RITORNO DALLA  ZASTAVA DI KRAGUJEVAC

Viaggio del 23-26 settembre 2005

(resoconto di viaggio  a cura di Gilberto Vlaic del gruppo ZASTAVA Trieste)

 

Questa relazione e’ suddivisa in otto parti:

1)       Introduzione

2)       Il materiale spedito a luglio

3)       Delegazione in visita e materiale trasportato

4)       Cronaca del viaggio

5)       Il microprogetto artigianato

6)       I progetti in corso

7)       Informazioni generali sulla Serbia e sulla Zastava (il progetto con la FIAT)

8)       Conclusioni

 

1 - Introduzione

Vi invio un resoconto del viaggio appena concluso alla Zastava di Kragujevac per la consegna delle adozioni a distanza che fanno capo al Gruppo Zastava di Trieste, alla sezione del Veneto e al Coordinamento Nazionale RSU CGIL e per il finanziamento dei progetti in corso a Kragujevac.

Questo resoconto si lega alle altre relazioni scritte con cadenza praticamente trimestrale.

Sono tutte reperibili su diversi siti, tra i quali

- il sito del coordinamento RSU, all’indirizzo:

http://www.ecn.org/coord.rsu/

seguendo il link: Solidarietà con i lavoratori della Jugoslavia:

 http://www.ecn.org/coord.rsu/guerra.htm

dove sono anche descritte in dettaglio tutte le iniziative in corso, sia nostre che di altre organizzazioni.

L'ultima relazione relativa al nostro viaggio di luglio 2005 si trova all'indrizzo

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0709_zastava_relazione.htm

 

Tutti i nostri resoconti sono presenti anche sul sito del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, all'indirizzo:

http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages

che contiene inoltre centinaia di articoli sulla situazione nei Balcani difficilmente reperibili sulla stampa nazionale.

 

2 - Il materiale spedito a luglio

Prima di iniziare questa relazione ricordo che a meta’ luglio scorso era partito via camion da Trieste (con destinazione il centro medico della Zastava) un carico costituito da due poltrone dentistiche ed accessori (autoclavi, lampade polimerizzatrici, sterilizzatrici di strumenti chirurgici, un apparecchio radiologico); questo materiale ci era stato fornito gratuitamente dalla sezione del Friuli-Venezia Giulia della associazione Cooperazione Odontoiatrica Internazionale e da Slobodanka (detta Boba) di Napoli, che avevamo conosciuto a Kragujevac, quando ci aveva assistito come interprete durante i due viaggi di marzo scorso. Da quel momento Boba e’ entrata a far parte della nostra associazione.

Con lo stesso camion avevamo spedito 20 quintali di vestiario (in gran parte nuovo) contenuto in cento casse raccolto dai nostri sottoscrittori di Sacile e dintorni, e che e’ stato consegnato all’ufficio adozioni del sindacato Samostanli.

Il tutto e’ arrivato a destinazione senza problemi.

Per questa spedizione abbiamo speso 173,39 euro per il trasporto del materiale da Napoli a Trieste e 670 euro per la spedizione da Trieste a Kragujevac, per un totale di 840,39 euro.

Per fare fronte a questa spesa abbiamo impiegato 210 euro arrivati per questo scopo da Sacile e parte dei 2500 euro che la Banca di Credito Cooperativo del Carso (presso la quale abbiamo un conto corrente) ci aveva sottoscritto proprio per aiutarci in queste spedizioni.

 

3 - Delegazione in visita e materiale trasportato

Ricordo prima di tutto che le spese di viaggio sono sempre direttamente sostenute dai partecipanti, senza alcuno storno dai fondi ricevuti per le quote di adozione a distanza da distribuire.

La delegazione che ha effettuato il viaggio era costituita da Adriano, Arianna,Gilberto, Linda e Rossana da Trieste, Luisa e Mario da Padova e Alessandra e Giandomenico da Conegliano. Per il viaggio abbiamo utilizzato un pulmino fornitoci gratuitamente  dalla Associazione di Solidarieta’ Internazionale Triestina.

Da Milano sono arrivati a Kragujevac in macchina Dora e Renato dell’associazione Fabio Sormanni insieme a Riccardo della associazione Zastava Brescia per partecipare alla inaugurazione dei locali della Scuola Tecnica Za Masinstovo I Saobracaj (vedi piu’ sotto al paragrafo 6 “Progetti in corso”).

Da Trieste e’ partita un’altra auto con Gina di Pordenone, Paolo e Tiziana di Trieste in rappresentanza della associazione Cooperazione Odiontoiatraca Internazionale (vedi piu’ sotto al paragrafo 6 “Progetti in corso”).

