| PER UN FORUM
SINDACALE - CONTRO LA GUERRA E LA FINANZIARIA Cesce
di fronte alla guerra ed all'offensiva di Confindustria e Governo sui temi dei diritti dei
lavoratori, la necessità di una forte ed unitaria risposta sindacale.
Agli appelli lanciati nei giorni scorsi si aggiunge oggi una prima iniziativa di
discussione e mobiltazione organizzata dai lavoratori e delegati sindacali della Liguria
per il prossimo sabato 17 novembre a Genova.
(Il testo di convocazione)
Concordiamo in pieno con gli obiettivi che i lavoratori e delegati sindacali della Liguria
si sono dati e riteniamo che su questa strada debba avviarsi al più presto
l'organizzazione di una rete nazionale dei lavoratori e dei delegati sindacali al di la di
ogni appartenenza di sigla sindacale.
E' la qualità dell'offensiva in atto e la necessità di una risposta unitaria ed efficace
che lo impone.
Per questo sosteniamo l'iniziativa della Liguria, ed invitiamo
tutti, dalla sinistra sindacale Cgil, alle organizzazioni extraconfederali di valutare
positivamente questa iniziativa e di sostenerla.
Quello che propongono i lavoratori ed i delegati sindacali Liguri è l'affermazione di un
percorso unitario, capace di superare frammentazioni e divisioni che i lavoratori non
capirebbero, sopratutto oggi.
Come delegate e delegati che si riconoscono nel movimento "Per un coordinamento
nazionale delle Rsu" riteniamo utile che proprio da Genova si parta per dare
concretezza a questa necessità.
L'assemblea convocata dai lavoratori e delegati Liguri è fissata alle ore 15 del giorno
17 novembre, a Genova.
Proponiamo che proprio in coincidenza con questa occasione, sia possibile convocare nella
mattinata del 17 novembre, a Genova, una riunione di coordinamento nazionale tra tutte le
forze disponibili a ragionare sulla costruzione di un percorso unitario di lotta contro la
guerra, contro la finanziaria, contro l'attacco ai diritti.
E' infatti necessario costruire una piattaforma unitaria di lotta da contrapporre alla
piattaforma di Confindustria e Governo, e su questa piattaforma avviare la costruzione di
una rete in tutte le regioni capaci di sostenerla, non solo con uno sciopero generale ma
anche con una tenuta nel tempo di una vertenza su cui ordinare i nostri obiettivi.
Dobbiamo uscire dalla genericità delle attuali posizioni sindacali che declamano la loro
contrarietà e basta. Non abbiamo bisogno solo di chiamate allo sciopero generale (come si
apprestano a fare Cgil Cisl Uil) solo per dire NO. Quello di cui abbiamo bisogno è una
piattaforma, degli obiettivi precisi su cui costruire la lotta, la trattativa e la
verifica. Punti su cui il mandato a trattare deve essere rigido e condizionato dalla
precisa volontà dei luoghi di lavoro.
Il nostro vederci a Genova già dalla mattina del 17 novembre può essere occasione per
lanciare una prima riflessione su alcuni punti di questa piattaforma unitaria:
All'attacco al contratto nazionale bisogna rispondere, non solo con la difesa di principio
dei due livelli contrattuali. Questi vanno liberati dai vincoli e dalle subordinazioni
loro imposti dalla politica dei redditi e dal 23 luglio che già li rendolo deboli e
condannati alla marginalizzazione. Occorre rilanciare l'obiettivo di un sistema esigibile,
generale, automatico e periodico di adeguamento dei salari all'inflazione reale.
All'attacco all'articolo 18 ed ai diritti, dobbiamo rispondere picche, ma non solo.
Occorre anche rimuovere i subdoli tentativi di rendere obbligatorio di fatto il ricorso
all'arbitrato (vedi piattaforma Ccnl Chimici) che riduce i diritti contrattuali e di legge
a mera mercanzia da negoziare di volta in volta.
All'attacco all'occupazione, all'aumento della flessibilità, dobbiano dire NO al libro
bianco di Maroni, ma non solo. E' necessario rivendicare l'introduzione di rigidità
contrattuali e di legge che rendano possibile il ricorso al lavoro precario, temporaneo e
flessibile solo in occasione di comprovata necessità e per periodi limitati e da
contrattare di volta in volta a livello aziendale.
All'attacco al sistema previdenziale bisogna rispondere non solo dicendo di NO ma
rivendicando la rimozione di quelle parti della controriforma Dini che ne hanno reso
precaria la stabilità. In particolare occorre rimuovere le differenze intergenerazionali
tra lavoratori costretti al sistema contributivo e misto. Noi siamo per la reintroduzione
per tutti del sistema retributivo da accompaganare ad una lotta che recuperi gli obiettivi
che già ci eravamo posti in occasione della lotta alla controriforma Dini (divisione
assistenza.previdenza, lotta all'evasione previdenziale, sostegno
all'occupazione ed alle forme stabili e continuative di lavoro) che oggi non hanno perso
di attualità e validità.
All'attacco allo stato sociale vanno contrapposti obiettivi che
negando ogni tendenza alla privatizzazione dei servizi li rendano invece più efficaci
attraverso la destinazione di tutte le risorse alla scuola, alla sanità pubbliche.
Sono solo alcune riflessioni da aprofondire e completare tutti assieme, da cui partire per
redigere una "piattaforma sociale dei bisogni" su cui convocare poi riunioni
regionali e da cui partire per darci una rete di organizzazione capace di sostenere i
necessari ed urgenti appuntamenti di lotta ma anche di reggere nel tempo una lotta che si
preannuncia lunga e difficile.
La proposta che quindi facciamo a tutti, è quella di darci un'appuntamento nazionale già
la mattina del 17 novembre, per decidere assieme le iniziative immediate e le tappe di un
lungo percorso di lavoro e di lotta.
Partecipando poi tutti assieme all'assemblea regionale Ligure possiamo già da li sperare
di lanciare un forte messaggio unitario e le tappe della nostra iniziativa.
Nei prossimi giorni, oltre alle indicazioni esatte sul luogo dove si terrà l'assemblea
Ligure, Vi segnaleremo anche la proposta di un luogo, sempre a Genova, dove convocarci in
un coordinamento nazionale di quello che può diventare il FORUM SINDACALE Nazionale.
Aspettiamo osservazioni e contributi, ma sopratutto facciamo in modo di vederci tutti a
genova. Crediamo che sia necessario discutere e decidere tutti assieme e urgentemente,
senza settarismi.
3 novembre 2001
il Coordinamento RSU
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