| SLC/CGIL BRESCIA - comitato
iscritti TELECOM Lettera
aperta alla Segreteria Nazionale e a tutte le strutture SLC/CGIL Il
Comitato degli iscritti CGIL Telecom di Brescia esprime grande preoccupazione per le
condizioni e le prospettive del lavoro in Telecom e nellintero settore TLC. Il vento della precarizzazione, e
della contestuale riduzione dei diritti e dei posti di lavoro a tempo indeterminato, ha
spirato con forza in Telecom, favorito dalle politiche ultra-liberiste del governo
Berlusconi ma, più in generale, dalla scelta del sacrificio dei lavoratori in nome della
competitività delle aziende operata dai governi degli ultimi dieci anni. Oggi, dopo due passaggi di mano,
Telecom si trova in una curiosa situazione di questi tempi forse non più tanto
curiosa! - : è unazienda sana, che produce enormi profitti, e contemporaneamente è
oppressa da un forte indebitamento. Il gruppo è di gran lunga il più esposto tra quelli italiani per emissione di bond su piazza lussemburghese. Conseguenza di tutto ciò, assistiamo
al suo declino, allimpoverimento proprio della parte sana, con salari dal potere dacquisto
sempre più basso, turnazioni sempre più difficili da sostenere, ritmi costantemente al
rialzo, ambienti di lavoro scadenti e pericolosi, dove la parola manutenzione è
letteralmente scomparsa, investimenti sulla rete ridotti alla pura sussistenza . La novità degli ultimi anni, che
grazie alla legge 30 di riforma del lavoro (cosiddetta Biagi) rischia di
dilagare, è lesternalizzazione di pezzi dazienda mediante la cessione a terzi
e la progressiva sostituzione di lavoro garantito con lavoro precario o appaltato. Questo vantaggio di Telecom nei rapporti di forza ci costringe da anni a subire il ricatto di continue ristrutturazioni, ormai trasmutate nella categoria darwiniana dellevoluzione aziendale, che hanno il solo effetto di farci sentire di troppo in unimpresa furiosamente votata al profitto e alla finanza. Domandiamo alla nostra ed alle altre
organizzazioni sindacali di categoria : che senso ha avuto assecondare i tagli degli
organici, promuovere, quasi istigare, la scelta
della fuga per i più fortunati mediante luscita facilitata a carico della
collettività ? Dove sono finite le
assunzioni, dove la formazione, dove i piani industriali ? Che peso ha avuto nella licenza
duccidere aziendale il contratto di settore del 2000, che non a caso inizia
con laffermazione della priorità
assoluta del sostegno al continuo cambiamento dellassetto organizzativo in funzione
delle sfide imposte dal mercato globale? In otto anni la Telecom, parte telefonica, è
passata da circa 115.000 a circa 53.000 dipendenti : interi settori di attività sono
spariti o accorpati, alcuni reparti strategici per il mantenimento del primato (uno per
tutti : la leva tecnica) sono ultra-sotto-dimensionati,
la qualità delle condizioni di vita nei luoghi di lavoro e la qualità del servizio sono
precipitate! Con un
contratto che, per la prima volta nel dopo-guerra, è riuscito ad abbassare il salario dei
lavoratori, ci tocca assistere alla devoluzione di premi a pioggia discrezionali, come tozzi di pane : e insieme ai tozzi di pane torna
il culto della personalità per i dirigenti maximi.
Desolante fine per quella che era unazienda
giovane, dinamica, ottimista! Se la descrizione della realtà è
esatta, e se del vero cè nelle critiche allazione sin qui svolta, urgono
cambiamenti radicali ! Ci domandiamo quale sia il senso di
uno sciopero contro le esternalizzazioni indetto senza coinvolgere tutto il gruppo e,
soprattutto, senza promuovere a fondo una grande campagna per la sensibilizzazione e lunità
della categoria sul tema. In molte importanti realtà
territoriali, in particolare della Lombardia, non si è nemmeno riusciti a programmare le
assemblee : rimarchiamo come nella preparazione non
si sia avvertita la necessaria determinazione
alla sua riuscita. Bisognerebbe invece promuovere la
costruzione di una rete di confronto e di azione coordinata tra i call center delle varie
aziende del gruppo, costruire una vertenza forte per loccupazione di qualità,
incardinare le iniziative sulle RSU, lasciate a languire nel limbo di relazioni
industriali a senso unico tra Segreterie e RU. Crediamo non ci siano più
giustificazioni per eludere i problemi : alla precarietà del lavoro in azienda, alla
minaccia delle esternalizzazioni e delle cessioni di rami dazienda, si affianca già
oggi la prospettiva del rinnovo contrattuale sul quale nessuno è autorizzato a pensare di
ripetere gli scempi compiuti con il precedente, sia per la parte normativa sia per quella
economica. Il nostro vuole essere insieme un invito e un
avvertimento a cambiare rotta. Nellattesa gradiremmo che le nostre osservazioni avessero risposta!
COMITATO ISCRITTI SLC/CGIL TELECOM
BRESCIA Brescia, 24 febbraio 2004 |