| Dipartimento
Organizzazione
Roma,
23 Maggio 2003
Prot.
1266/2003 COD
236/10 Vi inviamo l appello di Guglielmo Epifani, Segretario Generale della CGIL, per il voto al Referendum del 15 16 Giugno 2003, che potrà essere utilizzato da tutte le strutture nel rapporto con gli iscritti e i cittadini. p.
il Dipartimento di Organizzazione il
Coordinatore Italo Stellon
Un
sì sulla strada delle riforme
Si
può immaginare un futuro per il Paese in cui i lavoratori abbiano sempre meno diritti, il
lavoro diventi sempre più precario e il futuro
sia segnato da contraddizioni e incertezze? Noi
pensiamo di no. Per
questa ragione abbiamo raccolto e consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera oltre
cinque milioni di firme. Cinque milioni di firme a sostegno della decisione della
CGIL di presentare al Parlamento leggi di iniziativa popolare che riguardano lestensione
delle tutele e degli ammortizzatori sociali per
i lavoratori delle imprese e dei settori che ne sono
privi e per garantire, ai milioni di giovani che svolgono lavori cosiddetti
atipici, gli stessi diritti fondamentali oggi previsti per tutti gli altri lavoratori. Ai
cittadini italiani viene ora sottoposto un quesito referendario, che ci porterà alle urne il 15 e 16 giugno
2003. E un
referendum che la Cgil non ha promosso, ma è un referendum che chiede di estendere gli
effetti dellarticolo 18 dello Statuto dei Lavoratori alle migliaia di donne e uomini
occupati nelle imprese più piccole e che, indirettamente, impedirebbe modifiche o
manipolazioni alle tutele già previste per le lavoratrici e i lavoratori dallo stesso articolo 18. La
Cgil, responsabilmente, sostiene la partecipazione al voto e si esprime per il SI
al quesito referendario. Un
SI per dare forza a quel processo di riforme che, solo se attuate, possono
garantire a tutti una risposta ai bisogni oggi sempre più evidenti. Molte
imprese diranno che se vincono i SI, la competitività delle aziende sarà
messa in discussione. E lo stesso argomento utilizzato nel 1970, dopo lapprovazione
dello Statuto dei Lavoratori. Si tratta dello stesso argomento usato ogni qual volta ci
sia la necessità di affermare, difendere,
estendere un diritto. E nostra
convinzione che si può ancora immaginare e auspicare un Paese in cui, alle prerogative di
unimpresa che sa stare sul mercato perché si rinnova e investe nella ricerca,
corrisponda una dignità più forte del lavoratore e del lavoro, unanimemente
riconosciuta, che costituisce uno dei parametri decisivi di competitività dellimpresa
stessa . In
molti, in troppi, dicono che questo referendum va boicottato, invitando allastensione
collettiva. Io penso che sia un diritto soggettivo di ciascuna persona decidere se votare o non votare, e che, se un
cittadino ritiene di votare, come noi auspichiamo, quel cittadino ha diritto ad una informazione puntuale e ad
esprimere un voto libero e responsabile. Conoscere,
essere informati, partecipare, quindi, per la CGIL è importante. E importante dire
un SI per le riforme e per i diritti, guardando
al futuro e pensando a quanti, giovani e meno giovani, donne e uomini, potranno
considerarsi inclusi e contare
così su diritti fondamentali che garantiscano la dignità della loro persona. Il
15 e 16 giugno partecipa al voto e vota SI, un SI per le riforme e
per i diritti. Guglielmo
Epifani |