Nuova polemica di Lavoro e Società nei confronti della Fiom di Milano sulla composizione della nuova segreteria.

Il direttivo della Fiom Milanese ha eletto la nuova segreteria provinciale, riconfermando il precedente assetto con l'unica sostituzione di una compagna (in quota Lavoro e Società) motivata (pare) da un giudizio non proprio positivo sul contributo da lei dato al lavoro della segreteria uscente.

Su questo fatto Lavoro e Società Milanese e Nazionale hanno immediatamente preso posizione denunciando una operazione discriminatoria nei confronti della loro area.

Non entriamo nel merito della vicenda in se (non ne conosciamo i dettagli), ma questo fatto si presta opportunamente ad alcune considerazioni generali su cui è bene tornare.

 

Nella loro nota, i coordinatori di Lavoro e Società Milanese (leggi nota), oltre a contestare il giudizio negativo sull'operato della compagna non riconfermata nella segreteria Fiom Milanese, si appellano sopratutto al rispetto dei patti precongressuali. In effetti essi sostengono "...in rappresentanza dell’intera Camera del Lavoro, ...... come indicazione di massima, quella della composizione unitaria delle segreterie di categoria, con la conferma del precedente assetto come avverrà per la Camera del lavoro di Milano e come per altro indicato dallo stesso Rinaldini."

Altrettando decisa la dichiarazione (leggi la dichiarazione) di Lavoro e Società nazionale (la stessa che avvalendosi di uno studio legale aveva nei giorni scorsi tentato di invalidare il congresso Fiom Milanese) che denuncia come "La FIOM continua a non riconoscere il pluralismo dell’Area Programmatica Lavoro Società – cambiare rotta al proprio interno, a dispetto delle regole democratiche che caratterizzano tutta la CGIL, di cui la Fiom è una categoria".

 

Fatte queste premesse andiamo ai fatti.

Lavoro e Società parla di rispetto dei pluralismi e delle regole democratiche. Lo stesso ragionamento Lavoro e Società dovrebbe farselo a se stessa per come, in alleanza con la maggioranza di Epifani ha lavorato massicciamente per annullare ogni rappresentanza ai consensi ottenuti nelle altre categorie.

Se Lavoro e società, per regole democratiche e pluralismi, intende i consensi espressi dagli iscritti nella votazione sulle tesi, dovrebbe sapere che in Fiom a Milano la sua tesi ha ottenuto il 3,8% dei consensi. Se ciò viene da loro indicato come base per rivendicare un posto in segreteria, lo stesso diritto si sarebbe dovuto riconoscere ai compagni che nella FP-Cgil di Milano hanno ottenuto una analoga percentuale, e, a maggior ragione, col 10% dei consensi alle tesi di Rinaldini sulla Camera del Lavoro Milanese andrebbe riconosciuto a questo pluralismo almeno un posto in segreteria camerale.

 

Così però non è.

In FP-Cgil milanese Lavoro e Società ha con estrema determinazione fatto ogni cosa per "segare" una rappresentanza delle tesi di Rinaldini anche nel direttivo, e sulla camera del lavoro di Milano già rivendica il mantenimento dello status-quo (chiudendo quindi sul diritto delle tesi di Rinaldini di rivendicare col 10% almeno una presenza in segreteria). Anche in Cgil Lombardia sarà una bella battaglia , con le tesi di Rinaldini che hanno ottenuto il 20% contro il 13% dei Pattiani, i quali però continuano a rivendicare una rappresentanza nel direttivo regionale superiore a quanto spetterebbe invece ai sostenitori delle tesi di Rinaldini.

Se guardiamo quindi le cose dal punto di vista del rispetto delle regole democratiche dobbiamo concludere solo che ci troviamo di fronte ad un bel pasticcio, e sicuramente i compagni di Lavoro e Società non possono presentarsi nelle vesti della verginella violentata e non possono lamentarsi di non avere in Fiom Milanese una loro rappresentanza visto il basso livello di consensi ottenuti.

Se Lavoro e Società, con la stessa veemenza con cui difende il suo pluralismo difendesse e non ostacolerebbe anche quello degli altri, allora si potrebbe dar credito alla loro preoccupazione sulle forme della rappresentanza da riconoscere al loro 3,8% in Fiom a Milano. Ma visto che Lavoro e Società sta in realtà lavorando, con continue pressioni sulla maggioranza di Epifani per non riconoscere il peso di un 10% delle tesi di Rinaldini in Cgil a Milano e di un 20% in Cgil Lombardia, è meglio che le lezioni di democrazia le facciano ad altri, a quei pochi che ancora li ascoltano.

