Commento agli emendamenti, presentati dal Governo lo scorso 12 aprile al decreto legislativo 35/2005, a cura del Dipartimento Lavoro Cgil Nazionale

Nella giornata di ieri il governo ha presentato i propri emendamenti al decreto legge 35/2005 in fase di conversione al Senato.

Dalle informazioni in nostro possesso si sta puntualmente realizzando la prospettiva temuta dopo l’incontro con il governo del 2 marzo.

Il governo ha infatti “trasportato”, sotto forma di emendamenti, interi pezzi del disegno di legge presentato alla Camera: in particolare ci riferiamo alle modifiche delle disposizioni dell’articolo 13 del D. Lgs. 276/03, nonché alle modifiche sul lavoro a chiamata, sul lavoro con vouchers e sul contratto d’inserimento.

Sembra ugualmente scontato il ricorso alla fiducia durante il dibattito in Aula al Senato previsto per la prossima settimana, il che rende l’approvazione delle norme praticamente certa.

In particolare:
  • le disposizioni dell’articolo 13 divengono immediatamente operative, venendo meno il vincolo di una legge regionale in proposito
  • pertanto si potrà realizzare a livello nazionale la possibilità per il lavoratore svantaggiato destinatario di provvidenze pubbliche di accettare obbligatoriamente ogni offerta di lavoro in somministrazione nei limiti di una decurtazione della retribuzione del 20% rispetto alle precedenti disposizioni contrattuali, pena la perdita del beneficio
  • l’obbligo riguarda ogni lavoro in somministrazione raggiungibile in 80 minuti con i mezzi pubblici
  • le imprese che assumano i soggetti svantaggiati, comprese quelle di somministrazione, diventano destinatarie dei benefici previdenziali a suo tempo previsti per le imprese che assumessero dalla mobilità
  • la composizione delle retribuzioni avverrà considerando le indennità di cui il lavoratore sia beneficiario come componenti della retribuzione, per cui l’impresa che assumesse dovrà soltanto integrare la differenza tra l’indennità e la retribuzione contrattuale


Vale altresì la pena di notare come le nuove disposizioni si pongano in contrasto con le leggi regionali attualmente in vigore (Marche e Toscana), e che si aprono problemi delicatissimi di gestione rispetto a “popolazioni di svantaggiati” diverse (es. Lsu, mobilità, cassintegrati, ecc.).

Sulle altre modifiche vale solo notare che si estende la possibilità del lavoro a chiamata anche a tutti gli aventi più di 45 anni, compresi i pensionati, e che il lavoro con voucher potrà essere svolto anche nelle città non metropolitane (…). Trattasi di belletto steso su norme di fatto non attuate finora e presumibilmente inattuabili nello scorcio di legislatura.

Unica notizia non pessima, il governo getta la spugna sulla norma che prevedeva la possibilità per le donne in quanto tali di essere sottoinquadrate nei contratti d’inserimento. La facoltà ora passa dalla legge alla contrattazione collettiva.




Roma, 13 aprile ’05

p. il Dipartimento Politiche attive del lavoro

Claudio Treves