La
Legislazione:
PROGETTO DI LEGGE - N. 6410
PROGETTO DI LEGGE - N. 1813
PROGETTO DI LEGGE - N. 6667Gli orientamenti della
Legislatura |
Da quando, nel 1986, lo psicologo tedesco Heinz
Leymann ha parlato per primo del fenomeno definendolo come terrorismo psicologico sul
luogo di lavoro, il mobbing ha fatto, purtroppo, passi da gigante.
E' una delle più diffuse e meno conosciute sindromi del nostro tempo. Qualche dato:
secondo stime dell'Unione Europea nel 1977 circa 12 milioni di lavoratori sono stati
vittime di persecuzioni.
L'Italia è il Paese con il più basso numero di denunce mentre il fenomeno è in
pericoloso aumento tanto da essere considerato, in Svezia, un vero e proprio reato.
Si stima che nel nostro Paese siano almeno un milione le persone sottoposte a questo tipo
di vessazione che prende il nome di bossing quando è programmato dall'azienda stessa o
dai vertici dirigenziali. Il motivo principale della scarsa incidenza di mobbing è la
mancanza di "sufficienti strumenti per conoscerlo".
In Italia mancano leggi in materia: una serie di proposte di legge sono state
depositate alla Camera dei Deputati per portare alla luce, prevenire e combattere il
mobbing. Solo oggi compaiono i primi studi. In Italia più della metà dei casi denunciati
sono di mobbing strategico, cioè una persecuzione psicologica finalizzata.
Il mobbing ha e può avere effetti disastrosi per la salute: tra i primi sintomi ci sono
la depressione e una serie di disturbi fisici.
Ma dal calo di autostima si può arrivare perfino al suicidio. I dati indicano come oggi
il mobbing sia una malattia sociale a carattere trasversale che colpisce i lavoratori
degli enti pubblici e privati, le grandi città e i piccoli centri, le fabbriche delle
multinazionali e le aziende a conduzione familiare. |