In realtà non di regole democratiche si tratta. La questione a cui i compagni di Lavoro e società si aggrappano è il rispetto dei Patti pre-congressuali  (i consensi espressi dagli iscritti nei congressi di base sono solo un fatto marginale per loro).

 

Comunque vediamo, come nel loro stesso comunicato denunciano, che in Fiom a Milano Lavoro e Società sta già perdendo dei pezzi. La questione, al di la delle forme con cui il fenomeno si presenta ora, non dovrebbe stupire. Lavoro e Società è destinata allo scioglimento. Lo stesso Patto precongressuale siglato con Epifani lo prevede esplicitamente in cambio del riconoscimento di una rendita di posizione. Terminata la baraonda delle elezioni delle segreteria, Lavoro e Società sarà a pieno titolo parte organica della maggioranza, una sua corrente interna, al pari di altre già esistenti o in via di formazione. E, come tutte le correnti sarà preoccupata solo di se stessa. Lo riprova il fatto che il sito internet dell'area di lavoro e Società è praticamente morto da un pezzo. Silenzio sul contratto delle TLC, non una riga sulla questione del TFR. Ciò che succede nel mondo del lavoro e nelle battaglie su cui anche una parte consistente della sua base è impegnata non trovano nè attenzione ne sostegno. Il sito è stato aggiornato dopo mesi solo in questi giorni, guarda caso solo per sparare sulla Fiom di Milano.

 

21 gennaio 2006

 

Coordinamento Rsu

 

 

 

Nota di - Benuzzi Nerina - Lareno Antonio

Oggi il direttivo della FIOM  di Milano si è riunito  con all’ordine del giorno le procedure per l’elezione della segreteria cui si è aggiunta una prima informativa sul contratto.

Elenco come si sono succeduti i fatti  (per la comprensione di tutti e tutte) e lascio da ultimo la valutazione.

Il direttivo è stato convocato senza che la compagna Signorino ne fosse informata e ancora a ieri , data nella quale siamo venuti  anche cameralmente a conoscenza della convocazione, non era  dato di sapere  su quale assetto numerico la proposta si sarebbe assestata, se tre componenti o sei come nell’assetto precedente all’attuale congresso.

Ovviamente dal momento della conoscenza della convocazione del direttivo si è  cercato di mettere al lavoro la diplomazia per evitare di arrivare al voto di una proposta da noi non condivisa

Ho partecipato al  direttivo   della Fiom in rappresentanza dell’intera Camera del Lavoro, rappresentando una indicazione di massima, quello della composizione unitaria delle segreterie di categoria, con la conferma del precedente assetto come avverrà per la Camera del lavoro di Milano e come per altro indicato dallo stesso Rinaldini.

La proposta avanzata dal segretario generale della FIOM  in merito alla composizione numerica è stata quella di riconfermare l’attuale assetto di sei componenti di segreteria per avviare nei mesi prossimi una sua riduzione , il dispositivo è stato votato all’unanimità.

Successivamente, nell’avanzare la proposta nominativa della segreteria a sei,  Zipponi ha proposto di  confermare 5 degli attuali  componenti e sostituire   la compagna Signorino con  Roberto  Zanotto  senza argomentare le motivazioni di tale sostituzione.

Su tale proposta sono intervenuta giudicando la richiesta  di sostituzione della compagna contraria ai criteri ai quali si conforma la scelta che abbiamo compiuto al congresso di una gestione unitaria della Camera del Lavoro e giudicando, la sostituzione, oltre che sbagliata e discriminatoria nei confronti del pluralismo esistente in CGIL e della rappresentanza di genere,   anche violenta per le dinamiche  con  le quale era stata formulata e che innestava. . (nessun confronto preventivo, autofererenzialità della categoria ecc, ecc)

La proposta del segretario generale, con la sostituzione della compagna  è andata in   consultazione e abbiamo provveduto a richiedere la presenza di un rappresentante di LavoroSocietà nei saggi (cosa che non era stata prevista dalla presidenza).

 La percentuale del 10 % dei votanti  per tentare, a norma del regolamento, una non vincolante ricomposizione unitaria, non è stata raggiunta per un  voto  (8 voti 89 consultati)

Zipponi proponeva  a quel punto di procedere ugualmente come se tale percentuale fosse stata raggiunta e allora, proprio per evitare che si facessero “concessioni” improprie nei nostri confronti, uno dei quattro componenti del direttivo FIOM di Lavoro e Società ha avanzato in prima persona  la candidatura della compagna.

Purtroppo in sede di voto  la proposta di Segreteria che conteneva  la candidatura della  compagna,  entrata in consultazione con otto voti,   ne ha ottenuto   solo  sei e  una astensione, segno evidente di ragionamenti in altri lidi confezionati.

Vale la pena di sottolineare che alcuni componenti il direttivo Fiom che pretendono di essere parte integrante dell’area di LavoroSocietà e militano in  Lotta  Comunista, non si sono neppure presentati al voto!

Quello che desta grande preoccupazione e deve essere motivo di ripensamento collettivo del Direttivo Camerale è stata la motivazione alla base della scelta di non ripresentare la compagna Signorino basata non su considerazioni politiche  magari settarie, non condivisibili di espellere dalla Segreteria LavoroSocietà ma comunque ascrivibili ad una dinamica congressuale, ma consumare questa esclusione adducendo, da parte del Segretario Generale una serie di motivazioni relative al   lavoro svolto.

Un attacco personale ingiusto e  irricevibile, offensivo  che non  trova riscontro nel lavoro e nella   militanza  della compagna che  ha contribuito sia al precedente risultato del Congresso ordinario anticipato della Fiom, nonché alla riuscita di tutte le  iniziative sindacali della zona della quale era responsabile, nonché al rinnovamento generazionale della Fiom stessa.

Il segretario Generale, dando in pessimo esempio sul piano della democrazia formale, non prevedeva neppure il diritto di replica, e ha abbandonato il direttivo dandone per scontata la conclusione con il  termine della sua  prolusione.

La compagna, ovviamente, dando  dimostrazione di essere un ottimo quadro sindacale,   parlava comunque in una sala dimezzata affermando di considerare le  offese irricevibili ma non tali da farle passare la voglia di lavorare in una grande organizzazione quale è la Fiom e che tanto le ha insegnato.

Quanto è successo oggi al direttivo di quella che era la prima categoria della nostra Camera dal Lavoro, è una ferita che compete a tutti ricucire, sia per la credibilità personale di una compagna ingiustamente offesa , alla quale va tutta la nostra stima e solidarietà,  sia per le  dinamiche innestate  nei confronti della nostra area e della gestione unitaria che abbiamo affermato, solo pochi giorni nel congresso camerale e che deraglia oggi  in Fiom.

Ci compete inoltre sottolineare come questo comportamento appanni l’immagine di una federazione di categoria che si autocelebra come più attenta di altre alle dinamiche democratiche.

 

                                        Benuzzi Nerina - Lareno Antonio

 Milano, 19 gennaio 2005

 

Dichiarazione di Paola Agnello Modica

 segreteria nazionale CGIL

Il 19 gennaio è stata eletta la segreteria della FIOM di Milano, con una sola novità rispetto a quella precedente: la destituzione di una compagna di Lavoro Società sostituita con un compagno non appartenente all’Area. Sostituzione che conferma la scarsa-nulla propensione di quella struttura al rispetto del pluralismo programmatico e di genere, accompagnata da modalità che niente hanno a che vedere con il rispetto personale e politico.

La FIOM continua a non riconoscere il pluralismo dell’Area Programmatica Lavoro Società – cambiare rotta al proprio interno, a dispetto delle regole democratiche che caratterizzano tutta la CGIL, di cui la Fiom è una categoria. Ma non contenti di ciò, i dirigenti milanesi e lombardi da tempo si accaniscono contro le compagne aderenti all’Area programmatica Lavoro Società e il grave episodio della segreteria milanese è purtroppo solo l’ultimo di una catena che non può più essere tollerata.

Esprimo solidarietà alle compagne interessate e denuncio pubblicamente una pratica figlia di una cultura autoritaria e fuori del tempo e in netto contrasto con la pratica democratica ormai affermatasi nella nostra organizzazione.

 

20.1.2006