Relazione del viaggio a Kragujevac (2-5 gennaio 2002)

S.O.S. ZASTAVA - Comitato di Solidarieta' di Torino - Con i lavoratori della Zastava

Una delegazione di compagni di Torino, Novara e Milano, si e' recata a Kragujevac, nell'ambito dell'iniziativa S.O.S. Zastava. Tra gli scopi  della visita, la distribuzione di quanto raccolto per le adozioni (per un totale di 40 milioni di lire) e la consegna di attrezzature sanitarie e medicinali di vario tipo. Nel dettaglio l'elenco completo dei
materiali:

50 colli di zainetti (184), vestiti giocattoli, materiale di  cancelleria.
216 barattoli di Nutella.
49 pezzi di attrezzatura sanitaria (letti, carrozzelle, brandine,  neon, barelle, diafanoscopi).
20 colli di siringhe.
15 taniche di disinfettante.
1 collo di pannoloni.
15 colli di latte in polvere.
2 colli di ricostituenti.
278 colli di medicinali.
6 colli di latte per neonati.
126 colli di materiale sanitario.
1 ecografo.
2 carrozzelle.

Nota: le attrezzature sanitarie comprendono:
2 diafanoscopi.
12 lettini da ospedale.
12 carrozzelle di cui 1 a motore.
1 letto ginecologico.
1 poltrona da dentista.
6 neon da sala medica.
altro materiale.

Una volta presi i contatti con i rappresentanti del Sindacato Zastava  a Kragujevac, abbiamo constatato da subito che la situazione era  sicuramente peggiorata rispetto agli incontri precedenti.
L'embargo economico durato quasi un decennio e i bombardamenti  occidentali hanno creato una situazione sociale ed economica difficilissima. Come se tutto cio' non bastasse anche l'attuale situazione politica  interna rende sempre piu' dura la vita ai lavoratori.

I nuovi governanti della Jugoslavia, in linea con le pressanti condizioni  imposta dall'Occidente, applicano oggi i dettati 'suggeriti' dal Fondo Monetario Internazionale in tema di spesa pubblica, di diritti e di tutele. Sono dunque oggi sotto tiro le questioni della Previdenza, dei diritti sociali  quali la cassa integrazione, del diritto ad un equo periodo di congedo per  maternita' per le donne, della tutela del rapporto di lavoro in caso di licenziamento.
Significativo in questa direzione appare l'ordine diramato dal  Presidente Della Corte d'Appello di Kragujevac di non procedere  legalmente nei confronti di quelle aziende di cui fossero accertate le  responsabilita' in relazione agli infortuni sul lavoro. Il messaggio  e' chiaro e forte: se si vuole il capitale estero occorre rinunciare  alle tutele e ai diritti finora conquistati.
La reazione a tutto cio', da parte delle organizzazioni sindacali Jugoslave, non e' tardata ad arrivare, prova ne e' stata la  dichiarazione di molti scioperi per contrastare le leggi smantella-diritti del governo Jugoslavo, culminati con una grande manifestazione  estremamente partecipata tenutasi a Belgrado, in Dicembre, nonostante la frammentazione esistente nel mondo sindacale.