Infine Boba ci ha raggiunti da Napoli.

Avevamo con noi medicinali per circa 7000 euro, e inoltre fitostimoline e garze per Lazar e Vasilje, due fratelli di sei e due anni, colpiti da una malattia assai rara alla pelle (epidermiolisi bollosa); e’ da marzo 2004 che ad ogni viaggio sosteniamo questi due sfortunati bambini, grazie all’aiuto di una ONLUS di Catania che ci fornisce il materiale necessario.

Abbiamo caricato anche una decina di colli di vestiario usato, circa 80 paia di scarpe e una dozzina di pacchi di regali alle famiglie jugoslave da parte delle famiglie adottanti italiane.

Le adozioni da distribuire erano 168, di cui 4 nuove, per un valore complessivo di 14135 euro, per la maggior parte in quote trimestrali da 75 euro.

Avevamo poi 750 euro da consegnare al preside della Scuola Tecnica di Kragujevac, quale nostro contributo per la costruzione della mensa della scuola (vedi piu’ sotto al paragrafo 6 “Progetti in corso”).

Avevamo infine 342 euro, inviati da Filippo e Marco dal Piemonte, frutto della vendita dei prodotti di uncinetto delle donne che hanno partecipato al progetto microartigianato (paragrafo 5 “Il microprogetto artigianato”).

 

4 - Cronaca del viaggio

Rajka Veljovic, la nostra interprete e nostro punto di riferimento a Kragujevac e’ purtroppo ancora malata e subisce continui ricoveri in ospedale. Sono ormai sette mesi che le sue condizioni di salute non le permettono di partecipare alle nostre attivita’. A lei il nostro piu’ affettuoso saluto, con la speranza di vederla in attivita’ durante il prossimo viaggio di dicembre. Milja e Dragan dell’ufficio adozioni del Samostanli comunque riescono ad organizzare al meglio le nostre visite, anche se le difficolta’ legate alla lingua si fanno sentire.

Siamo partiti  da Trieste verso le 9 e 30 del mattino del venerdi’ 23 settembre e siamo arrivati a Kragujevac alle 8 di sera, senza alcun problema durante il viaggio. Traffico scarso, ad esclusione dell’attraversamento di Belgrado. Passaggio di frontiere rapido e senza alcun problema.

Dopo lo scarico del furgone, abbiamo verificato le liste delle adozioni e preparato le buste con il denaro per l’assemblea che abbiamo tenuto la domenica 25.

Sabato mattina 24 settembre abbiamo avuto tre incontri: con il Centro medico, con il Direttore della Scuola Tecnica di Kragujevac e con una delegazione della municipalita’ di Kragujevac.

Sui perche’ e i risultati di questi due incontri scrivero’ diffusamente nel paragrafo “I nuovi progetti”.

 L’assemblea per la consegna delle quote si e’ tenuta come sempre nella la grande sala della direzione in una atmosfera festosa. Siamo stati sommersi di bottiglie di rakja fatta in casa, di marmellate, di miele, di prodotti tessili, doni che abbiamo portato con noi in Italia e che, pur con qualche difficolta' di tipo geografico, consegneremo alle famiglie italiane.

I pomeriggi sono stati dedicati alla visita di varie famiglie con figli adottati dai membri della delegazione; le condizioni di queste famiglie sono sempre estremamente difficili, e non si vedono prospettive per il futuro, ma questi incontri si svolgono sempre in un clima di grande dignita', di festa e di vera amicizia. Dobbiamo sempre stare attenti a non esagerare con gli squisiti dolci che ci offrono.

La sorella di una bambina dai noi adottata si e’ uccisa alcuni mesi fa, a 16 anni, e la madre a luglio ci aveva chiesto di andare a trovarla al cimitero. E’ stato un incontro straziante, che ci ha lasciato profondamente amareggiati e scossi. I suicidi tra i giovani sono purtroppo tragicamente diffusi.

Il lunedi', durante il viaggio di ritorno, ci siamo fermati un’ora a Belgrado.

Abbiamo attraversato il viale delle ambasciate, che ospita tutta una serie di edifici pubblici completamente distrutti dai bombardamenti del 1999, e poi visitato il parco di Tasmajdan, dove sorgono due monumenti simbolo: quello ai giornalisti morti nel bombardamento della sede della televisione e quello, struggente, dedicato ai bambini uccisi dalle bombe della NATO, che sue due semplicissimi ovali in marmo nero riporta in Serbo e in Inglese la scritta "Eravamo solo bambini”.

