contatti: Acerboni-Buffa-Cerini       RSU_SPA@yahoo.it

Lettera aperta al mondo del lavoro ed alle Organizzazioni Sindacali

Circa 200 lavoratori della SPA (Società Prodotti Antibiotici), azienda farmaceutica italiana di  Milano (quartiere Barona), fondata cinquantanni fa,  sono in questo momento in una situazione molto delicata; dopo anni di crisi, pagata in prima persona con cassa integrazione, contratti  di solidarietà, mobilità  e drastica riduzione dell’occupazione la conclusione di queste settimane è la cessione del pacchetto azionario alla Alfa Wassermann, azienda di Bologna. 

Questi  anni costati così cari ai lavoratori, sono stati anni di profitti per la proprietà. La ripresa aziendale è stata finalizzata  alla vendita   tramite un’asta, quindi  al “miglior offerente”, senza nessuna garanzia per i posti di lavoro.

 In questi mesi però altre nubi pesanti sembrano addensarsi sul nostro futuro, e diventano sempre più scure alla vigilia della finanziaria del Governo.

In questi primi mesi di governo il cav. Berlusconi è stato molto zelante nel pensare ai suoi interessi particolari, spaziando dall’abolizione della tassa di successione, alla legge sul falso in bilancio fino all’ultima sulle rogatorie (con pesanti ripercussioni anche per il  paese).

Ora purtroppo, complice la finanziaria, sembra intenzionato ad occuparsi dei fatti nostri in un modo in cui vorremmo sinceramente farne a meno:

o      Aggiramento dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori  per la libertà di licenziare

o      Pensioni: in attesa  di   una ulteriore riforma  peggiorativa,  si premia chi invece della pensione sceglie di continuare a lavorare!! Sempre che il lavoro ci sia !!!

o      Attacco al diritto di sciopero ed ai contratti nazionali.

 La Confindustria ed il padronato, pur con qualche insoddisfazione per l’insufficienza della manovra (!!) la approvano.  D’altronde, chi non smette di fare l’imprenditore sulla pelle di centinaia di lavoratori, come nel nostro caso, deve essere pur agevolato nella sua difficile attività!!

 Per il ministro Marzano,  il governo si è impegnato in questi mesi per  far uscire dalla povertà 2 milioni di pensionati, (ammesso che con 1 milione al mese ci si possa definire benestanti) e a rilanciare l’economia.

Memori dello slogan elettorale della compagine ora al governo “aiutare chi è rimasto indietro”, non vorremmo dover entrare nella categoria “poveri” prima di vedere riconosciuti i nostri diritti! 

Per fare un paragone di tragica attualità, con le ovvie debite proporzioni,  ci sentiremmo   il popolo afgano, diseredato da anni, che vede solo ora riconosciuto il diritto agli aiuti che- purtroppo- gli piovono dal cielo   insieme con le bombe.

 Anche in questo frangente paradossale, che vede messo in discussione il nostro futuro, di lavoro e di vita, da imprenditori  di pochi scrupoli e da un governo purtroppo di parte, crediamo si debba contare sulle nostre forze,  su quelle del mondo del lavoro, e della società civile.

Chiediamo con forza al sindacato una iniziativa concreta di mobilitazione generalizzata, per respingere questa finanziaria,  unificando le lotte dei lavoratori  in difficoltà per la difesa dell’occupazione  o del contratto nazionale, come i metalmeccanici, ma anche il resto dei lavoratori che sono oggi – solo apparentemente - in situazioni meno gravi.

 Non ci chiudiamo nel particolare della nostra situazione, perché a fronte di un attacco  generalizzato,   in corso  ormai da anni al mondo del lavoro,  e che oggi trova l’apice, crediamo che una ripresa del movimento serva a tutti, ed in particolare alle situazioni più a rischio come potrebbe essere oggi la nostra.

Al tempo stesso, siamo convinti che battersi per il lavoro, per i diritti e per una società più giusta, sia l’unica strada percorribile e pagante per un mondo migliore dove trovino sempre meno spazio la violenza, le guerre e la povertà.

 15/10/2001                                       R.S.U.     e    Lavoratori    S P A

contatti: Acerboni-Buffa-Cerini      RSU_SPA@yahoo.it