Per quanto riguarda la fabbrica la situazione attuale e notevolmente  peggiorata rispetto all'anno scorso, 15.000 lavoratori sono gia' stati  licenziati e per i prossimi 4 anni percepiranno un'indennita' mensile pari a 60-80 marchi tedeschi (30-40 Euro). Attualmente lavorano circa 3700 lavoratori del  settore auto ( 2500 impiegati e 1200 in produzione) in condizioni climatiche proibitive, a causa della mancanza di riscaldamento all'interno dei reparti le temperature raggiungono i 15/20° sotto lo
zero. L'orario di lavoro per i pochi lavoratori va dalle sette mattina alle sette di sera, svolgendo piu' mansioni.
Da tanti mesi vi sono circa 2000 vetture in giacenza e non esistono  potenziali clienti.
Il salario medio di un operaio si aggira attorno a 150 marchi tedeschi (circa 75 Euro) se si lavora tutto il mese. Il costo della vita e' molto alto, i negozi sono forniti di merci ma i prezzi sono proibitivi per le  retribuzioni attuali.
L'attuale governo, inoltre, richiede alla popolazione il  pagamento delle bollette arretrate di acqua e luce che il precedente  governo aveva, in qualche modo, abbuonato, introducendo meccanismi piu'  rigidi nella riscossione degli importi. Il prezzo della benzina è considerevolmente aumentato arrivando a 1,50 D.M.(Euro 0.77).
La paura dettata dall'attacco del governo e dalle insistenti voci di nuovi tagli fanno il resto, incutendo timore e preoccupazioni sulle sorti future dello stabilimento e del suo indotto.
Le propsettive della Zastava sono ovviamente poco rassicuranti:
l'anno scorso il Governo aveva sparso la voce che lo stabilimento sarebbe stato acquistato dalla Peugeot, ma si trattava di una vera e propria 'bufala' di cui non e' facile individuare i contorni. E' probabile che la Peugeot sia interessata ad acquistare l'azienda quando il grosso dei lavoratori sara' licenziato e cio' spiegherebbe
il fatto che la Zastava sia inserita in una lista di imprese da 'risanare' (secondo la terminologia governativa), dove risanamento significa espulsione di manodopera.Sul fronte sociale la popolazione di Kragujevac  vive in uno stato di profonda indigenza. La perdita del posto di  lavoro ha spinto alcuni lavoratori licenziati dall'oggi al domani
a togliersi la vita. L'ondata di licenziamenti attraversa tutto il paese, un esempio e' rappresentato dai forti tagli nelle ferrovie (15.000 lavoratori) e nel settore bancario (10.000 lavoratori),
il giorno 3 gennaio i dipendenti hanno occupato 5 tra le banche  piu' importanti del paese, prossime, secondo il governo, alla completa privatizzazione. Il momento sicuramente piu' atteso da parte di tutti noi e' stato, ancora una volta, l'incontro con i
bambini adottati e le loro famiglie. Rispetto all'anno scorso  abbiamo colto, sin da subito, una maggiore fiducia e un sincero  affetto nei nostri confronti. La distribuzione dei fondi raccolti, accompagnata dalla distribuzione dei doni ai bambini si e' svolta in un clima festoso e coinvolgente.

Aspetto sicuramente da sottolineare è stata, contrariamente agli incontri precedenti, la presenza del vice sindaco di Kragujevac,  Milovanovic, da noi contattato il giorno precedente per tentare di sbloccare le pratiche del camion che trasportava gli aiuti umanitari, fermo alla frontiera per problemi burocratici. Inoltre lo stesso Milovanovic che e' docente all'Universita' di Kragujevac, facolta' di Ingegneria, informato della presenza nella delegazione di compagni/e del Politecnico di Torino, nel corso di un incontro tenutosi prima della nostra partenza, ha mostrato interesse nell'apertura di una linea di collaborazione tra i due atenei. L'accordo bilaterale si sta concretizzando in queste settimane.

Si e' anche discusso su una linea di collaborazione istituzionale tra i comuni di Torino e di Kragujevac, e alcuni compagni della delegazione torinese si sono offerti come portavoce della richiesta.
Siamo andati nel reparto di pediatria dell'ospedale di Kragujevac a trovare Dalibor Rankovic, un bambino di 12 anni ricoverato per tentato suicidio.
L'incontro si e' svolto un una piccola sala d'attesa messaci a disposizione dal personale, il medico che segue il caso ci ha raccontato che il bambino vive in una famiglia dove la perdita del lavoro per entrambi i genitori ha segnato pesantemente le loro vite, ora vivono in condizioni disagiate che raggiungono la disperazione;
anche questi sono 'danni collaterali' della guerra.
Per tutto quello che abbiamo vissuto in questa esperienza riteniamo che sia di fondamentale urgenza proseguire con gli aiuti alle lavoratrici e ai lavoratori della Zastava, sia sul piano delle adozioni che sul piano del reperimento di attrezzature mediche e di quanto necessario per consentire a loro di resistere.
Anche questo e' un modo per portare alla luce una situazione che in Italia non sembra piu' fare notizia e su cui e' sceso il silenzio piu' totale.