 

5 - Il microprogetto artigianato

Questo progetto e' iniziato nel maggio 2003; il numero di donne coinvolte (operaie licenziate o casalinghe) e' stato di circa 20.

Esse ci hanno fornito ad ogni viaggio prodotti di ricamo e di uncinetto che sono stati posti in vendita in Italia.

Si e’ trattato di un salto di qualita' all'interno della campagna di solidarieta'. Nel campo delle adozioni infatti c'e' inevitabilmente la differenza tra chi da' e chi riceve; qui invece c'e' stato un rapporto assolutamente paritario tra chi produce una merce e chi la compra.

Purtoppo il progetto e’ praticamente concluso; malgrado l'allargamento del numero delle persone coinvolte abbiamo in pratica esaurito le nostre possibilita' di vendita e non siamo riusciti ad inventare nuovi meccanismi che ci permettessero la vendita di questi prodotti, fatto salvo il principio dell'assenza di intermediari.

Per questi motivi non abbiamo preso ulteriore materiale nei viaggi del 2005 e ci siamo limitati a vendere gli ultimi lavori in nostro possesso.

In questo viaggio abbiamo consegnato a cinque donne 342 euro.

Il totale generale del denaro consegnato è stato quindi di 7345,5 euro.

 

6 - I progetti in corso

Visto che periodicamente riceviamo sottoscrizioni significative non legate alle adozioni, era stata presa la decisione di finanziare progetti che vadano incontro a reali bisogni sociali.

 

Descrivo ora brevemente lo stato dei progetti in corso.

 

A)     Due laboratori dentistici dati in comodato d’uso al Sindacato

Trovate una descrizione assai articolata di questo progetto nelle relazioni dei viaggi di marzo e luglio 2005, reperibili agli indirizzi

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0328_zastava_rel.htm

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0709_zastava_relazione.htm

 

Ricordo che la Zastava possiede un centro medico (Zavod Za Zdravsvenu Zastitu Radnika) di ragguardevoli dimensioni: vi lavorano 326 persone, due terzi dei quali operatori sanitari (piu’ di 60 sono i medici) ed un terzo di amministrativi.

Il suo bacino di utenza e’ rappresentato attualmente da circa 50.000 lavoratori e da circa 7.000 pensionati.

In questo centro si effettuano ogni anno circa 1 milione di prestazioni sanitarie di cui 65.000 nel campo dentistico. Nel reparto dentistico lavorano 25 persone, tra cui sette medici dentisti.

Il problema del Centro Medico e’ che la strumentazione in uso ha un’eta’ media di circa 20 anni, ed e’ quindi fortemente inadeguata.

I due laboratori dentistici sono stati sdoganati verso la fine di luglio, tra l’altro in esenzione dal pagamento dell’IVA.

 

Sabato 24 mattina la delegazione del COI (Gina, Paolo e Tiziana) si e’ incontrata con la dirigenza ed il personale del centro medico, per verificare lo stato della strumentazione arrivata; tutto in ordine, mancano solo alcuni cavi di alimentazione.

Hanno discusso inoltre lo sviluppo futuro del progetto, tenuto conto che la nostra associazione insieme al COI ha chiesto un significativo finanziamento alla regione Friuli Venezia Giulia sui fondi a disposizione per la cooperazione internazionale.

Da segnalare che l’arrivo di questi due laboratori ha determinato l’assunzione di un nuovo medico.

 

B) Realizzazione di un centro di accoglienza diurno per ragazzi con sindrome Down e autistici

Anche per questo progetto trovate una descrizione assai dettagliata progetto nelle relazioni dei viaggi di marzo e luglio 2005, reperibili agli indirizzi

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0328_zastava_rel.htm

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0709_zastava_relazione.htm

 

La mattina di sabato 24 abbiamo incontrato il presidente del consiglio municipale Dobrica Milovanovic, che ci ha informato sullo stato di funzionamento del centro, che e’ frequentato attualmente da circa 12 utenti. Le madri di questi ragazzi ci hanno confermato la loro piena soddisfazione su come stanno andando le cose.

Non c’e’ stato assolutamente il tempo per visitare il centro; nel prossimo viaggio di dicembre avremo un incontro approfondito con le famiglie e verificheremo come e’ stata spesa la seconda parte del denaro (3000 euro) che avevamo consegnato a luglio.

In totale il nostro impegno nella realizzazione di questo centro e’ stato di 10000 euro, a cui si sommano 920 euro spesi dal Comune per rimettere in sesto l’impianto elettrico e per le tinteggiature.

