| Referendum
per lestensione dellarticolo 18 LE
RAGIONI DELLE DONNE appello Il 15 giugno si
vota per il referendum che estende larticolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle
aziende con meno di 15 dipendenti. Si tratta di una grande occasione per riaffermare la pienezza della cittadinanza
democratica in questa epoca della globalizzazione economica,
che erode alla radice le fondamenta stesse dei diritti e riduce chi lavora a una
condizione di crescente deprivazione di diritti e tutele, di nuova servitù e dipendenza,
di feroce espulsione di chi non riesce a competere sul mercato del lavoro e della vita. Noi voteremo sì e
siamo impegnate a sostenere attivamente il referendum, a fare
tutto quello che è nelle nostre mani perché il 15 giugno si raggiunga il quorum
necessario e vinca il sì. Per questo ci
rivolgiamo in particolare alle donne, perché siamo convinte che da loro possa venire un
contributo grande e significativo, un impulso decisivo, come è
avvenuto in tante altre grandi occasioni politiche del nostro Paese, per questa vittoria. Le donne infatti hanno molte ragioni per esprimere un voto favorevole:
ragioni specifiche come lavoratrici e generali come cittadine. Quelle di noi che hanno a
cuore che la cittadinanza sia luogo di convivenza democratica, esercizio di diritti
universali, solidarietà nelle relazioni sociali, accoglienza
alle popolazioni migranti, sicurezza di un futuro degno di questo nome per le nuove
generazioni, sanno bene quanto sia importante la sicurezza del lavoro e la dignità del
lavoro. Le donne sono al
centro dei processi della globalizzazione e subiscono
direttamente tutte le contraddizioni degli spietati meccanismi economici che sorreggono e
rendono possibile laffermarsi del primato assoluto del mercato. Precarizzazione
estrema dei rapporti di lavoro, flessibilizzazione degli orari
ad libitum dellimpresa,
deregolamentazione selvaggia, fino al punto che ogni tutela sia sradicata, subordinazione
della vita intera alla logica del mercato e al trionfo del profitto: questa è oggi la
condizione di chi lavora. Ma non è la stessa cosa subirla se
si è donne o se si è uomini. Sul lavoro femminile pesa ancora, in forme nuove e più
brutali che mai, il loro essere donne: la possibilità di essere
madri che da diritto si trasforma in incompatibilità con la logica di impresa, il corpo
femminile che da espressione di libera soggettività diventa oggetto di desiderio sessuale
da parte di capi e colleghi, il perdurante, odioso obbligo del lavoro domestico per le
donne, che cresce in misura di quanto viene smantellato lo stato sociale. E il mobbing da omofobia che nei luoghi di lavoro è particolarmente pesante per le donne.
Nelle grandi
battaglie democratiche e civili che hanno cambiato la faccia dellItalia le donne hanno avuto sempre un ruolo di primo piano, sono state
protagoniste, sempre, delle trasformazioni positive, dei punti di arrivo, delle conquiste.
Sapendo spesso essere solidali, al di là delle storie
personali, delle culture diverse, delle appartenenze politiche. Per questo ci
rivolgiamo alle donne perché insieme si riesca a affermare un
diritto fondamentale quello a non subire il ricatto del licenziamento senza giusta
causa anche nelle aziende con meno di quindici dipendenti - che non risolverà di per sé
tutti i problemi del lavoro ma sicuramente porrà le condizioni per affrontarli con più
chiarezza e determinazione da parte di tutti e tutte. Andreina Albano (Arci), Angela Azzaro
(giornalista), Silvia Baratella
(S.in.COBAS), Raffaella Bolini
(Arci), Stefania Brai
(giornalista), Bianca Bracci Torsi (giornalista), Imma Barbarossa
(Comm. Naz. Pari
Opportunità), Antonella Camardella
(Presidente Municipio di Bagnoli), Maria
Grazia Campari (Oss. sul Lavoro delle Donne - Milano), Giovanna Capelli (Forum
delle donne Prc), Nadia Cervoni
(Donne In Nero), Laura Cima (deputata
Verdi), Rita Corneli
(ass. Donne In Genere), Elettra Deiana
(deputata Prc), Loredana De Petris
(senatrice Verdi) Titti De Simone (deputata
Prc), Elena Del Grosso (univ. di Bologna), Rossana Dettori
(CGIL Roma), Sancha
Gaetani (ricercatrice biomedica), Nella Ginatempo
(univ. di Messina), Daniela Giordano (attrice), Cristina Gramolini
( Presidente Arci Lesbica), Maria
Inversi (attrice), Sveva
Haertter (Rsu Filcams), Gemma Lunian,
Silvia Macchi (univ. La
Sapienza), Paola Manduca
(genetista), Laura Marchetti
(antropologa), Graziella Mascia
(deputata Prc), Alessandra Mecozzi
(FIOM Naz.), Lidia Menapace (saggista), Elisabetta Mondello
(univ. La Sapienza), Luisa Morgantini
(parlamentare europea), Luigia Pasi
(S.in.COBAS), Sabrina Petrucci
(FIOM Naz.), Anna Pizzo (giornalista), Barbara Pettine (FIOM
Roma), Ilaria Pranzini
(S.in.COBAS), Margherita Recaldini
(S.in.COBAS), Rosi Rinaldi (Fiom Naz.), Annamaria Rivera
(univ. di Bari), Giovanna Romualdi
(giornalista), Angela Ronga
(CGIL Funzione Pubblica Roma), Mariagrazia
Rossilli (ricercatrice), Gigliola Toniollo
(Uff. Nuovi Diritti CGIL), Ines Valanzuolo
(Tavolo delle Donne di Bioetica), Barbara Valmorin
(attrice), Tiziana Valpiana
(deputata Prc)
Luana Zanella (deputataVerdi) |