| La legge sul federalismo contiene un primo attacco all'universalità
dei diritti dei lavoratori e prepara lo smantellamento del contratto nazionale
Nella totale insaputa di tutti, tranne gli addetti ai mestieri, e senza che Cgil-Cisl-Uil abbiano sviluppato la benchè minima discussione tra i lavoratori e la benvhè minima iniziativa, luscente maggioranza ha approvato in fretta e furia una legge sul federalismo che contiene delle pesanti modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione. Lentusiasmo con cui è stata accolta la sua approvazione parlamentare da parte dei partiti di governo e la rabbia con cui il polo lha osteggiata ancora una volta rischia di mistificare i pericolosi contenuti che essa contiene. Il più clamoroso si annida nel nuovo art. 117 della Costituzione dove si dice che tra le materie di "legislazione corrente" su cui spetta alle Regioni la potestà legislativa viene indicata anche " la tutela e sicurezza del lavoro". I padroni stessi sono rimasti a prima vista stupiti ed increduli, tanto da pensare a un infortunio in cui sia incorso il legislatore. Si sono chiesti se per caso "si sarà voluto far riferimento alla "tutela della sicurezza del lavoro". Non è invece così : qualche tempo fa un appello sottoscritto da insigni giuslavoristi (di sinistra) invitava proprio a modificare così la dizione che invece è stata volutamente confermata come scritta. "In materia di lavoro la riforma costituzionale sul federalismo potrà ingenerare una autentica rivoluzione. E' l'intero scenario delle relazioni industriali che è destinato a cambiare. La "regionalizzazione" della contrattazione collettiva appare una logica conseguenza. Legiferare, negoziare e, perchè no, concertare a livello regionale sarà la regola, non l'eccezione..." (IlSole24ore,4-3-01). "Il nuovo articolo 117 della Costituzione, che assegna alle Regioni sotto forma di legislazione concorrente la materia della tutela e della sicurezza del lavoro, è una bomba - spiega Marco Biagi, docente di diritto del lavoro a Modena -. Potrebbe aprire la strada a un federalismo contrattuale più spinto di quello in vigore negli Usa. Ogni Regione potrebbe addirittura farsi un proprio statuto dei lavoratori" (CorrierEconomia,19-3-01). In autunno ci sarà il referendum, sulle modifiche costituzionali approvate dalla maggioranza di centro-sinistra. Con il pretesto che Berlusconi ed il centro destra vorranno stravolgere ben più radicalmente anche la prima parte della Costituzione ci sarà chiesto di ingoiare questa incontrollabile voragine. Ma da parte nostra è bene sottolineare come, di fronte ad un attacco non indifferente all'universalità del diritto ed alla tutela, ancora una volta brilli per assenza di iniziativa concreta il sindacato. La Cgil si è limitata infatti a fornire una nota critica della segreteria nazionale che "Unitariamente" si limita ad esprimere le sue preoccupazioni. 10 Marzo 2001 Il coordinamento nazionale delle RSU
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