 

C) La Scuola Tecnica Za Masinstovo I Saobracaj di Kragujevac

Ricordo che si tratta di una Scuola di meccanica fondata nel 1854, dunque pressoche’ contemporanea alla fondazione della Zastava, nella quale si e’ formato il nucleo dei tecnici del Paese. Attualmente conta piu’ di 1800 studenti.

Gli edifici della scuola coprono 30.000 metri quadri, con un grande parco all’interno.

 

Potete trovare i dettagli relativi a questo progetto nella relazione di luglio scorso all’indirizzo

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0709_zastava_relazione.htm

 

La spesa prevista per rimettere in sesto i locali da utilizzare come mensa per la scuola era di circa 9000 euro.

Si era  giunti ad un accordo tra tre associazioni per finanziare questo progetto con le seguenti cifre:

Associazione Fabio Sormanni  di Milano 4500 euro

Associazione Zastava Brescia 2250 euro

Gruppo Zastava Trieste 2250 euro

e durante l’incontro con il Preside e alcuni insegnanti il 9 luglio scorso avevamo consegnato i primi 6000 euro (ed una bandiera della pace).

 

La mattina del sabato 24 settembre tutta la delegazione si e’ ritrovata nella sede della scuola (ad eccezione della delegazione del COI che nello stesso momento era al centro medico) per la consegna dell’ultima parte dei fondi ma soprattutto per inaugurare i nuovi locali.

Il lavoro fatto e’ veramente pregevole! Quelli che prima erano due stanzoni fatiscenti di circa 200 metri quadrati nel semi-interrato della scuola si presentano oggi totalmente trasformati.  E’ stata rifatta la scala di accesso, gli intonaci, i pavimenti, i serramenti e l’impianto di riscaldamento. Sono stati costruiti anche due ampi bagni.

Poiche’ il denaro non bastava a tutto, l’impianto elettrico e’ stato costruito con lavoro volontario dei professori della scuola.

A ricordo del nostro contributo sono state apposte due grandi targhe, una all’ingresso ed una all’interno delle sale, con i nomi delle nostre associazioni, in Italiano e in Serbo.

Durante l’incontro abbiamo consegnato la seconda parte del denaro pari a 3000 euro.

Il preside della scuola ci ha consegnato la copia di tutti i giustificativi di spesa.

La Scuola ha prodotto in power point un CD con 43 foto relative a questo progetto, dai primi contatti con noi fino alla fine dei lavori. Chi fosse interessato a riceverne una copia puo’ chiedermela.

 

7 - Informazioni generali sulla Serbia e sulla Zastava (il progetto con la FIAT)

Come ad ogni viaggio, abbiamo raccolto dati sulla condizione generale del Paese e sulla citta’ di Kragujevac. Riporto i piu’ significativi.

 

Informazioni generali sulla Serbia

Il cambio attuale dinaro/euro e’  salito a 84.5 (era di 80.4 a marzo 2005, 83.3 a luglio 2005).

L’inflazione nel nei primi 9 mesi del 2005 e’ stata di 11%.

Noi consegnamo le nostre quote in euro, e quindi mantengono pressoche’ inalterato il loro potere di acquisto.

 

Il numero ufficiale dei disoccupati era di 884.000 a inizio luglio; si attesta ora a  880.000, pari al 26.2% della popolazione potenzialmente attiva. Dobbiamo ricordare che vengono considerati attivi anche i lavoratori in cassa integrazione.

 

Salario medio nel Paese a agosto 2005:

Industria                                               16533 dinari (196 euro)

Settore servizi                                      19543 dinari (230 euro)

Media pesata su tutte le categorie          17441 dinari (206 euro)

 

Informazioni sulla Zastava

Il salario medio a Kragujevac citta’ e’ di 14826 dinari (175 euro), del 15% inferiore che nel resto del Paese.

 

I disoccupati sono 22610, senza contare in questa cifra i lavoratori in cassa integrazione.

 

Gli operai in cassa integrazione alla Zastava erano 6.218 alla fine di giugno; al momento attuale sono scesi a 5200; ci sono stati circa 1000 lavoratori che hanno accettato il licenziamento e che vanno via dal gruppo con una indennita’ pari a 100 euro per anno lavorato.

 

La produzione di automobili nei primi 7 mesi dell’anno e’ stata di 7900 vetture; 280 sono invece i camion prodotti.

 

Non vi sono state negli ultimi tre mesi nuove privatizzazioni di imprese.

