, Scarpa, Grondona, Rastelli, Scudiere, Gallo, Bianchi, Peroni, Fammoni, Tosini, Berni, Martini, Chiloiro, Baldini, Missaglia, Giacobbe, Romaniello, Nicolosi, Lorenzoni, Diliberto, Corraini. Nel corso del dibattito interviene la Segretaria M. Piccinini per informare sullo stato della trattativa relativa alla delega in materia previdenziale e alle decisioni conseguenti assunte unitariamente. Il secondo giorno, nel prosieguo del dibattito, intervengono: Maffezzoli, Ferraro, Rossi, Brunato, Botti, Giovannetti, Tocco, Colussi, Giacalone, Di Salvo, Pignataro, Renzacci, Guzzonato, Passoni, Rinaldini, Leonesio, Casadio, Panini, Nerozzi, Cremaschi Panzeri, Patta, Armuzzi. Rinunciano
a prendere la parola Ferretti e Rocchi. Conclude
i lavori il Segretario generale Guglielmo Epifani. Vengono
portati alla votazione del C.D. tre o.d.g. Il primo (o.d.g. contro le dichiarazioni del
Presidente del Consiglio avverse allindipendenza della Magistratura) viene approvato
allunanimità (1). Gli
altri due sono relativi alla posizione da assumere sul referendum sullart. 18, sono
presentati uno (2) da G. Epifani, laltro (3) da F. Grondona. Un terzo o.d.g. (4)
primo firmatario A. Panzeri, viene successivamente ritirato con la dichiarazione di voto
allegata . Prendono
la parola per dichiarazione di voto:
Rinaldini, Barbi, Patta, Baldini, Piccinini, Nerozzi (a favore del documento di Epifani);
Castellano, Gramolati, Maulucci, Casadio, Viafora Ghezzi, Passoni, Panzeri (anche a nome
di Combattente e Amoretti) Lapadula per dichiarazione di non partecipazione al voto.
Vengono infine posti in votazione i due o.d.g.. Il
risultato del voto è il seguente: o.d.g. Epifani 127 o.d.g. Grondona 1 astenuti: nessuno. Hanno
dichiarato la non partecipazione al voto 11 componenti. Si
allegano al presente verbale: 1) o.d.g.
sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio 2) o.d.g. di
G. Epifani 3) o.d.g. di
F. Grondona 4) o.d.g.
di A. Panzeri 5) dichiarazioni
di voto messe per iscritto di: Baldini e Danini, Patta, Castellano, Gramolati, Maulucci,
Casadio, Passoni, Viafora Ghezzi, Panzeri, Lapadula. Cordiali
saluti.
Il
Presidente
Corso
dItalia, 25 00198 Roma
Affiliata
alla Confederazione Telefono
06/84761 Fax 06/8845683
Europea
dei Sindacati (CES) www.cgil.it
e
alla Confederazione Internazionale e-mail:
info@cgil.it
e
i Sindacati Liberi (ICFTU) O.d.g. contro
le dichiarazioni del Presidente del Consiglio avverse all'indipendenza della Magistratura Il
CD della CGIL riunito a Roma il 6 e 7 maggio 2003 esprime profonda preoccupazione per le
dichiarazioni del presidente del consiglio a seguito della sentenza di condanna dellon.Previti. Tali
dichiarazioni contro la magistratura che svolge il proprio ruolo istituzionale nel far
rispettare la legge a tutti i cittadini a prescindere dal loro ruolo e funzione è un
attacco eversivo e senza precedenti alle istituzioni dello Stato e alla loro articolazione
fondata sulla separazione die poteri, meccanismo fondante le istituzioni democratiche. Ciò
è garantito anche nel nostro Paese dalla Costituzione della Repubblica, che per il
sindacato è riferimento fondamentale e intangibile. Di
qui la necessità che tutti, come indica il presidente della Repubblica, rispettino le
leggi e le sentenze secondo liter previsto nelle diverse fasi di giudizio. La
pretesa di una condizione di non procedibilità per gli imputati eccellenti è un attacco
alla Costituzione repubblicana e al concetto di sovranità che deve essere esercitato
secondo le forme previste dalla costituzione stessa e non secondo una concezione del
