L’intervento, a nome del coordinamento Rsu, fatto da Alma Rossi all’assemblea dei lavoratori della Zastava, tenutasi il 17 marzo 2002 in occasione della consegna delle adozioni a distanza raccolte a favore delle famiglie dei lavoratori tutt’ora senza lavoro e senza salario a causa dei bombardamenti delle fabbriche della Jugoslavia.

Innanzitutto vi portiamo l’abbraccio ed il saluto dei lavoratori Italiani

Oggi portiamo le adozioni a distanza di lavoratori, famiglie, studenti di tante città.
Bari – Torino – Milano – Roma – Firenze – Pistoia – Siena - Genova – Venezia – Padova – Trieste – Piacenza – Lodi, così come ieri sono state portate le adozioni dei lavoratori di Lecco ed a gennaio quelle dei lavoratori di Torino. Alcune adozioni che consegniamo oggi sono nuove, ed altre sono dei rinnovi.

Anche se siamo distanti tanti chilometri, pur tra tante difficoltà, non dovete pensare che i lavoratori Italiani non vi sentano vicini e fratelli.

Anche oggi vogliamo dirvi quanto siete presenti nei nostri pensieri.

Così come vi abbiamo avuto nei nostri pensieri
Quando sono iniziati i bombardamenti sulle vostre città.
Quando ci giungevano le notizie dei bombardamenti sulle fabbriche
Quando abbiamo organizzato lotte e scioperi contro la guerra, per fermare i bombardamenti
Non si è trattato solo di solidarietà, ma di rabbia. Di tanta rabbia.

Rabbia contro una guerra assurda. Una guerra che non abbiamo condiviso, che sapevamo essere solo una guerra per l’egemonia economica, territoriale e politica.
Una guerra che ha colpito soprattutto i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie.
Li ha colpiti nel loro diritto al lavoro, al salario, ad una aspettativa previdenziale, ad una degna assistenza sanitaria. Già solo per questo la Nato, ed i governi che la compongono, andrebbero condannati per crimini contro l’umanità.

Una guerra che ha segnato un punto di svolta che ha colpito non solo voi ma anche i lavoratori Italiani ed Europei, nel loro diritto alla protesta ed alla critica, nei valori che stanno alla radice del mondo del lavoro.
Vogliamo qui ricordare che in questi giorni 15 tra lavoratori e studenti sono sotto processo a Firenze per una manifestazione contro la guerra tenutasi in quella città il 13 maggio del 1999.
La guerra, la subordinazione degli stati europei ai progetti di egemonia americana ha portato anche ad una svolta di destra nei nostri governi. Una svolta che si è resa ancora più esplicita in occasione dei tragici avvenimenti del luglio scorso a Genova, dove è stata repressa in modo “fascista” una grande manifestazione che aveva tra i suoi contenuti anche la protesta contro la guerra e le mire di egemonia dei “grandi della terra”.
Una svolta che stanno pagando anche e soprattutto i lavoratori a cui si chiede solo di stare zitti, di subordinarsi alle politiche economiche di sostegno ai profitti.

Anche in questo siamo vicini.
I lavoratori Italiani sono oggi impegnati in un difficile scontro col Governo. Un Governo che vuole imporre la libertà di licenziare, che vuole ridurre i salari e le pensioni, che vuole dividere ed indebolire i lavoratori. E contro questo Governo stiamo lottando e faremo a giorni un grande sciopero generale. Ma non basterà !!

Così come voi siete oggi impegnati in una altrettanto difficile vertenza per la difesa degli stessi diritti per cui lottiamo noi. Per il diritto al lavoro, al salario, ad un futuro degno per voi e per i vostri figli.

Siate vicini a noi nella nostra lotta, così come noi siamo e saremo vicino alla vostra lotta.

La nostra non è dunque semplice solidarietà, ma è uguaglianza nell’essere lavoratori che lottano per gli stessi diritti, contro lo stesso padrone … “il profitto”  in qualunque forma questo si presenta.

Ci piace pensare a noi tutti non come lavoratori di diverse nazionalità, ma semplicemente come lavoratori, perché è questo che ci fa più vicini … e più forti, che ci fa uguali e amici.

E di questo dobbiamo ringraziare la Rajka che nel suo infaticabile lavoro, nelle tante riunioni ed assemblee fatte nelle fabbriche e tra i lavoratori Italiani ci ha aiutati a capire tante cose ed a sentirci vicini a Voi.
Dobbiamo ringraziare quanti, tra questi soprattutto la Milia per il testardo e meticoloso lavoro organizzativo grazie al quale ci ha aiutati a tenere vive dopo tanti anni, la rete di relazioni che hanno fatto vivere, ed ancora fanno vivere questo nostro progetto.
Dobbiamo ringraziare soprattutto Voi che nonostante le difficoltà in cui vi trovate. Riuscite a tenere vive le energie necessarie per difendere il vostro sindacato.
 
Impariamo questo dalla nostra esperienza ma anche dagli insegnamenti di quanti prima di noi hanno capito e praticato quell’internazionalismo che vuole insegnare a tutti che il mondo non si divide in Italiani, Jugoslavi ecc., ma che si divide in lavoratori e padroni, in chi rivendica la soddisfazione dei suoi bisogni e chi invece impone i suoi interessi sopra a tutto.
Impariamo che noi e voi siamo fratelli in nome di quella uguaglianza, di quella voglia di giustizia sociale che nessuna guerra e nessun potente potrà mai sconfiggere.
Ed anche se oggi dobbiamo costruire questa speranza in mezzo a tante e maggiori difficoltà non smettiamo di volere un mondo migliore, non smettiamo di lottare.

E ancora questo voglio dire ai bambini ed alle bambine, ai ragazzi ed alle ragazze oggi presenti.
Siate fieri di avere questi genitori.
Non potevate averne di migliori.
In loro, nel cuore, nei sogni e nell’intelligenza di ogni lavoratore c’è la speranza, c’è il coraggio di chi vuole cambiare il mondo.
Una cosa che solo le grandi donne ed i grandi uomini possono fare.

Questa grande amicizia che ci unisce sconfiggerà il grigio pensiero di chi, sentendosi forte, sa solo dimostrare arroganza, violenza e stupidità.

Tutti noi, invece, (anche voi, bambini e bambine) siamo le piccole formiche che, unite, sapranno far crollare la grande e marcia quercia "dell'imperatore", così che tutte le piccole piantine del mondo torneranno a vedere il sole.