comunicato stampa

 

NO ALLO SCIPPO DEL TFR

 

CGIL,CISL E UIL VOGLIONO AFFIDARE IL NOSTRO FUTURO PENSIONISTICO ALLA BORSA!

E’ LA RINUNCIA DEFINITIVA A SVOLGERE IL RUOLO PROPRIO DEL SINDACATO!

 

Circa 15 miliardi di euro l’anno, questo l’ammontare delle risorse destinate annualmente al TFR dei lavoratori e che, d ‘intesa con le organizzazioni imprenditoriali, CGIL,CISL, UIL e UGL vorrebbero gestire attraverso “accorti” investimenti sul mercato azionario e obbligazionario.

Sono così convinti della validità della loro proposta che per ottenere quello che  “spontaneamente” i lavoratori in questi anni hanno dimostrato di non voler fare entusiasticamente, sono disponibili perfino a sostenere l’ignobile meccanismo del “silenzio assenso” ovvero del “chi tace acconsente”!

 

L’accordo tra le parti sottoscritto ieri sancisce la rinuncia definitiva dei sindacati confederali e autonomi alla difesa collettiva di un sistema pensionistico unitario e pubblico per tutti i lavoratori.

Che banche e assicurazioni si   facciano in quattro per convincere i lavoratori a  “giocarsi in borsa “ la propria vecchiaia fa parte delle regole del mercato, che lo facciano CGIL-CISL-UIL dovrebbe far pensare e molto!

 

Ma la partita è ancora aperta. Se i lavoratori pubblici e privati si rifiuteranno di aderire ai fondi pensione si dovrà rivedere il meccanismo della previdenza pubblica che è stata più volte peggiorata negli ultimi anni con il contributo determinante proprio di quelli che oggi vorrebbero che noi affidassimo loro il nostro TFR per giocarselo in borsa.

Che il rendimento pensionistico derivante dalla continua manomissione delle pensioni sia insufficiente per garantirci una vecchiaia dignitosa è sotto gli occhi di tutti ma è singolare che per riparare ad un danno si propongano rimedi ancora peggiori.

 

La soluzione è un’altra. Occorre rivedere il sistema di calcolo delle pensioni per garantire che, dopo una vita di lavoro, la pensione corrisponda grosso modo all’ultimo stipendio.

Occorre una proposta che unisca i lavoratori tutti e non crei steccati e barriere tra comparti, tra lavoratori giovani e anziani, stabili e precari. Per fare ciò occorre costruire garanzie pubbliche collettive altro che fondi di categoria, altro che regole diverse a seconda del comparto!

 

Questi crediamo possano essere obiettivi unificanti per il mondo del lavoro su cui invitare lavoratrici e lavoratori a scioperare con convinzione.

Questo quello che come SinCobas sosterremo nei luoghi di lavoro.

 

Ufficio Stampa Sincobas