mandato popolare che nellaccezione del presidente del Consiglio porta
inevitabilmente ad una involuzione plebiscitaria e autoritaria dello Stato. Lipotesi
di reintrodurre l'istituto dellimmunità parlamentare in tale contesto è il segno
della volontà di piegare le istituzioni ai propri interessi personali. Il
CD della CGIL impegna le strutture alla mobilitazione davanti al Parlamento e a tutte le
Prefetture durante leventuale discussione parlamentare sullimmunità,
coinvolgendo in questa iniziativa forze sociali a associazioni società civile lavoratori
giovani studenti cittadini. Approvato all'unanimità Roma, 7 maggio 2003 IL C.D. approva la relazione svolta dal Segretario generale Guglielmo Epifani. Fa propria la denuncia della gravità della fase della vita istituzionale, dei rischi di crisi economica, industriale e sociale, e ne assume le proposte di iniziativa e mobilitazione. Approva le indicazioni di voto e di comportamento sul referendum relativo allart. 18. Roma, 7 maggio 2003 ORDINE DEL GIORNO AL COMITATO DIRETTIVO DEL 6-7 MAGGIO di FRANCESCO GRONDONA
Il Direttivo nazionale della CGIL, riunito il 6 e 7 maggio 2003, a conclusione dei propri lavori riafferma la validità della campagna e della battaglia condotta sia in difesa dellart. 18 dello Statuto dei Lavoratori sia per lestensione dei diritti e delle tutele di tutti quei lavoratori che il crescente livello di flessibilità e precarizzazione tende a porre ai margini del mercato del lavoro. Contro loffensiva tambureggiante condotta dal governo Berlusconi e dalla Confindustria, la CGIL è stata in grado di esprimere unampia mobilitazione di massa che ha contribuito, da una parte a frenare lattacco ai diritti dei lavoratori, dallaltra a chiarire come, dietro il paravento ideologico della lotta contro leccessiva rigidità del mercato del lavoro italiano, si celasse la volontà dellesecutivo e del padronato di infliggere un pesante schiaffo allorganizzazione sindacale ed alla CGIL in particolare. Il Direttivo tuttavia, è consapevole che tale attacco non è stato bloccato, come testimonia il procedere delliter parlamentare delle leggi delega 848 e 848 bis e conseguenti decreti applicativi. Il Direttivo ritiene perciò necessario mantenere alto il livello di mobilitazione e si impegna ad intraprendere tutte le necessarie iniziative politiche e di lotta · per impedire che fondamentali conquiste dei lavoratori come quella dellart. 18 dello Statuto dei Lavoratori siano vanificate; · per allargare alla sempre più numerosa schiera dei lavoratori atipici e precari quei diritti e quelle tutele di cui oggi non godono. In questo quadro, il Direttivo ritiene che il ricorso allo strumento del referendum abrogativo sia inidoneo e sbagliato. · Sbagliato perché si ricorre ad uno strumento interclassista permettendo che altre classi sociali possano determinare o comunque influire sugli strumenti di difesa e di tutela dei lavoratori. · Sbagliato perché si finisce per legittimare tra i lavoratori lillusione che i problemi di natura sindacale e contrattuale possano essere risolti per via elettorale, delegittimando, nei fatti lazione del sindacato. Tenuto conto di queste considerazioni, il Direttivo della CGIL ritiene opportuno non dare ai propri iscritti alcuna indicazione di voto in occasione della consultazione referendaria che si terrà il prossimo 15 giugno. 1 voto a favore
Roma, 7 maggio 2003 REFERENDUM
ART, 18: LIBERTA DI VOTO IL Direttivo della CGIL
riconferma il giudizio negativo sul referendum relativo allestensione dellart.