 

Nella relazione di luglio scorso avevo riportato l’ipotesi in discussione con la FIAT di assemblare la vecchia Punto a Kragujevac con componentistica prodotta a Mirafiori, a patto che il Governo serbo garantisca entro fine 2005 il pagamento di circa il  25% del debito Zastava verso la Fiat pari a 11.5 milioni di Euro (su un totale di poco piu’ di 40 milioni, ed il resto sarebbe cancellato).

 

Sembra che questa proposta sia piu’ realistica delle altre che di volta in volta hanno interessato con grande clamore il settore auto della Zastava (ricordo i piu’ famosi: il faccendiere Briklin che nel 2002 si era impegnato ad acquistare la Zastava auto e la Peugeot nel 2003 che aveva proposto la vendita di motori Eurocat4).

 

Questa progetto con la FIAT e’ presente in vari comunicati reperibili in rete, ad esempio nel notiziario ANSA al seguente indirizzo:

http://www.ansamed.info/ansamed/notizie/stati/italia/20050921164633636395.html

oppure su un altro notiziario economico:

http://economia.virgilio.it/news/foglia.html?t=2&id=2&codNotizia=11738712

 

Il progetto riguarda l’assemblaggio con marchio Zastava (nome della vettura Zastava 10) di circa 78500 Punto in 6 anni (dunque una media di  circa 13000 all’anno), da destinare al mercato balcanico: Croazia, Bosnia, Serbia e Montenegro, Macedonia, Albania, Bulgaria e Romania.

L'accordo impallidisce se paragonato alle oltre 200.000 automobili all'anno che la Zastava fabbricava alla fine degli anni '80.

 

L’accordo prevede che per il 2006 verranno prodotte A MIRAFIORI le prime circa 7000 vetture, in quanto a Kragujevac le tecnologie da adoperare al momento non ci sono, ad esempio la verniciatura automatizzata, i cui reparti furono distrutti dai bombardamenti della NATO il 9 aprile 1999.

Anche la linea di saldatura della scocca dovrà probabilmente essere automatizzata in un futuro più o meno prossimo, ma non c'è bisogno per ora di altri costosi robot, quando gli addetti alla produzione guadagnano meno di 200 euro al mese.

 

Da ottobre 2005 un primo gruppo di 30 tecnici della Zastava dovrebbe recarsi a Torino per apprendere le tecnologie connesse a questa produzione.

L’assemblaggio dovrebbe proseguire poi a Kragujevac dal 2007, con il progressivo reintegro in produzione di circa 600 operai in cassa integrazione.

 

Non e’ quindi una soluzione dei problemi occupazionali, ma solo una speranza che altri investitori possano arrivare (secondo le esatte parole di un dirigente del Sindacato Samostanli).

 

Secondo alcuni il vero interesse della FIAT, oltre a poter vuotare i magazzini, sarebbe quello di impadronirsi attraverso questo accordo della rete delle concessionarie Zastava, che e’ probabilmente la piu’ estesa dei Balcani.

Vi terremo costantemente informati sull’evoluzione della situazione.

 

8 - Conclusioni

Sono costretto a scrivere sempre le stesse conclusioni di ogni relazione, poiche’ non sembra di vedere spiragli di luce significativi sul futuro di questo martoriato Paese.

In modo generale possiamo dire che  lavoratori jugoslavi continuano ad essere in condizioni di oggettiva debolezza e devono fare i conti con la necessità di una ricostruzione post-bombardamenti che ha ormai da  sei anni assunto una chiara direttrice iper-liberista.

Lo Stato, fortemente allettato e subordinato alle promesse di aiuto occidentali, ha lasciato al libero mercato ogni decisione. Così i prezzi aumentano, le scuole e la sanità diventano prestazioni disponibili solo per i più ricchi, le fabbriche, le zone industriali sono all’asta di profittatori occidentali che comprano tutto a prezzi bassi e ponendo condizioni di lavoro inaccettabili. Sono evidenti e stridenti le contraddizioni tra una estrema poverta' diffusa nella quasi totalita' della popolazione e una ricchezza esibita attraverso i suoi tipici simboli, soprattutto le auto di lusso.

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Le famiglie che aiutiamo materialmente esprimono la loro gratitudine per questi aiuti che sono indispensabili per la loro sopravvivenza; una delle loro grandi preoccupazioni e’ di non rimanere soli, abbandonati ed invisibili al resto del mondo, il che giustifica pienamente la frequenza dei nostri viaggi.

Dobbiamo continuare i nostri sforzi affinche’ giunga a loro la nostra solidarieta’ e fratellanza