| Sanità lombarda: La
Cgil regionale Lombardia prima firma il "Patto" con Formigoni per poi accorgersi
(e preoccuparsi) dei tagli del Governatore |
19 ottobre 2001
La Cgil Lombardia avanza oggi pesanti
riserve sui contenuti del piano socio sanitario presentato dalla Giunta regionale e sul
metodo, che ha eluso qualunque tipo di confronto preventivo con le parti sociali.
Proprio questo la dice lunga sulla firma data anche dalla Cgil al recente "patto per
lo sviluppo". Firma che la Cgil aveva difeso sostenendo la positività di aver
definito un quadro certo di regole per il confronto con la Regione.
La proposta di Formigoni, alla faccia del
servizio sanitario pubblico che dovrebbe garantire assistenza a tutti i cittadini, a
prescindere dal reddito, sono tutte orientate a introdurre il sistema assicurativo.
L'intenzione è quella di accelerare i processi di privatizzazione indebolendo la
struttura socio sanitaria pubblica e affidando al mercato il ruolo di gestore del sistema.
E' quello che avviene già da diversi anni. I dati fanno infatti registrare un
trasferimento dal pubblico al privato-negli ultimi cinque anni del 6% delle attività
sanitarie e del 7% delle risorse economiche.
Dal 1996 c'è stata una riduzione di circa 3000 posti letto nel settore pubblico e un
incremento di 2100 in quello privato; altri 5400 posti letto verrebbero tolti al pubblico
con l'applicazione del Piano socio sanitario regionale. Nel 1994 il disavanzo è rimasto
sotto i 400 miliardi, mentre nel 1999 è stato di 5122, di 750 nel 2000 e c'è il rischio
che nel 2001 raggiunga i 2000 miliardi.
Il problema di questa crescita esponenziale del disavanzo non si risolve invocando una
quota di risorse in linea con il Pil; si tratterebbe infatti solo di una mossa
propagandistica.
In realtà il processo messo in moto dalla Giunta va corretto, altrimenti porterà al
risultato che a pagare saranno i più deboli, visto che le fasce privilegiate potranno
permettersi prestazioni private.
A questo punto non rimane alla Cgil che
prendere atto dell'inefficacia e dell'inutilità del "Patto per lo sviluppo" che
ha come unico risultato quello di ingabbiare l'azione sindacale in un quadro di regole che
lo costringe a discutere solo delle questioni che Formigoni intende porre di volta in
volta.
Invece di "stupirsi" il sindacato
dovrebbe oggi riprendere il terreno della vertenzialità e della mobilitazione a partire
dal quadro dei bisogni che sono sul campo e ponendosi l'obiettivo generale di lottare
contro la privatizzazione e per la destinazione delle risorse pubbliche a sostegno del
rilancio e della qualificazione del sistema sanitario pubblico.
Le delegate ed i delegati
del Coordinamento Rsu Lombardia