IL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI E LA QUESTIONE SALARIALE!

 

In tre anni i lavoratori dipendenti hanno perso oltre 1.380 euro, a causa dell'incremento dei prezzi e dei bassi aumenti salariali. E' quanto stimato in una ricerca dell'Ires Cgil. L'istituto ha calcolato che tra il 2002 e il 2004 la cifra perduta oscilla tra 1.269 (sulla base di un'inflazione al 2,3 per cento), e 1.380 euro (inflazione al 2,8). In particolare, nel 2002-2004 un lavoratore con retribuzione media di 22 mila euro ha perso 864 euro a causa di aumenti salariali inferiori alla crescita dei prezzi e 516 euro per la mancata restituzione del fiscal-drag. Il dato tiene conto di tutto il lavoro dipendente, escluso quello agricolo e quello pubblico. (Fonte CGIL)

 

   Dopo 13 anni di “politica dei redditi”, di riduzione secca del valore dei salari, degli stipendi e delle pensioni, è ora di dire basta a rinnovi contrattuali che non tengono conto dello stato reale dei redditi dei lavoratori e delle lavoratrici.

   Da quando Cgil Cisl Uil, padroni e governo decisero di eliminare la scala mobile è iniziata una lenta ma continua discesa verso la povertà per milioni e milioni di famiglie di operai e pensionati, una discesa che nessun contratto nazionale potrà mai arrestare finché valgono le regole attuali.

   Fim Fiom e Uilm, dopo aver litigato per una differenza di pochi euro sullo scorso CCNL, oggi tornano insieme e propongono un rinnovo del biennio economico del CCNL che recupererebbe solo una minima parte del salario perso in questi anni, tornano insieme e vendono la ritrovata unità sindacale come il VALORE AGGIUNTO di questo contratto!

   Che “valore aggiunto” al salario sarebbe una richiesta di aumento di 92 euro lordi al III° livello per i prossimi  anni se prendiamo per buoni gli stessi dati forniti dalla CGIL? E lo diciamo tenendo conto anche dei famosi 25 euro riassorbibili nella contrattazione aziendale del futuro quadriennio! 

   Da quando nel 1992 Cgil Cisl Uil, padroni e governo decisero di eliminare la scala mobile, i contratti sono diventati una faticosissima rincorsa nel tentativo vano di recuperare almeno la perdita salariale dovuta all’inflazione, altro che miglioramento delle condizioni di vita!  Prima avevamo la scala mobile e il contratto, ora abbiamo dei contratti che non ci garantiscono più nemmeno quello che allora ci garantiva la sola scala mobile!

   Ma la domanda vera è questa: quanto abbiamo realmente perso da quando non c’è più un sistema di adeguamento automatico dei salari all’inflazione reale? Di quanto è realmente diminuito il potere d’acquisto dei salari, visto che la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici, non riescono ad arrivare a metà mese?

  La verità è che questo contratto è figlio della concertazione e della politica dei redditi, fortemente volute da Cgil Cisl Uil e che troppi danni hanno già causato ai lavoratori ed alle lavoratrici.

   Occorre uscire dalla concertazione e rompere la gabbia in cui hanno rinchiuso i salari, le pensioni e gli stipendi, la gabbia dell’inflazione programmata, la gabbia dei CCNL in cui i lavoratori riescono a recuperare solo una parte del salario perso a causa dell’inflazione. La gabbia, cioè, in cui hanno rinchiuso i lavoratori che oggi devono scioperare per ottenere una cosa che fino al ’92 avevano per legge.

   Occorre ripristinare un meccanismo di adeguamento automatico dei salari all’inflazione reale, unico modo per arrestare la perdita del potere d’acquisto dei redditi di lavoratori e pensionati.

   Il SinCOBAS non propone ai lavoratori metalmeccanici una piattaforma alternativa, ma la rottura della gabbia che padroni, governi e sindacati concertativi hanno costruito intorno ai redditi dei lavoratori.

   Proponiamo ai lavoratori, associazioni sindacali, forze sociali e politiche di avviare insieme un percorso che porti al ripristino di una legge che reintroduca quella che una volta si chiamava “scala mobile”: un meccanismo di adeguamento automatico dei salari e pensioni all’inflazione reale.           

   Un tempo il contratto dei metalmeccanici costituiva un momento importante nella vita del nostro paese, era il contratto intorno a cui ruotavano i miglioramenti dei diritti e del salario di tutti i lavoratori. Quando i metalmeccanici scioperavano cadevano anche i governi.

   Oggi non è più così ed occorre domandarsi perché padroni e governi non hanno più paura dei metalmeccanici, soggetto sindacale che qualcuno ha voluto addomesticare.

   Il SinCOBAS propone di invertire la tendenza e fare in modo che i metalmeccanici tornino a contare davvero, facendo proposte intorno alle quali aggregare la maggioranza dei lavoratori.

   Imporre una nuova scala mobile, farne una bandiera delle lotte dei metalmeccanici sarebbe il segnale che i metalmeccanici sono tornati, con tutta la loro forza e determinazione e darebbe ai lavoratori la forza di imporre contratti nazionali in cui si discuta di veri aumenti contrattuali, di più diritti, più dignità, insomma di tornare a fare veri contratti come quelli di un tempo.

 

 

 

SinCobas 

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