Patta: le proposte di Rutelli sulle pensioni indeboliscono il sindacato e l'opposizione.

 Il segretario confederale della Cgil,  Gian Paolo Patta, interviene sulla questione delle pensioni: "Rutelli ha certamente diritto di esprimere la sua opinione rispetto alle gravi questioni sociali del Paese. Bisogna rilevare, nel merito, che interviene in una fase delicata del rapporto tra Organizzazioni sindacali e Governo e tra le stesse Organizzazioni sindacali.
E' in corso un tentativo di ricucire - dopo un lungo periodo di rottura - i rapporti tra Cgil Cisl Uil sulla base della  difesa del sistema previdenziale italiano e nel rispetto delle tappe e delle verifiche previste dalla legge Dini.
L'intervento di Rutelli rischia di produrre elementi di divisione e di rottura che favoriscono solo il Governo e la parte più oltranzista di Confindustria ed era quanto mai opportuno che il confronto tra le Organizzazioni sindacali proseguisse sui binari da loro stesse decisi.
Patta prosegue:
"Non risponde al vero che la Cgil non abbia avanzato nessuna ipotesi: l'ultima riunione del Direttivo della Confederazione ha approvato un documento ampio sulla riforma del welfare, documento con il quale si può concordare o dissentire. Quello che non si può fare è dire che non esiste.
Ripeto che il confronto con il Governo è motivato dall'iniziativa del Governo stesso di tagliare le prestazioni previdenziali e sociali per favorire una riduzione del prelievo fiscale per le fasce più ricche del Paese.
Questo confronto avviene, non dimentichiamolo, in un   Paese dove la spesa sociale è tra le più basse d'Europa, distante almeno quattro punti da quella di Paesi delle dimensioni dell'Italia.
Si possono avanzare proposte -come ha fatto la Cgil- di miglioramento, di convergenza verso la situazione europea, ma è profondamente sbagliato insistere in una politica di tagli. Negli altri Paesi europei (in quelli confrontabili per ricchezza con l'Italia) la  situazione previdenziale, anche dopo i vari interventi legislativi di questi anni, rimane migliore, mentre resta non paragonabile il resto dell'intervento sociale dello Stato.
Patta conclude:
"Esprimo preoccupazione sulla possibilità che uno schieramento di opposizione possa battere anche elettoralmente questo Governo, qualora al proprio interno e con i movimenti, compreso quello sindacale, non si apra un confronto vero di merito.
Continuano a permanere ambiguità che non sono punti di forza e ricchezza per lo schieramento, ma punti di debolezza.
Si rischia in questo modo di vanificare il risultato ottenuto da tutti quei milioni di cittadini che si sono mobilitati in questi anni e che speravano di trovare nei partiti dell'opposizione  una valorizzazione coerente degli obiettivi per i quali si sono mobilitati."

Roma, 19 gennaio 2004