| COMUNICATO STAMPA Amianto. Fiom: I provvedimenti adottati dal Parlamento modificano le proposte del Governo, ma non tutelano i diritti dei lavoratori esposti allagente cancerogeno La
Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha emesso oggi il seguente comunicato. La Segreteria nazionale Fiom-Cgil ritiene che anche grazie alle modifiche apportate dal Parlamento relativamente al decreto legislativo 269/03 - da noi ritenuto incostituzionale, oltre che vessatorio nei confronti dei lavoratori interessati - si è ottenuta una tutela parziale per alcune migliaia di lavoratori esposti allamianto, ma non certo per tutti, soprattutto in ragione delle migliaia di domande presentate allInail e allInps. Quanto ottenuto è un risultato derivante dalla forte mobilitazione svolta nelle aziende metalmeccaniche nei mesi di ottobre e novembre per respingere le proposte del Governo. Ma il rischio allesposizione dellamianto non è stato risolto, tanto è vero che le tutele dei lavoratori sono state abbassate del 50 per cento (da 1,50 a 1,25 per ogni anno di esposizione per i primi 10 anni). La Fiom, come ha sempre ritenuto necessario, si batte affinchè siano riconosciuti i diritti derivanti dallesposizione a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici che, nel corso della propria attività produttiva, siano stati contaminati dalle polveri di amianto. Non esiste un criterio scientifico che determini una esposizione ad almeno 100 fibre litro per 8 ore. La comunità scientifica afferma che una sola fibra inferiore a 5 micron incide sulla pleura provocando il mesatelioma. Fino ad oggi, purtroppo, 1.300 casi di decessi sono già stati constatati; lIspels lo ha riscontrato recentemente insieme allIstituto superiore di sanità del ministero della Salute. Per queste ragioni, la Fiom-Cgil ritiene che i provvedimenti, per quanto modificati dal Parlamento, siano tuttora insufficienti. Bisogna ripristinare il riconoscimento, pari al coefficiente di 1,5, per coloro che hanno unattesa di vita inferiore a tutti gli altri lavoratori e a tutti gli altri cittadini italiani. La Fiom-Cgil ritiene indispensabile, visto latteggiamento restrittivo del Governo, che si apra un confronto scientifico per migliorare la vecchia legge 257/92, onde garantire quanto dovuto alle migliaia di lavoratori che hanno presentato domanda allInail e/o allInps per il riconoscimento dellesposizione allamianto. Ciò appare tanto più necessario se si considera che nei prossimi anni è prevista una crescita esponenziale dei decessi oltre che delle malattie. La Fiom ritiene altresì che tutte le Regioni debbano attivare piani sanitari di programmazione e di prevenzione a tutela di tutti i lavoratori ex esposti allamianto. La Fiom ritiene, infine, che gli attuali provvedimenti del Governo approvati dal Parlamento, che ledono i diritti dei lavoratori che presentano le loro istanze successivamente al 2 ottobre 2003, costituiscano una discriminazione che non riconosce i maggiori diritti che è giusto appartengano a chi ha una minor attesa di vita. Fiom-Cgil/Ufficio
stampa Roma, 19 dicembre 2003 |