LAVORO/SOCIETA': QUALCHE PROBLEMA CON LE REGOLE



Lavoro Società scuola di Milano sta attraversando un momento di forte tensione interna dovuto ad una vicenda abbastanza sconcertante e che qui riassumiamo per sommi capi.


A giugno, in occasione della scelta dei distacchi sindacali, la
maggioranza dei componenti del direttivo aderenti a Lavoro e Società sceglievano di confermare i nomi dei propri distaccati. Il componente della segreteria aderente a Lavoro Società (sostenuto da una minoranza della nostra area) sceglieva un altro nome ritenuto a lui più "vicino".


La maggioranza dell'area di Lavoro Società ha chiesto urgentemente un incontro con i centri regolatori della propria area per una verifica sulle regole.


Questa riunione è avvenuta il 3 ottobre con la presenza di centri
regolatori di ogni livello (nazionale di categoria, regionale
confederale, camerale confederale).

Con sorpresa i compagni di Lavoro e Società si sono sentiti dire che:

 

  • è corretto che il segretario che rappresenta l'area possa prendere
    decisioni contrarie all'opinione chiaramente espressa della maggioranza dei componenti del direttivo aderenti all'area.
  • se i componenti del direttivo aderenti all'area valutano di non
    essere più rappresentanti dal suddetto, possono "sfiduciarlo" ma loro, i centri regolatori, gli chiederebbero di rimanere. Non si può comunque eleggere un coordinatore che non faccia parte della segreteria.
  • ogni futura riunione dell'area di Lavoro Società scuola di Milano
    sarà "commissariata" con la presenza di un segretario camerale dell'area.


Naturalmente le questioni sono più complesse di come le abbiamo
riassunte ed hanno a che vedere anche con i contenuti della vertenza scuola (giudizio negativo sul contratto, insufficienza dell'azione contro la riforma Moratti, penalizzazione Ata, ecc.). Ma ci interessa mantenere questa lettera sul piano delle regole.

 

E per questo ci domandiamo: chi decide dentro l'area? Sino ad ora pensavamo fosse la maggioranza dei compagni del direttivo aderenti all'area. Se però, come ci è stato detto, chi decide è il compagno dell'area che sta in segreteria ci domandiamo che tipo di modello partecipativo difendiamo come Lavoro e Società. Se siamo favorevoli ad un sindacato più democratico come facciamo a praticare all'interno della nostra area modalità che rifiuteremmo in Cgil? Cosa diremmo di un segretario di categoria che attuasse permanentemente contro la volontà della maggioranza dei membri del proprio direttivo? Non pensiamo che farebbe molta strada.

Inoltre. Se un compagno è eletto in segreteria a rappresentare l'area e ad un certo momento (gli anni passano...) cambia idea, casacca, e quant'altro: che strumenti hanno i compagni per ripristinare la propria possibilità di contare, visto che se ne è teorizzata l'inamovibilità per decisione dei centri regolatori? Dunque i centri regolatori non hanno più una funzione di proposta, ma decidono linee e relazioni in ogni ambito?


Pensiamo si debba aprire una seria discussione su come funziona la
nostra area, che non può disporre di un livello di democrazia e di
partecipazione al di sotto di quelle garantite in tutta la Cgil.


Giancarlo Benazzi (direttivo Cgil Scuola Milano)

Silvana Conedera (direttivo Cgil Scuola Milano)

Michele Corsi (direttivo Cgil Scuola Milano)

Giuseppe Farinella (direttivo Cgil Scuola Milano)

Salvatore Longo (direttivo Cgil Scuola Milano)

Giuliana Masiero (direttivo Cgil Scuola Milano)

Danilo Molinari (direttivo Cgil Scuola Milano)

GianMaria Pavan (direttivo Cgil Scuola Milano)