Dopo mesi di polemiche da parte del coordinamento nazionale dell’area Lavoro e società nei confronti dei compagni della Fiom che fanno riferimento all’area, si arriva finalmente lo scorso 5 gennaio ad una riunione nazionale che, si sperava, avrebbe dovuto portare ad un chiarimento.

Alla fine della riunione, e nonostante che la stragrande maggioranza dei compagni Fiom non abbiano dato alcun mandato in questa direzione, Patta (in qualità di coordinatore Confederale) decide comunque di procedere alla spaccatura dei compagni della Fiom rivendicando il suo diritto di costituire in Fiom un’area programmata che faccia riferimento a lui. 

 

Ciò che Patta non dice …………….

Con una sua lettera, il compagno G.Paolo Patta convoca quindi per il giorno 27 gennaio una riunione per formalizzare in Fiom la ricostituzione dell’area Lavoro Società. Dalla lettera, la decisione viene fatta apparire come una normale e naturale applicazione del diritto dell’area ad esistere anche in Fiom, ma in realtà non è così.

Quello che è in gioco è in realtà la decisione di Patta di mantenere in Fiom una sua pressione organizzata per poter rivendicare l’esistenza di una sua cordata al di la del fatto che in Fiom già esiste una sinistra sindacale che fa riferimento all’area, ed in aperta polemica con quella parte dell’area che lui considera non controllabile da lui.

D’altra parte è la sua stessa lettera a denunciare le cose come stanno veramente ………..Vediamola:

Cari compagni, 

l’incontro di Milano  del 5 gennaio 2005 non ha risolto i problemi che il coordinamento nazionale confederale dell’Area aveva rimarcato. Ognuno ha ribadito le proprie  posizioni.

Patta si guarda bene dallo spiegare quali siano le posizioni a cui fa riferimento. In realtà è successo che Patta si è presentato all’incontro con i compagni della Fiom sostenendo la sua proposta di documento unitario al prossimo congresso Cgil, certo (secondo lui) che la recente esperienza contrattuale nelle categorie e della Confederazione ha sufficientemente dimostrato una importante emancipazione della Cgil dalle precedenti logiche concertative. Di contro Cremaschi (sia nella relazione che nelle conclusioni) ed i numerosi interventi di delegati Fiom presenti all’incontro hanno ribadito che proprio i recenti contratti firmati anche dalla Cgil dimostrano semmai quanto siamo ancora distanti da una svolta in Cgil e che proprio a partire da questa valutazione viene dimostrata l’importanza e la necessità di mantenere aperto in occasione del prossimo congresso Cgil un esplicito confronto tra la linea della maggioranza e quella della minoranza critica riproponendo agli iscritti la possibilità di esprimersi su due documenti alternativi.

Alla fine, prendendo atto che in Lavoro e Società esistono a riguardo almeno due linee diverse, Cremaschi proponeva la convocazione di una assemblea nazionale dell’area per aprire una franca e partecipata discussione, propedeutica ad una decisione verificata con l’insieme dei quadri e militanti dell’area e non solo tra alcuni suoi dirigenti. Netto il rifiuto di Patta che dichiarava inutile questo passaggio poiché (secondo lui) non esistono due linee nell’area (cosa peraltro da lui stesso contraddetta proprio nella lettera di cui stiamo parlando quando afferma che “ Ognuno ha ribadito le proprie  posizioni ” ).

Stesso esito ha avuto l’incontro tra la segreteria della Fiom e una delegazione dei quattordici compagni del CC della Fiom che  sottolineavano in una loro lettera a G. Rinaldini gli stessi problemi.

Qui Patta rende esplicita la natura vera dei problemi a cui si riferisce. Per lui Cremaschi non rappresenta l’area in Fiom. Più precisamente è rappresentante di una linea che in Lavoro e Società trova molti consensi anche fuori dalla Fiom ma che non è la linea di Patta. Sicuramente è così rispetto alla proposta su come andare al prossimo congresso Cgil e lo è per quanto riguarda le valutazioni sulla recente generale esperienza contrattuale.

Logica vorrebbe che gli unici titolati a dirimere una questione di merito siano i militanti che in Fiom fanno riferimento all’area e, per le scelte generali, l’insieme del corpo dell’area. Ma Patta decide che l’unica linea vera è la sua. Della discussione fatta il 5 gennaio con i compagni della Fiom non sa che farsene (dice semplicemente che quei testardi hanno “ribadito la loro posizione”) e della proposta di convocare una assemblea dell’area nazionale ne fa carta straccia.

L’unica cosa che gli importa veramente è vedersi riconosciuta in Fiom una rappresentanza della sua cordata e quindi, scavalcando il merito del confronto con i compagni della Fiom decide di mandare una lettera direttamente a Rinaldini a cui dice papale papale che ogni decisione rispetto a posti nelle segreterie e negli apparati in Fiom dovrà essere concordata con lui e non con i compagni della Fiom. Alla lettera succede un incontro tra Rinaldini e 4 (non 14) delegati Fiom che fanno riferimento ale posizioni di Patta ai quali Rinaldini espone le  sue perplessità lasciando per altro aperta la discussione. Ma Patta voleva tutto e subito, da qui la sua delusione.

La piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici si iscrive nell’ambito del documento conclusivo del XIV congresso della Cgil da noi condiviso ma non ritenuto sufficiente a sciogliere l’ Area congressuale. La Cgil sta avviando la stagione del proprio XV congresso. Il coordinamento nazionale confederale ha deciso all’unanimità  di proseguire la nostra esperienza di Area programmatica

Ovviamente Patta deve motivare la sua forzatura con argomentazioni dignitose, quindi di merito, per non essere visto solo come uno che mira solamente a contrattare i posti nell’apparato.

C’è da rimanere sbalorditi: Patta afferma che la piattaforma dei Metalmeccanici va bene perché è in linea con il documento di Rimini. Linea di Rimini che Patta condivide così convintamene tanto da sostenere ormai da mesi ed in diverse occasioni la decisione di non presentare più un documento alternativo al prossimo congresso.

Ma se non si vuole più presentare un documento alternativo, a quale area congressuale si riferisce?

Patta farebbe meglio a precisare che in realtà, quando dice “area congressuale” intende con più precisione sua “cordata” o sua “componente”.

Una questione non piccola che non può certo essere lui da solo (o il piccolo e sempre meno rappresentativo coordinamento nazionale dell’area) a decidere. Non ci sembra che il coordinamento nazionale dell’area abbia la titolarità di decidere da solo una scelta così importante e non ci sembra che ad oggi l’area nel suo complesso sia ancora stata chiamata a discutere se scegliere o meno per un documento unitario e su che cosa sia esattamente questa fantasiosa idea di rivendicare comunque il riconoscimento di una aggregazione che, onestamente, non si capisce a chi ed a cosa farà riferimento, in assenza di un documento congressuale e di un consenso degli iscritti che lo legittimi.

Quindi l’affermazione di Patta, nella sua lettera, rappresenta ad oggi una sua posizione (e non dell’area) che Patta dovrebbe avere il coraggio di proporre alla discussione di tutta l’area prima di spenderla come linea condivisa dall’area programmatica di cui lui dovrebbe essere solamente il coordinatore nazionale (e non il proprietario).

Dopo di che, visto che condividiamo la valutazione di Patta che il documento conclusivo del XIV congresso Cgil non è ritenuto sufficiente a sciogliere l’area, non si capisce perché, allora, su questa insufficienza non si vada al prossimo confronto congressuale con un nostro documento alternativo che permetta agli iscritti di esprimersi e di chiedere una vera svolta dalla linea concertativa dando così sostanza e continuità all'eistenza di un'area programmatica congressuale.

Ma, Patta dovrebbe anche spiegare perché membri del coordinamento nazionale dell’area siano oggi impegnati invece  in iniziative pubbliche di vera ed entusiastica celebrazione del documento congressuale Cgil di Rimini e non certo di denuncia dei suoi limiti, così come dovrebbe spiegare come mai recenti e brutti accordi contrattuali di chiaro stampo concertativo e con pesanti cedimenti su salario e legge 30 siano stati spesso difesi e celebrati da compagni del coordinamento nazionale dell’area ed usati a dimostrazione della ritrovata unità interna alla Cgil.

In considerazione di questo quadro complessivo il coordinamento mi ha delegato a concertare con i compagni del C.C. della Fiom-Cgil le modalità della formalizzazione dell’Area congressuale Cgil Lavoro Società – Cambiare rotta a tutti i livelli della categoria. I compagni in indirizzo sono pertanto invitati ad un incontro che si terrà presso la Cgil di Bologna il 27 gennaio ’05.

Cordialmente - Gian Paolo Patta - Coordinatore confederale - Lavoro Società-Cambiare Rotta

 Manca qualcosa in tutto il ragionamento che Patta fa con la lettera in oggetto. Il fatto è che Patta parla di cose sue, a cui crede lui, ma che non sono affatto patrimonio dell’area di cui lui dovrebbe essere il coordinatore nazionale.

Invece di perdere tempo in questa inutile e sospetta polemica con i compagni della Fiom, il nostro coordinamento nazionale, ed il nostro coordinatore  dovrebbero fare la cosa più ovvia, cioè la cosa giusta.

Convocare un percorso di discussione che coinvolga tutto il corpo dell’area programmatica, fino ad una assemblea nazionale, per discutere e decidere tutti assieme e col massimo di trasparenza e partecipazione quello che vogliamo fare al prossimo congresso.

Su questioni come la presentazione o meno del documento alternativo al prossimo congresso non decide il coordinamento nazionale, il cui mandato sembra essere ritenuto esaustivo e sufficiente da Patta, ma l’area nel suo insieme.

Patta deve quindi decidere se vuole fare il coordinatore nazionale dell’area o il coordinatore del coordinamento nazionale dell’area.

Non è solo una questione di democrazia ma anche di rispetto verso quei militanti, quadri ed attivisti delegate e delegati Rsu, dell’area che hanno costruito e reso possibile l’area programmatica e che hanno portato Patta ed i compagni del coordinamento nazionale a diventare quello che sono diventati. Da soli non ci arrivavano di sicuro

MILANO 20 GENNAIO 2005

Delegate e delegati CGIL aderenti a Lavoro Società - Cambiare rotta, che si riconosono nel movimento per un "coordinamento nazionale delle Rsu"