Documento della minoranza della Segreteria
voti 21 a favore – 12 astenuti – documento respinto.
Il Governo ha illustrato alle organizzazioni sindacali i contenuti della prossima legge Finanziaria.
Sulla manovra economica prevista di 15.000 miliardi il direttivo della CGIL esprime le seguenti valutazioni:
-Gli indirizzi di politica economica del Governo contenuti nel DPEF di Luglio e sostanzialmente confermati nella Finanziaria, pur con elementi di modifica, non rappresentano una svolta di politica economica ed industriale sul terreno dell'occupazione e dello sviluppo.
- permane una assenza di politica industriale volta ad affrontare le crisi industriali salvaguardando sviluppo ed occupazione
- L'incremento dell'inflazione generato principalmente dagli aumenti di prezzi e tariffe tende a vanificare gli aumenti contrattuali.
- Il capitolo sulla politica dei redditi deve vedere l'assunzione in Finanziaria del valore reale previsto dell'inflazione dell'1,7% e non dell'1.2% programmato che, comunque, non viene neanche rispettato
- Per quanto riguarda le politiche fiscali, pur apprezzando la riduzione dell'IRPEF al 26%, è necessario reintrodurre, come dato strutturale, la restituzione del fiscal-drag ai lavoratori.
- Debbono essere rispettate le cadenze dei contratti pubblici compresa la contrattazione integrativa.
- L'esercizio della delega per la riforma degli ammortizzatori sociali deve vedere la definizione di risorse aggiuntive da utilizzare a sostegno dei disoccupati.
Le modifiche intervenute sulle politiche del Welfare determinano un incremento marginale della spesa sociale (L'Italia è sotto di circa cinque punti rispetto alla media europea) non adeguato ad allargare i diritti e le coperture sociali e rischiano di alimentare una falsa contrapposizione tra lavoro tutelato e aree dell'esclusione sociale.
- Gli interventi previsti sui fondi pensionistici speciali sono positivi ma debbono essere definiti con piani di rientro dal deficit di esercizio, senza accollare il consolidato al fondo dei lavoratori dipendenti.
- Per quanto riguarda la previdenza deve essere escluso qualsiasi intervento prima della verifica del 2001 che dovrà riguardare la completa attuazione della 335.
In ogni caso non è comunque accettabile, in tema di previdenza, nessuna delega al Governo o altri provvedimenti da introdurre successivamente nel collegato alla finanziaria.
La verifica del 2001 dovrà riguardare l'attuazione della 335 in tutte le sue voci comprese quelle riguardanti l'equità (fondi speciali, separazione tra assistenza e previdenza, lavori usuranti, ecc), dovrà essere fatto un bilancio delle politiche di decontribuzione a favore delle aziende che, in caso di squilibrio economico, debbono rappresentare le prime voci sulle quali intervenire.
Non esistono oggi, ne sono prevedibili per l'immediato futuro, ragioni economiche, ma anche sociali, per eliminare il retributivo applicando a tutti il sistema contributivo.
Bisogna in ogni caso partire da un incremento della platea contributiva tramite la riduzione del tasso di disoccupazione, la lotta contro il lavoro nero ed irregolare, il recupero dell'evasione contributiva.
Per i lavoratori che già oggi sono in regime contributivo va previsto una soglia minima di rendimento per ogni anno di contributi versati o con misure sulla contribuzione per il lavoro discontinuo, nel quadro di iniziative fiscali tese a porre a carico delle imprese i costi della accentuata precarietà del lavoro
-Il TFR rappresenta salario differito dei lavoratori; non è ammissibile l'uso obbligatorio delle quote a venire a fini di previdenza integrativa; d'altronde chi già oggi è nel regime contributivo ha già tale facoltà.
-La grave crisi dell'unità sindacale determinata dagli accordi separati (come quello di Milano) sottoscritti da CISL e UIL va affrontata con un rilancio della democrazia sindacale e della partecipazione unitaria dei lavoratori alle scelte del sindacato.
Le eventuali divergenze di valutazione vanno portate al giudizio dei lavoratori.
E' necessaria una rapida approvazione della legge sulla rappresentanza.
-Infine va riconfermato e perseguito nella pratica il principio dell'autonomia del Sindacato dai Governi, da Padroni e dai Partiti
Comitato Direttivo nazionale
Roma, 27/28 settembre 1999
Emendamento all’allegato 1
Respinto
Sostitutivo punto 3
"La verifica della riforma va realizzata nel 2001 come previsto dall’accordo in vigore. E’ comunque necessario che alla luce di una precisa ed attendibile valutazione dei dati da attuarsi unitariamente, la verifica del 2001 avvenga sulla base di una proposta unitaria predisposta da CGIL-CISL-UIL discussa e approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori.