| Genova
ha dimostrato che i valori della sinistra, della democrazia e della solidarietà non sono
stati sconfitti. Genova ha dimostrato chi sono oggi i veri nemici della democrazia e delle
libertà. Genova ha dimostrato che uniti possiamo vincere Il governo ha realizzato le provocazioni che si
aspettava. Un morto, oltre 600 feriti e quasi 300 arresti tra i manifestanti del GSF. Con
il provocatorio assalto notturno al GSF ha ora fatto un passo avanti....tentare di
criminalizzare ed assimilare il GSF e tutte le forze in campo a Genova ai prezzolati
provocatori, la stessa strategia con cui si cerca di marginalizzare ed isolare quelle
forze sindacali che si oppongono alla deriva nerocorporativa che il nuovo Governo vuole
imporre anche sul terreno delle relazioni sindacali. I fatti di Genova e quanto sta ora succedendo dimostrano l'errore della maggioranza del gruppo dirigente della Cgil che non ha aderito al movimento ed alla manifestazione contro il G8, e non ha compreso il livello di attacco, come d'altronde avviene sui temi del lavoro e del salario, alla stessa democrazia nel nostro paese. Su temi così importanti, che sottintendono tutti gli elementi dell'attacco attualmente aperto contro lo stesso sindacato, il principale sindacato italiano ha la responsabilità di non aver legittimato e garantito, con la propria presenza, l'incolumità di migliaia di lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione anche su convocazione della Fiom, di diverse Camere del lavoro, della sinistra sindacale Cgil e dei sindacati di base, ma ha anche la responsabilità di non aver favorito quella unità di obiettivi che stanno alla base della lotta per il lavoro ed il salario e la lotta contro la globalizzazione. Responsabilità che va delineata anche per l'assurdo comportamento dei DS che hanno abbandonato la piazza, cedendo alla prima provocazione del Governo, non riconoscendo e non legittimando la portata e la validità del movimento in campo e non comprendendo la portata dello scontro politico e sociale che ha come posta la stessa democrazia. Genova ha reso chiaro a tutti quella che è la posta in gioco. Attorno agli obiettivi di democrazia e di libertà bisogna rilanciare oggi, urgentemente, una piattaforma che abbia alla testa il movimento operaio e le sue organizzazioni e che sappia aprire, sostenere ed aiutare l'organizzazione di un movimento più ampio. Approviamo la proposta el GSF di una grande manifestazione a Roma a Novembre, ma questa non deve essere una iniziativa isolata. Dobbiamo, legare gli obiettivi anti-globalizzazione alle lotte dei lavoratori sui contratti e dobbiamo costruire un punto di iniziativa unitaria che abbia al proprio centro la difesa dello stato sociale e della democrazia a partire dalle lotte contro la finanziaria del Governo Berlusconi. A partire dalla Sinistra Sindacale in Cgil, dalla Fiom, dalle Camere del Lavoro di Brescia e dalle altre che hanno aderito, bisogna subito lavorare per portare tutta la Cgil su questa necessità non più rinviabile, cominciando col chiedere a tutta la Cgil l'adesione al GSF ed alla manifestazione di Novembre. Per questo tutti, anche la Cgil, devono abbandonare i classici comportamenti settari, e dichiarare la disponibilità a lavorare assieme ai sindacati di base ed alle varie anime del movimento anti-globalizzazione per una piattaforma da contrapporre alle politiche liberiste di questo Governo ed al suo agire antidemocratico. La stessa assemblea della sinistra sindacale il prossimo 13 settembre deve calare nella battaglia congressuale anche questo obiettivo. Solo l'unità di movimento, solo l'unità tra gli studenti, i giovani, i lavoratori, può sconfiggere il disegno di questo Governo e garantire quegli spazi di libertà che ogni giorno di più vengono chiusi e compromessi. Come Coordinamento nazionale delle Rsu proponiamo che la manifestazione già convocata a Novembre dal GSF, coerentemente con gli obiettivi anti-globalizzazione, abbia al proprio centro anche una piattaforma unitaria contro la finanziaria del Governo Berlusconi, per la difesa e l'ampliamento dello stato sociale, dei diritti, delle tutele e delle libertà. 23 luglio 2001 Il Coordinamento nazionale delle delegate e dei delegati eletti nelle RSU
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