| PENSIONI: Gli sconti del Governo Il Governo uscente di centro Sinistra porta a compimento quanto si era impegnato a fare con l'ultima Finanziaria. In materia pensionistica è stato stabilito un premio ai lavoratori del settore privato che rinunceranno alla pensione di anzianità. Secondo il decreto el Ministro del Lavoro Cesare Salvi, in ottemperanza ad una direttiva contenuta nella Finanziaria, i dipendenti del settore privato che a decorrere dall'aprile 2001 hanno maturato i requisiti di età e di contribuzione per accedere alla pensione possono rinunciare alla medesima continuando a lavorare per almeno altri due anni e comunque fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 60 per le donne). Per effetto di questo decreto l'azienda non dovrà più versare all'Inps i contributi previdenziali ed il lavoratore avrà uno stipendio maggiore proprio perchè esente da contributi. Così i lavoratori che rinunceranno alla pensione avranno una retribuzione maggiorata del 9%. Di contro le aziende potranno godere di un risparmio in termini di contributi non versati pari al 24%. L'unico vero risultato di questo decreto (considerato un intervento di sostegno al lavoro) è che viene incentivato il raggiungimento della pensione di vecchiaia a scapito di quella di anzianità (a dimostrazione che si opera per costruire le condizioni per la sua prossima sopressione) e che, fornendo alle imprese la possibilità di trattenere al lavoro forza lavoro meno costosa, si crea un altro e pesante ostacolo alla eventualità di nuove assunzioni. A conti fatti ..... un altro regalo alle imprese. 20 maggio 2001 Il Coordinamento RSU
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