pensioni: il sistema attuale |
La prima grande riforma delle pensioni è stata varata dal Parlamento italiano nel 1968.La legge introduce nel nostro paese il sistema a ripartizione, cioè quello basato sull'equilibrio del rapporto tra lavoratori attivi e pensionati. Successivamente altri numerosi provvedimenti aggiungeranno modifiche, lasciando però invariato l'impianto generale.
Con i primi anni '90 si giunge ai Governi Amato e Ciampi che varano una serie di misure sul sistema previdenziale, sopratutto viene ridotto il valore della pensione attraverso l'abbassamento della base di calcolo (il valore della pensione non è più calcolato sulla media degli ultimi anni ma su quella degli ultimi 10 anni).
Nel '94 il Governo Berlusconi tenta di realizzare una riforma radicale senza il confronto con i sindacati. Qualche giorno prima di Natale è costretto alle dimissioni.
Il successivo Governo Dini, con l'accordo dei sindacati, attua la "controriforma" del sistema previdenziale (legge 335/95) . La nuova normativa divide la platea dei lavoratori e delle lavoratrici in due categorie:
quelli con meno di 18 anni di contributi ai quali viene cambiato il sistema di calcolo delle pensioni, da retributivo (basato sulla media degli ultimi 10 anni di salario) a contributivo ( basato sugli effettivi versamenti)
quella di chi ha più di 18 anni di anzianità per i quali valgono le vecchie regole.
La "controriforma Dini" indica e favorisce anche la nascita della pensione integrativa privata per la quale la legge detta orientamenti generali, Ma, a tutt'oggi, ancora stentano a decollare i fondi. Del tutto inapplicati sono altri punti della legge 335/95, sopratutto l'effettiva distinzione nei conti Inps tra interventi di previdenza ed assistenza e l'individuazione dei "lavori usuranti"
Previdenza: 144mila miliardi risparmiati dal 93 144.000 miliardi sono i risparmi nella spesa previdenziale realizzati con le riforme pensionistiche succedutesi dal 92 a oggi (Amato nel 92, Dini nel 95, Prodi nel 97) e dalle finanziarie degli ultimi sette anni.
| Risparmi sulla spesa previdenziale |
| 1993 | 10.810 miliardi |
| 1994 | 14.705 miliardi |
| 1995 | 22.118 miliardi |
| 1996 | 20.448 miliardi |
| 1997 | 22.194 miliardi |
| 1998 | 25.661 miliardi |
| 1999 | 28.697 miliardi |
| Sistema contributivo Con la legge 335 del 95, la cosiddetta riforma Dini , accanto al modello di calcolo retributivo ( le pensioni sono calcolate sulla base delle ultime retribuzioni) viene introdotto il sistema contributivo, ( la pensione è calcolata sulla base dei contributi versati). Sono destinatari del sistema contributivo:
Per tutti i lavoratori a cui si applica il nuovo modello il diritto alla pensione si consegue:
Sistema retributivo Nel sistema retributivo l'accesso alla pensione può avvenire per raggiunti limiti di età (pensione di vecchiaia) oppure alla maturazione di una anzianità contributiva di almeno 35 anni, unitamente ad una età anagrafica inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ( pensioni di anzianità) I destinatari sono:
Pensioni di vecchiaia (privati) La pensione di vecchiaia viene corrisposta al compimento dell'età pensionabile che, a partire dal 1 gennaio 2000, sarà di 60 anni per le donne e 65 per gli uomini. Fino ad allora, in fase transitoria, i limiti di età per accedere alla pensione di vecchiaia sono quelli indicati nella tabella che segue (l'età pensionabile di 55 anni per le donne e di 60 per gli uomini viene elevata di un anno ogni 18 mesi ): |
