La denuncia dello Snater: dalle assemblee una valanga di no al rinnovo contrattuale
Telecomunicazioni, accordo bocciato
Ma Cgil Cisl e Uil lo nascondono
di Fabio Sebastiani
 

 
Decine e decine di assemblee con sonore bocciature, limitata partecipazione dei lavoratori, risultati parziali comunicati con eccessivo anticipo, quando ancora i dati definitivi non erano stati ufficializzati (60% di favorevoli). E' la denuncia dello Snater, il sindacato nazionale autonomo delle telecomunicazioni e radiotelevisioni dopo la consultazione dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro siglata qualche settimana fa. Insomma, una brutta pagina di sindacalismo. «Snater ha registrato in decine e decine di assemblee - si legge in un comunicato - una sonora bocciatura, a volte a grande maggioranza, a questo contratto, in particolare intere sedi di lavoro composte da centinaia e centinaia di colleghi hanno espresso quasi all'unanimità un fermo no al rinnovo contrattuale. Inoltre, Cgil, Cisl e Uil non hanno neanche voluto dare visibilità alla consultazione assembleare dei lavoratori; se così fosse stato, avrebbero almeno pubblicizzato (magari su un sito internet ufficiale) i risultati delle consultazioni tenutesi in ogni posto di lavoro, dando a tutti i lavoratori possibilità di riscontrarne i dati». Va detto che la semplice consultazione è qualcosa di molto diverso dal referendum. Nella consultazione non c'è un vero e proprio voto ma una alzata di mano al termine di una assemblea. Spesso questa alzata di mano viene fatta quando i lavoratori rimasti sono pochi. Uno dei punti più contestati di questo accordo è la parte salariale che prevede sia una vacanza contrattuale che una vigenza che entra a regime con estremo ritardo. In questo modo il "saldo" effettivo che entra in busta paga non supera i sessanta euro.

«Incombe l'interrogativo se le aziende avevano l'ok fin dall'inizio - sottolinea il segretario nazionale dello Snater Fulvio Macchi - visto che in dicembre, con un'ipotesi contrattuale in sospeso, è sparita dalla busta paga l'indennità di vacanza contrattuale». Nell'accordo si è superato il riferimento settimanale per l'orario di lavoro inserendo il riferimento al monte ore lavoro da prestare sull'arco dei sei mesi (con possibilità di derogare all'anno in contrattazione aziendale e si è deciso di andare a regolare tutti quegli strumenti previsti dalla legge 30 che risultavano più utili alle imprese lasciando fuori solo il lavoro a chiamata e poco altro. In realtà dentro c'è l'apprendistato (quasi a vita vista la lunghezza della sua possibile durata e le soglie di età coinvolte) e il contratto di inserimento che nel settore è molto usato come arma di ricatto nei confronti dei giovani. Il no all'accordo è stato espresso anche dal Prc che ha invitato i sindacati a un momento di riflessione generale su un settore che sta producendo ricchezza per tutti meno che per i lavoratori.