| Ai delegati e ai quadri sindacali della Fiom-Cgil di
Bologna che si riconoscono nellaggregazione "Lavoro e Società-Cambiare
rotta".
Assistiamo negli ultimi mesi al tentativo del padronato di isolare la Cgil dal quadro politico e sindacale in considerazione della sua "riottosità" ad introdurre ulteriori dosi di flessibilità salariale e normativa nel mondo del lavoro. Tuttavia questa riottosità corrisponde più a delle contraddizioni che permangono allinterno dellorganizzazione, che ad una reale volontà e capacità di dispiegare unazione sindacale alternativa a quella del padronato e delle altre confederazioni. Tutta lazione sindacale della Cgil è tesa alla difesa degli accordi concertativi del 23 luglio 93, delle sue articolazioni sul terreno contrattuale ed istituzionale, proprio nel momento in cui è evidente a tutti che quegli accordi non esistono più. Non solo, nel merito quegli accordi hanno realizzato un pauroso crollo del potere dacquisto dei salari, la sottomissione dei bisogni, materiali e non, dei lavoratori e delle lavoratrici, agli interessi dimpresa e di bilancio pubblico. Rispetto ai risultati concreti della concertazione la Cgil elenca punto per punto i risultati in campo economico e di risanamento del bilancio, parlando come gamba del Governo più che come organizzazione sindacale dei lavoratori. Crediamo che di dieci anni di concertazione la nostra organizzazione sindacale debba darcene conto. Da queste considerazioni, esposte evidentemente in maniera parziale, emerge chiaramente la necessità di arrivare al prossimo congresso Cgil ( che con una decisione assurda è stato rinviato a settembre) con un documento alternativo che ponga le basi per una battaglia di lunga durata allinterno dellorganizzazione. Abbiamo aderito allarea programmatica "Lavoro e Società-Cambiare rotta" condividendone gli obbiettivi generali. Tuttavia riscontriamo che così come a livello nazionale, anche a livello locale il dispositivo dellassemblea del Teatro Nuovo di Milano è stato completamente disatteso. La gestione dellarea, che avremmo voluto aperta a tutti, è nei fatti nelle mani di pochi dirigenti o autoproclamati tali, che lungi dal dispiegare a pieno le notevoli potenzialità di aggregazione, riducono tutta lazione ad una sterile dialettica tra gruppi dirigenti. Non solo, nei passaggi cruciali per unarea che intende rafforzarsi e incidere allinterno dellorganizzazione, non ci è stata data la possibilità di discutere e di decidere. E accaduto così che rispetto allassemblea Nazionale Cgil del 3 e del 4 aprile si è volontariamente sottaciuto, quasi a considerarla una scadenza irrilevante. Più volte abbiamo chiesto la convocazione di riunioni dellarea con una qualche forma di periodicità, non ristretta ai membri del Consiglio Generale della Fiom di Bologna, ma aperta allapporto determinante dei delegati e delle delegate. Consideriamo a questo punto necessario organizzare una riunione di tutti/e coloro che si riconoscono nellarea e nei suoi obbiettivi generali, per cominciare a rafforzare la stessa, collegandosi alla vertenza in corso per il rinnovo del nostro biennio economico.
Per informazioni e collegamenti : setibil@tin.it
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