| Periodo di riferimento | uomini | donne |
| dall1/1/94 al 30/6/95 | 61 anni | 56 anni |
| dall1/7/95 al 31/12/96 | 62 anni | 57 anni |
| dall'1/1/97 al 30/6/98 | 63 anni | 58 anni |
| dall'1/7/98 al 31/12/99 | 64 anni | 59 anni |
| dall1/1/2000 in poi | 65 anni | 60 anni |
| Oltre al requisito anagrafico, per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia è richiesto anche un requisito minimo contributivo secondo la seguente tabella: |
| Periodo | requisito minimo assicurativo e contributivo |
| dall1/1/93 al 31/12/93 | 16 anni |
| dall1/1/95 al 31/12/96 | 17 anni |
| dall'1/1/97 al 31/12/98 | 18 anni |
| dall 1/1/99 al 31/12/2000 | 19 anni |
| dall1/1/2001 in poi | 20 anni |
| Pensioni di vecchiaia (pubblici) In particolare per i pubblici dipendenti , con eccezione per alcune particolari categorie nei cui confronti permangono requisiti anagrafici ridotti (forze di polizia, vigili del fuoco, forze armate), il collocamento a riposo per raggiunti limiti di età è fissato al 65° anno di età per gli uomini, 60 anni per le donne. Nella fase transitoria si applicano le stesse norme che valgono per la pensione di vecchiaia dei privati
Pensione di anzianità (privati e pubblici) Con la legge 449/ 97 (finanziaria 98) le norme che disciplinano l'accesso alla pensione di anzianità dei lavoratori dipendenti , pubblici e privati, sono state unificate. L'adeguamento dei requisiti avverrà, comunque, con gradualità. In base ai nuovi requisiti, in sostituzione di quelli previsti dalla legge 335/95, per ottenere il trattamento anticipato occorre possedere un'anzianità contributiva non inferiore a 35 anni unitamente a un determinato limite di età secondo la seguente tabella
|
requisiti vecchi e nuovi per il trattamento anticipato
| Anni | Nuovi requisiti dal 1° gennaio 98 | Vecchi requisiti |
| pubblici | privati | tabella riforma Dini |
| età | contributi | età | contributi | età | contributi | |
| 1998 | 53 | 35 | 54 | 35 | 53 | 35 |
| 1999 | 53 | 35 | 55 | 35 | 53 | 35 |
| 2000 | 54 | 35 | 55 | 35 | 54 | 35 |
| 2001 | 55 | 35 | 56 | 35 | 54 | 35 |
| 2002 | 55 | 35 | 57 | 35 | 55 | 35 |
| 2003 | 56 | 35 | 57 | 35 | 55 | 35 |
| 2004 | 57 | 35 | 57 | 35 | 56 | 35 |
| 2005 | 57 | 35 | 57 | 35 | 56 | 35 |
| 2006 | 57 | 35 | 57 | 35 | 57 | 35 |
| In alternativa il diritto alla pensione di anzianità può
essere conseguito, indipendentemente dall'età anagrafica, con il solo requisito
contributivo: Requisito contributivo: |
| Periodo | Anni di contributi |
| 1998 | 36 |
| 1999-2003 | 37 |
| 2004-2005 | 38 |
| 2006-2007 | 39 |
| dal 2008 in poi | 40 |
| Pensione ai superstiti (indiretta e
reversibilità) Con la legge di riforma 335/95, l'unificazione delle regole tra lavoratori pubblici e privati si è realizzata anche sul versante dei trattamenti pensionistici a favore dei superstiti. Il trattamento corrisposto ai superstiti del lavoratore si chiama pensione indiretta , mentre la prestazione erogata ai superstiti del pensionato si chiama pensione di reversibilità. Le modalità di calcolo e i beneficiari delle due prestazioni sono comunque identici. Si ha diritto alla pensione indiretta se il dipendente ha maturato , al momento del decesso , almeno 15 anni di contribuzione , oppure almeno 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni Pensione di inabilità Con la legge 335/95 è stata estesa anche ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni la normativa contenuta nelle legge 222/1984 in materia di pensione di inabilità per eventi non dipendenti. da causa di servizio. |