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comunicato stampa
Assemblee straordinarie per il
Fondo Espero:
Democrazia sindacale o di mercato? azionario!
dichiarazione di Margherita Recaldini (Segreteria nazionale SinCobas)
Una decisione scandalosa!! Su sollecitazione delle organizzazioni
sindacali confederali e autonome “rappresentative” del comparto scuola, il
MIUR concede 2 assemblee straordinarie di 2 ore che potranno essere
convocate “separatamente o congiuntamente” solo dalle organizzazioni
sindacali firmatarie dell’accordo istitutivo del fondo Espero, il fondo
pensionistico integrativo del personale della scuola.
E’ perfino imbarazzante commentare una simile richiesta da parte sindacale
se si considera che:
1) In occasione delle ultime elezioni per il rinnovo delle Rsu nella
scuola, i sindacati di base, tra cui il Sincobas, hanno fatto esplicita
richiesta di poter tenere, almeno in quella occasione e in nome delle
“pari opportunità” informative, assemblee in orario di servizio, per
presentare le proprie proposte e i propri candidati. Non una voce si
alzata in favore di questo elementare diritto democratico da parte dei
sindacati detentori del “monopolio” della rappresentanza sindacale (CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA)!
Il Ministero, accogliendo di buon grado la “precisa indicazione”, ha
quindi negato la propria autorizzazione.
2) A nostra memoria, mai negli ultimi anni, nonostante lo scempio che si
stava compiendo ai danni della scuola pubblica e delle condizioni di vita
e di lavoro di docenti ed ATA, i sindacati detentori del monopolio dei
diritti sindacali hanno chiesto assemblee “straordinarie” per discutere in
modo più approfondito con i lavoratori della scuola di quanto stava
accadendo. Nemmeno in occasione dell’entrata in guerra del nostro paese
contro il popolo iracheno in spregio alla Costituzione!
3) La straordinarietà della situazione per cui hanno avanzato questa
richiesta consisterebbe nella necessità di informare il personale della
scuola in modo approfondito sull’imperdibile occasione che si presenta
loro di giocarsi “in borsa” il futuro pensionistico.
Siccome il Fondo Espero stenta a partire, il Ministero, “considerata
l’assoluta novità e l’interesse del settore pubblico e in particolare
della scuola per tale forma di previdenza”, ritiene “opportuno” attivare
ogni strumento utile a “favorire un’ampia e capillare informazione”.
Un’informazione a senso unico ovviamente visto che la possibilità di
indire assemblee in orario di servizio viene negata ai sindacati non
firmatari dell’accordo istitutivo del Fondo Espero! All’altra campana,
quella di chi come noi è contrario a questo “mercato” delle liquidazioni e
alla “privatizzazione” del sistema pensionistico, non viene concesso
analogo diritto di informare adeguatamente i lavoratori dei rischi in cui
incorreranno qualora decidessero di aderire a Espero!
Perché lamentarsi dell’antidemocraticità del Governo Berlusconi quando
proprio nella scuola, luogo in cui, per decenza, il pluralismo dovrebbe
essere almeno formalmente sostenuto, si afferma nei fatti il monopolio
dell’informazione sindacale?
Non ci resta che una amara constatazione: gli interessi degli apparati
sindacali confederali e autonomi si dimostrano sempre più lontani e
antitetici a quelli dei lavoratori oltre che “coincidenti” con quelli
ministeriali. Questi apparati, prima firmano accordi per ridurre la
pensione pubblica e innalzare l’età pensionabile, poi propongono ai
lavoratori, che con quelle pensioni non riusciranno a vivere, di farsi la
pensione integrativa e giocarsi la vecchiaia sul “mercato” azionario!
Il solo modo per ritornare a parlare di una pensione pubblica dignitosa
per tutti/e è fermare la truffa del Fondo Espero non aderendovi
individualmente!
Milano, 14 aprile 2005
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