Previdenza complementare, definta intesa comune fra le parti
Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi e Cgil, Cisl, Uil e Ugl
Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi e Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno presentato oggi al Ministro del Lavoro un’intesa comune in materia di previdenza complementare. Il documento rappresenta un contributo delle parti sociali alla definizione dei decreti attuativi che il Governo dovrà emanare per lo sviluppo del sistema previdenziale integrativo.
Principi fondamentali per le parti sociali firmatarie sono la centralità della contrattazione collettiva nella definizione delle forme complementari per i lavoratori dipendenti e la distinzione tra previdenza complementare collettiva e previdenza complementare individuale.
Nel documento comune si riconosce un ruolo primario agli accordi tra imprese e sindacati nella individuazione della forma pensionistica di destinazione del TFR per i lavoratori dipendenti che non manifestino espressamente la loro volontà e nelle regole sulla “portabilità” dei contributi in caso di trasferimento delle posizioni previdenziali dei lavoratori.
Le parti sociali ribadiscono inoltre l’importanza di individuare risorse finanziarie idonee a garantire efficaci misure di compensazione per le imprese a fronte dell’utilizzo del TFR ed il miglioramento del trattamento fiscale della previdenza complementare.
Nell’intesa si attribuisce poi estrema rilevanza alla campagna informativa che dovrà precedere le scelte dei lavoratori in ordine all’utilizzo del TFR.