Intervento, a nome del coordinamento RSU , del  gruppo ZASTAVA Trieste, e dell’Associazione”Non bombe ma solo Caramelle” –ONLUS

 svolto da Gilberto Vlaic all’assemblea dei lavoratori della Zastava di Kragujevac il

15 marzo 2004 in occasione della consegna delle adozioni a distanza

 

 

Care lavoratrici e cari lavoratori della Zastava, carissime bambine, carissimi bambini, vi porto il piu’ affettuoso saluto delle associazioni che qui rappresentiamo:

il gruppo Zastava Trieste

il coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie di fabbrica dei lavoratori Italiani (Rsu)

l’associazione Non bombe ma solo Caramelle

le Cooperative dei lavoratori del nord-est.

Vi portiamo anche il fraterno saluto della Associazione di Bari Most Za Beograd, non sono potuti venire di persona.

 

Questo viaggio, come tutti gli altri, non si sarebbe potuto realizzare senza la generosa partecipazione di tanti lavoratori, di tante famiglie italiane che non hanno dimenticato cio’ che la NATO ed il governo del mio Paese hanno fatto a voi e alla Jugoslavia nel 1999.

Voglio ribadire ancora una volta che questa solidarieta’ non ha niente di caritatevole ma e’ un esempio concreto della solidarieta’ internazionale tra lavoratori, perche’ i nostri interessi materiali come classe sociale sono gli stessi indipendentemente dal Paese dove abitiamo.

 

In questa occasione abbiamo con noi circa 90 quote di adozioni; poco piu’ di 70 sono dei rinnovi mentre ce ne sono 16 completamente nuove.

 

Inoltre ne abbiamo 15 provenienti da Bari.

 

Questo viaggio si svolge in un periodo tristemente simbolico: cinque anni fa la NATO aggrediva la Jugoslavia; un anno fa gli Stati Uniti ed i loro alleati invadevano l’Iraq.

 

Ad ognuna di queste aggressioni hanno dato dei nomi diversi, per cercare di confondere i popoli.

Ma allora dove sono per esempio le armi di distruzione di massa che avrebbero dovuto trovarsi in Iraq?

 

La realta’ e’ sotto gli occhi di tutti, basta volerla vedere: queste aggressioni servono per scardinare sistemi sociali e politici invisi all’Occidente, per determinare nuovi controlli di territori, per impadronirsi delle materie prime.

Se in Iraq si coltivassero solo patate e non ci fosse il petrolio possiamo stare sicuri che il popolo iracheno potrebbe scegliere liberamente il proprio futuro, senza esse occupato militarmente.

 

Un anno fa il 15 febbraio piu’ di 100 milioni di persone, la parte piu’ cosciente del mondo intero, manifestarono contro la guerra imperialista in centinaia di citta’ del mondo.

Il prossimo 20 marzo scenderemo di nuovo in piazza in tutto il mondo con lo stesso obbiettivo.

Il nostro NO alle guerre di aggressione dell'imperialismo deve essere senza condizioni, non solo perche' portano lutti, distruzioni, incertezza per il futuro, ma perche' i loro scopi sono assolutamente opposti ai nostri interessi come classe.

E l'arma piu' forte che abbiamo e' la solidarieta' internazionalista tra i lavoratori.

 

 

Poche parole sulla situazione sociale in Italia. 

Il governo di destra che abbiamo in Italia attacca i nostri diritti di lavoratori ogni giorno: ha recentemente varato una legge sul lavoro che lo rende sempre piu' precario, senza certezze per il futuro, con salari sempre piu' bassi.

In questo momento poi e' partito un pesante attacco alle pensioni, con il proposito di aumentare di cinque anni la vita lavorativa.

La scuola e la sanita’ pubbliche sono nel mirino, nel tentativo di renderle sempre piu’ inefficienti per favorire le strutture private.

Contro questi attacchi alle condizioni materiali di vita dei lavoratori ci sono stati scioperi imponenti, ed il prossimo 26 marzo effettueremo uno sciopero generale di tutto il Paese.

 

Ma torniamo alla nostra assemblea.

Care bambine, cari bambini tra poco riceverete le buste contenenti gli aiuti materiali dei vostri amici italiani.

Vi prego di scrivere a queste persone, specialmente quelli di voi che riceveranno adozioni nuove.

Infatti nel mio Paese si parla poco di voi, molti sono convinti che vi abbiamo portato democrazia, liberta’ e benessere e che comunque la vostra situazione e’ migliorata dalla fine dell’aggressione.

Noi sappiamo che non e’ cosi’. Noi cerchiamo in tutti i modi di mantenere vivo il ricordo della primavera del 1999 e di descrivere la vostra attuale situazione, ma le vostre parole, le vostre testimonianze valgono piu’ di mille dei nostri discorsi e dei nostri dibattiti.

Un’ultima cosa voglio dirvi:

Siate fieri dei vostri genitori. Non potevate averne di migliori.

E siate fieri della storia del vostro grande Paese. La Jugoslavia e’ stata un punto di riferimento per milioni di persone e per molti popoli per decenni.

 

Voglio concludere questo intervento con alcune parole di una canzone operaia italiana della fine dell’ottocento, che ricorda le lotte sociali di operai e contadini di quel periodo:

 

NOSTRA PATRIA E’ IL MONDO INTERO, NOSTRA LEGGE LA LIBERTA’

 

 

SVE VAS VOLIM

 

                                                                  Kragujevac, 15-3-2004

Circolano voci secondo le quali Kragujevac sarebbe stata scelta come
sede di un impianto per smaltimento di scorie nucleari.
Pur senza precisi elementi di conoscenza e mantenendomi molto sulle
generali, durante l'assemblea del 15 marzo 2004 durante la distribuzione
delle quote di adozione ho fatto un intervento  sull'argomento, di cui
vi invio il testo.
Cari saluti a tutti
Gilberto Vlaic




Sappiamo che purtoppo le guerre portano, quando sono finite, a
gravissimi problemi di disoccupazione e di incertezza per il futuro.
Si sarebbe tentati di fare qualsiasi cosa, di accettare qualsiasi
lavoro.
Bisogna pero' stare attenti.
Ho letto recentemente in internet che la vostra citta' potrebbe
diventare la sede per un impianto per il trattamento dei rifiuti
nucleari.
Sono una delle cose piu' pericolose che si possano avere!
Se bruciasse del petrolio vi accorgereste subito del pericolo: le
fiamme, il fumo tossico e tutti saprebbero che bisogna proteggersi e che
si corrono gravi rischi per la salute.
Le radiazioni invece non le vedete, non le sentite, ma sono
pericolosissime per la salute nostra e soprattutto per le generazioni
future: inducono malattie mortali in periodi lunghi e portano a
gravissime malformazioni su chi deve ancora nascere.
Se una notizia del genere fosse vera, voi diventereste la pattumiera
delle scorie radioattive dei Balcani. Se fossi in voi, starie molto
attento a questa possibilita' e, malgrado le gravi difficolta' in cui
vivete, mi opporrei con tutte le mie forze.