| NO all'ARBITRATO
Il tentativi di inserire l'arbitrato extragiudiziale sul tema del licenziamento è un atto gravissimo e un primo passo verso quello soluzione risarcitoria che il voto popolare al referendum del 21 maggio ha drasticamente respinto. Con l'inserimento della procedura arbitrale verrebbe, nella sostanza, a cadere il diritto assolutamente individuale del lavoratore e della lavoratrice di intervenire in giudizio contro il licenziamento individuale, rendendo nei fatti il pronunciamento del giudizio arbitrale difficilmente impugnabile. ALTERNATIVA SINDACALE della CGIL LOMBARDIA ritiene, invece, che i diritti individuali non possono essere materia di mediazione o di arbitrio tra le parti, ma di esclusiva pertinenza della persona, in quanto spetta solo alla persona colpita richiedere l'intervento dei poteri dello Stato per ripristinare i diritti lesi. I processo di estensione della via extragiudiziale ( con la sostituzione del giudice del lavoro con un organismo privato il Collegio Arbitrale) per la ricomposizione dei conflitti sul lavoro, rischia di cambiare e alterare profondamente la natura del Sindacato e della CGIL in particolare. Da un sindacato di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici, che agisce attraverso le contrattazione e il conflitto, la CGIL diverrebbe sempre più un centro di raffreddamento dei conflitti, di mediazione e di servizio. Ci conforta la notizia che la CGIL si sia resa, ieri, indisponibile a proseguire la trattativa, anche se la sua motivazione ''conferma che non sussiste disponibilità alcuna della Cgil a definire intese che, in particolare, non contemplino la possibilità di condizionare l'eventuale chiamata in causa del Collegio Arbitrale al rispetto, nella decisione degli arbitri, delle norme previste dalle leggi e dal contratto'' ci appare troppo ambigua e disponibile. Le compagne e i compagni di Alternativa Sindacale della CGIL Lombardia, respingono con forza la logica e l'estensione dell'arbitrato e diffidano la CGIL a riprendere comunque la trattativa e a trovare una mediazioni sul tema senza un mandato esplicito da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Milano 27 maggio 2000 Alternativa sindacale CGIL Lombardia |