7 GIORNI PER LE NORME ANTISCIOPERO ...

... QUANTI ANNI ANCORA PER LA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA?

I diritti democratici di lavoratrici e lavoratori e delle loro associazioni a tutt'oggi non sono esigibili e certi: nonostante il giudizio popolare dei referendum del giugno 95, il diritto di eleggere una propria rappresentanza sindacale non è garantito. Sono meno di due milioni coloro che hanno potuto eleggere la loro rappresentanza e rimane tuttora insoluto il problema della validità erga omnes di accordi e contratti.

Manca lo strumento che consente l'esercizio pieno del ruolo di rappresentanza e di contrattazione. Ormai da anni in tutta Europa le RSU sono una realtà consolidata che risolve il problema della frammentazione della rappresentanza. È evidente che le RSU come strumento di democrazia incarnano quel bisogno di autonomia del sindacato da tutti i governi, amici o meno, che esse sono indispensabili per un rapporto più stretto e rappresentativo con lavorartrici e lavoratori.

Una legge sulla rappresentanza e sulla democrazia nei luoghi di lavoro è l'unico strumento per favorire il rilancio dell'azione sindacale, per dare forza e spazio ai soggetti che determinano direttamente la vita e funzione del sindacato: i delegati e le delegate eletti/e direttamente nei luoghi di lavoro. In assenza di questo, il fatto che anche lavoratrici e lavoratori abbiano potuto firmare per i referendum non è un caso, e rende ancora più urgente una legge che crei le condizioni per un rapporto democratico e diretto di lavoratrici e lavoratori con le loro rappresentanze.

Non è più rinviabile una legge che garantisca a lavoratrici e lavoratori i diritti elementari nei luoghi di lavoro: il voto per scegliere ed eleggere liberamente tutti i propri rappresentanti e giudicare i loro accordi come condizione di parità di diritti, di un'affermazione reale dell'autonomia sindacale fondata sull'unica base vera, il giudizio di lavoratrici e lavoratori.

A fronte della rapidità con cui si preparano ed approvano normative che peggiorano le nostre condizioni di vita e di lavoro, noi delegate e delegati esigiamo subito:

  • una risposta forte a una Confindustria sempre più impegnata contro la legge sulla rappresentanza per impedire lo sviluppo e il rafforzamento di strutture con poteri contrattuali che rispondono direttamente a lavoratrici e lavoratori,
  • la possibilità di eleggere una rappresentanza sindacale per le lavoratrici ed i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti sempre più diffuse non solo nel settore del terziario ed in quelli già terziarizzati o in via di terziarizzazione,
  • una risposta immediata ai 450.000 addetti del settore delle pulizie che dall'ottobre 1998 aspettano la seconda tranche di aumento contrattuale, la cui erogazione è subordinata all'emanazione di un provvedimento per la validità erga omnes del contratto di lavoro.

Per questo invitiamo ad una forte mobilitazione per fare in modo che il Parlamento, approvando in tempi rapidi la legge sulla rappresentanza senza ulteriori peggioramenti o censure, dimostri che nel legiferare sulle questioni legate al lavoro non esistono due pesi e due misure.

Sergio Bellavita (RSU CEI Bologna) - Elvira Olivini (Dir. Naz. FILCEA) - Sveva Haertter, Renata Lozzi, Elisabetta Zafarana (RSU Società Italiana Brevetti Roma) - Cesare Ventrone (RSA Appalto di Pulizie ATAC) - Roberto Laconi (RSA Appalto di Pulizie Enasarco) - Rita Cecchetti (RSU Multiservizi Roma) - Leonardo De Angelis (RSU Sistemi Informativi) - Angelo Pignotti (RSU Maia Caterpillar Roma) - Teresa Capuani, Roberto Serva, Roberto Bragaglia (RSU GS Roma) - Andrea Furlan (RSU Hotel Visconti Palace Roma) - Attilio Funghi (RSU Hotel de la Ville Roma) - Santino Terrinoni (RSU Hotel Hassler Roma) - Stefania Marcelli (RSU Mercedes Roma) - Fabio Vitangeli (RSU Silos Roma) - Stefano Paglia (RSA Banca di Roma) - Evandro Fraioli (RSU Diners Club Roma) - Sergio Fortunati (RSA Banca di Roma) - Vito Meloni (Dir. Naz. SNS-CGIL) - Fabrizio Burattini (Segr. SNS-CGIL Roma) - Gennaro Spigola (Segr. FILT-CGIL Lazio)