| Alternativa sindacale di Milano - Area programmatica della CGIL Si è aperta una fase della vicenda legata all'art.29 in cui il Ministero si sta riorganizzando, dopo il grande sciopero e le manifestazioni del 17 febbraio, per far passare comunque le logiche aziendaliste che presiedono all'intero impianto contrattuale e agli artt. 29 e 38 in particolare. L'obiettivo dichiarato di Berlinguer (vedi Corriere della Sera di giovedì 23 marzo) è quello di dividere la categoria in due-tre fasce nette e cristallizzate, come è avvenuto in passato in Francia (più volte presa a modello). Il ministro intende pertanto, e lo ha ribadito più volte, distribuire in maniera ineguale le risorse stanziate per l'art. 29 (1480 miliardi) come primo passo per la concretizzazione della "filosofia" dell'art.29. Dopo aver riaffermato con decisione, attraverso lo sciopero del 17 febbraio, l'unità della categoria, sarebbe un gravissimo errore dividersi ora sulla destinazione di queste risorse, che ha un fortissimo significato simbolico e politico e solo secondariamente economico. Siamo consapevoli che esistono nella categoria posizioni differenti sulla questione salariale, da quella egualitarista a quella differenziatrice. Ma in questo momento la questione è altra. Si tratta di fermare il disegno ministeriale volto a creare fasce distinte e cristallizzate di insegnanti. Ai nostri colleghi dobbiamo dire che aldilà delle diverse posizioni ORA abbiamo un obiettivo comune; difendere l'unità della categoria. Sulla differenziazione o meno delle retribuzioni e sui criteri il dibattito resta aperto. ORA si tratta di rivendicare la distribuzione egualitaria delle risorse dell'art. 29 come misura tattica per bloccare il disegno di cui sopra e come prima forma di riconoscimento del valore della funzione docente e ricompensa per i carichi di lavoro in questi anni aumentati. Riteniamo che questa soluzione debba considerarsi quale primo passo verso la riapertura della questione salariale della categoria e l'adeguata riqualificazione degli stipendi di tutti i lavoratori della scuola, ATA compresi. Alternativa sindacale scuola di Milano chiede dunque la distribuzione egualitaria a tutti gli insegnanti, precari compresi, dei 1480 miliardi stanziati per l'art. 29. Chiede inoltre che questa posizione come altre emerse dal dibattito possano essere oggetto di verifica di tutta la categoria e che il dibattito non sia limitato, nelle sua fasi conclusive e decisive, agli ambiti ristretti di apparato. Chiede perciò che il direttivo di sintesi del 13 aprile sia allargato a tutti i delegati CGIL e che la posizione così emersa sia portata alle istanze nazionali. Milano 28 03 2000 |