18 ritenendolo dannoso e politicamente errato.
Contemporaneamente
ritiene necessario rilanciare liniziativa politica nel paese e nel parlamento sulle
proposte legislative avanzate dalla CGIL (sorrette da 5 milioni di firme). Riafferma
il valore delle iniziative e delle lotte sociali promosse in questi anni dalla CGIL allinsegna
dei diritti e delle tutele che hanno prodotto un vasto consenso tra i
lavoratori e i giovani realizzando attenzioni e simpatie anche tra i piccoli imprenditori
e commercianti che andrebbero valorizzati e non dispersi. Considera
il referendum uno strumento che divide, quando invece sarebbe necessario unire tutte le
forze per battere il centrodestra e, in ogni caso, a prescindere dal suo esito (dal si
o dal no) incapace di fornire risposte adeguate in termini di diritti e tutele sia ai lavoratori sotto i 15
dipendenti che ai collaboratori coordinati e continuativi. Per linsieme
di queste ragioni il direttivo ritiene non opportuno un impegno politico e organizzativo
della CGIL sul referendum, indicando ai propri iscritti di orientarsi sulla base della
libera opinione personale. Panzeri Megale Amoretti Combattente E.
Castellano Roma, 7
maggio 2003 Dichiarazione di voto di Baldini e Danini La relazione del Segretario Generale
Guglielmo Epifani è da noi considerata importante e di respiro politico, per molti
aspetti innovativa e capace di aprire una riflessione positiva sulle attuali politiche
sindacali della Cgil. Sono presenti nella relazione indicazioni
che puntano a meglio fronteggiare la situazione politica, istituzionale, economica e
sociale del Paese, ed in particolare per quanto riguarda i temi dello sviluppo, di nuove
politiche produttive, dello stato sociale e di un uso innovativo della risorsa pubblica. Non condividiamo invece e manteniamo una
posizione critica sulla parte della relazione inerente al giudizio severamente negativo
riguardante la scelta di indire il Referendum e per lastensione dellart. 18. Condividiamo invece la parte riguardante la difesa democratica dellistituto
referendario e lindicazione netta e di merito del SI
al quesito referendario. Ed inoltre la parte della relazione in cui
si afferma che lassunzione del SI, come
orientamento dellinsieme del Direttivo, ha come conseguenza lo stare in campo in
maniera autonoma della CGIL nella campagna referendaria. Avremmo preferito una scelta più limpida e
netta, tuttavia questa indicazione permette allinsieme dellorganizzazione, a
partire dalle strutture della CGIL che già hanno dato indicazione per il SI, di
impegnarsi direttamente nella compagna referendaria. Il nostro obiettivo è il raggiungimento del
quorum e la vittoria del SI al referendum. Con queste motivazioni ritiriamo il nostro
O.d.D. e votiamo a favore di quello presentato dal Segretario Generale. Ferruccio Danini Carlo Baldini Dichiarazione
di voto di Gian Paolo Patta sullo.d.g. conclusivo del CD del 6-7 maggio 2003
Non condivido due punti della relazione di Guglielmo Epifani: -
la
Legge sullart. 18 approvata dal direttivo nazionale -
il
giudizio su un referendum che ho contribuito a realizzare per la seconda volta. La
Legge una volta approvata è comunque di tutta la Cgil, pur restando opinioni diverse. La
relazione però propone nel complesso una linea politica che trovo coerente con le
condizioni unitarie del Congresso e con le iniziative a difesa dellart. 18 e contro
il Governo e la Confindustria che a partire da
quel Congresso la Cgil ha messo in campo e alle quali hanno partecipato milioni di
lavoratori e cittadini. Per
questo motivo, visto anche laggravarsi dei problemi affrontati nello scorso anno,
sento il bisogno che la Cgil sia unita e pertanto voto a favore della relazione di
Epifani. Roma,
7 maggio 2003
Dichiarazione di voto al Direttivo del 6 7 maggio 2003
di Elisa Castellano. Confermo
la valutazione negativa già espressa con lodg presentato unitamente ad altri
e illustrato da Panzeri sulla scelta di dare indicazione di voto per il referendum
relativo allart. 18 legge 300/70. Non
partecipo al voto associandomi alle motivazioni addotte dallo stesso Panzeri. Roma, 7
maggio 2003 Abbiamo avuto una bella discussione. Merito di una relazione rigorosa, franca e serena. Una relazione che ha stimolato un dibattito altrettanto alto, nel quale sono prevalse le cose che ci uniscono. Un fatto assolutamente positivo che mi ha sinceramente confortato. Allo stesso modo onestamente debbo dire che rimane un singolo punto del quale non sono convinto. Mi riferisco chiaramente al punto che riguarda il sostegno alla campagna referendaria. Iniziativa della quale vedo tutti i rischi e non le eventuali opportunità. Credo che lequilibrio fra questi due convincimenti non meriti comunque tra noi una lacerazione. Un voto contrario alla relazione. Per questo, e non per altri scopi che non possono essere attribuiti dufficio, non parteciperò a questa scelta. Allo stesso modo come ho già detto e come assunto nel mio Comitato Direttivo sosterrò la decisione legittimamente presa dallorganismo dirigente della CGIL. Lo farò volentieri perché credo profondamente nel valore democratico di questa organizzazione e perché insieme avevamo deciso che questo sarebbe stato il tempo e il luogo per discutere e decidere. Vorrei solo aggiungere una breve considerazione sulle nostre responsabilità: le persone che rappresentiamo, questo paese stanno attraversando un momento difficilissimo. Il lavoro che abbiamo davanti non sarà facile e potrà essere fruttuoso tanto più sapremo, anche nellessere schierati, lavorare per non disperdere quel consenso largo che abbiamo conquistato ad un processo riformatore fatto di leggi e contratti che contrasti la precarizzazione e ne inverta la tendenza valorizzando il lavoro. Per questo non mi convince lidea, che a volte si affaccia anche tra noi, di una alterità con chi si ha più prossimo. La tragedia della guerra, una pace ancora tutta da conquistare, il rischio terroristico, la crisi economica, la grave crisi istituzionale aperta da Berlusconi insieme al contratto separato dei metalmeccanici ci impongono impegno e rigore ma anche ricerca sostante di consensi e di unità; a partire dal rispetto che dobbiamo anche verso coloro che in questo referendum, pur avendo obbiettivi identici ai nostri, assumeranno comportamenti e orientamenti diversi. Perché il 16 di giugno, passato il voto, la nostra strategia continuerà ad avere ancora bisogno di loro. Alessio Gramolati, Segr. Gen. CdLM Firenze 7 maggio 2003 Dichiarazione
di voto di Marigia Maulucci Il
referendum del 15 giugno riduce la portata della strategia dei diritti sancita dal
congresso di Rimini e compromette la realizzazione dellimpianto legislativo di
estensione dei diritti voluto dalla CGIL e sottoscritto da cinque milioni di firme. Nella
convinzione che non esistono scorciatoie e semplificazioni alla costruzione delle
condizioni formali e sostanziali per lesercizio dei diritti, ritengo sbagliato il
referendum proposto . Ribadisco
la posizione espressa nellintervento e nellodg presentato e che ora ritiro:
considerando non in coerenza con le scelte della CGIL sia il No che il Sì, credo vada
esercitato il diritto alla non partecipazione al voto come strumento attivo di lotta
politica. Considero
un errore politico schierare la CGIL sul Sì, come proposto dal segretario generale in una
parte della sua relazione che qui viene messa ai voti nella sua interezza, rendendomi
impercorribile qualsiasi espressione di voto. Per
queste ragioni non parteciperò al voto. Roma, 7 maggio 2003 |