Comunicato stampa Sincobas

Scuola e Fondo Espero:

VOGLIONO CONVINCERE I DIPENDENTI DELLA SCUOLA AD INVESTIRE IL LORO FUTURO PENSIONISTICO IN UN FONDO IL CUI NOME E' GIA' UN PROGRAMMA: ESPERO!

In questi giorni nelle scuole i sindacati che sostengono il fondo Espero stanno organizzando delle assemblee con l'apparente volontà di approfondire i problemi specifici dei vari profili professionali presenti nella scuola. Ma andando a vedere nel dettaglio i temi messi all'ordine del giorno una cosa salta all'occhio; in tutte le assemblee c'è un tema comune in discussione: l'adesione al famigerato Fondo Espero.

La giusta diffidenza che le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno dimostrato fino ad ora verso le pensioni integrative private ha indotto le organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo istitutivo del fondo Espero (CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA) e il MIUR a stringere i tempi. Il MIUR ha "suggerito" alle istituzioni scolastiche di "individuare una o più unità di personale" appositamente incaricate di fornire "assistenza" ai lavoratori della scuola per illustrare loro le "magnifiche prestazioni" del fondo in questione.

Da parte loro le organizzazioni sindacali firmatarie del Fondo Espero hanno chiesto e prontamente ottenuto 2 assemblee straordinarie di 2 ore che potranno essere convocate "separatamente o congiuntamente" solo dalle organizzazioni sindacali che "sponsorizzano" il Fondo. Alla faccia della democrazia e del pluralismo informativo!

Mai vista tanta solerzia e disponibilità da parte del Ministero, mai visto negli ultimi anni pari impegno dei sindacati (al punto da chiedere assemblee straordinarie) per contrastare le vere emergenze della scuola: quella salariale per dirne una, quella degli organici per dirne un'altra, quella della "distruzione" della scuola pubblica se parliamo di "controriforma Moratti". Non si può fare a meno quindi di interrogarsi su tanto attivismo.

Basta approfondire un po la questione per accorgersi che puzza di bruciato anzi per meglio dire di "mutazione genetica" del ruolo che un sindacato che si ponga il problema della difesa minima degli interessi dei lavoratori dovrebbe avere. E' perfino imbarazzante commentare un simile comportamento!

A noi che pensiamo che il Fondo Espero sia una truffa non resta che cercare di informare docenti e ATA dei rischi che questa scelta comporterà e cercare di riportare la discussione sul giusto binario per chi si candida a rappresentare gli interessi dei lavoratori: è il rendimento pensionistico il vero problema del futuro. Sono le riforme Amato e Dini che hanno ridotto drasticamente i nostri rendimenti il vero problema, sono i sindacati che quelle controriforme hanno accettato che portano la responsabilità di aver messo una enorme ipoteca sul nostro futuro pensionistico. Ora, questi apparati, propongono ai lavoratori, che con quelle pensioni non riusciranno a vivere, di farsi la pensione integrativa e giocarsi la vecchiaia sul mercato azionario! Il rischio per chi aderirà c'è eccome. Lo dicono pure i sostenitori del Fondo nel loro opuscolo anche se non in modo evidente: in nessun caso l'associato ha la garanzia di ottenere, al momento dell'erogazione delle
prestazioni, la restituzione integrale dei contributi versati ovvero un rendimento finale rispondente alle aspettative!

Il solo modo per ritornare a parlare di una pensione pubblica dignitosa per tutti/e è fermare la truffa del Fondo Espero non aderendovi individualmente!

Milano, 9 maggio 2005

Ufficio Stampa Sincobas

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