BOZZA PENSIONI: CON SILENZIO-ASSENSO TFR A FONDI CHIUSI

In caso di silenzio assenso del lavoratore sul proprio Tfr, saranno privilegiati i fondi chiusi e quelli aziendali. E' quanto riportato nella bozza di decreto sulla previdenza complementare il cui testo, oggi, è stato diffuso dall'agenzia di stampa Ansa. La bozza - ancora in fase di elaborazione in attesa della sua presentazione alle parti sociali, il 16 marzo prossimo - prevede anche la parificazione tra i fondi collettivi (chiusi ed aperti) e le forme pensionistiche individuali, come le polizze di assicurazione vita purché siano regolate da direttive Covip. Nel caso che il lavoratore non sia già iscritto a una forma pensionistica o non eserciti la facoltà di scelta sulla propria liquidazione - si legge nel testo riportato dall'Ansa - il Tfr maturando è conferito alla forma pensionistica complementare 'alla quale il lavoratore abbia accesso in relazione all'azienda di appartenenza, ovvero, in mancanza, all'attività lavorativa svolta e alle previsioni contenute nei contratti e accordi collettivi, anche aziendali, ovvero nei regolamenti di enti o aziende'. Nel caso, invece, di lavoratori che non abbiano accesso ad alcuna forma pensionistica complementare e non abbiano espresso la loro volontà, il Tfr sarà conferito a un fondo presso l'Inps. Sarà possibile trasferirlo a qualsiasi altra forma di previdenza complementare in qualsiasi momento il lavoratore lo decida. Secondo quanto riferisce l'Ansa, la bozza di provvedimento che modifica il decreto 21 aprile 1993 n. 124 (quello che disciplina la previdenza complementare) prevede che le forme pensionistiche complementari possano essere istituite da contratti e accordi collettivi, anche aziendali; da accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti; regolamenti di enti o aziende; accordi tra soci lavoratori di cooperative; dalle imprese di assicurazioni autorizzate dall'Isvap per le polizze individuali. Il documento ancora all'esame del ministero prevede che le forme pensionistiche individuali possano essere attuate mediante l'adesione ai fondi pensione aperti e contratti di assicurazione sulla vita 'stipulati con imprese di assicurazioni autorizzate dall'Isvap'. Questi ultimi però devono essere corredati 'da un regolamento redatto in base alle direttive impartite dalla Covip'. I lavoratori possono destinare a queste forme previdenziali integrative oltre l'accantonamento annuale del Tfr anche 'le contribuzioni del datore di lavoro alle quali abbiano diritto'. Il lavoratore può naturalmente decidere, così come previsto dalla delega di riforma della previdenza a cui si sta dando attuazione di lasciare il Tfr in azienda. La bozza prevede per questo che la volontà sia 'espressamente manifestata' dal lavoratore che può comunque 'in qualsiasi momento' decidere di conferire questi accantonamenti a una forma pensionistica complementare. Il documento prevede che la posizione previdenziale integrativa del lavoratore possa essere trasferita a un altro fondo 'trascorsi due anni dall'adesione a un fondo pensione' o a una delle altre forme pensionistiche complementari. Sono inefficaci clausole che potrebbero produrre ostacolo a questa 'portabilità' tra i fondi. In caso di morte dell'iscritto a una forma pensionistica complementare la posizione maturata è riscattata dagli eredi. I fondi integrativi ma anche le polizze individuali dovranno essere iscritte a un apposito albo tenuto dalla Covip che eserciterà 'la vigilanza su tutte le forme pensionistiche complementari'. In particolare la Covip definirà le condizioni al fine di 'garantire il rispetto dei principi di trasparenza, comparabilità e portabilità' che le forme complementari dovranno avere.

14/03/2005  15.41