Per il diritto ad una rappresentanza unitaria liberamente eletta dai lavoratori, nei luoghi di lavoro "Un
altro mondo è possibile non è una parole d'ordine che indica solo una possibilità, ma
innanzitutto la necessità di rompere lo stato di subordinazione all'interesse del
profitto a cui sono oggi costretti i bisogni sociali ed i diritti di intere popolazioni,
dei lavoratori e delle loro famiglie. E' anche un bisogno di maggiore partecipazione e di
democrazia che mette in discussione ed investe anche il modo di essere e fare oggi lotta e
organizzazione sindacale.
Così nel luglio del 2001 diverse RSU di
luogo di lavoro si riconoscevano nel grande movimento che da Seatle a Porto Alegre, fino a
Genova, aveva indicato una strategia fortemente efficace ed unificante per tutte quelle
forze che si riconoscono contro la globalizzazione e contro la subordinazione alle leggi
di mercato dei diritti e dei bisogni di intere popolazioni e dei lavoratori. La proposta dei "Bilanci
Partecipativi" (veri e propri "Bilanci Sociali di base") presentata e
assunta a Porto Alegre dal movimento antiglobalizzazione, è il modello a cui facciamo
riferimento per sconfiggere ogni tipo di concertazione e di neocorporativismo che da più
parti si tenta di imporre anche alle relazioni sindacali. La questione della democrazia sindacale,
ed in particolare del diritto dei lavoratori a poter avere ed eleggere liberamente le loro
rappresentanze unitarie di luogo di lavoro, è oggi una questione centrale, posta con
forza dallo stato di profonda divisione tra le organizzazioni sindacali confederali, così
come questa si è prodotta in luogo della scelta neocorporativa di Cisl ed Uil. Una scelta
a cui si contrappone la difesa della illusione concertativa che sta alla base dellopposizione
della Cgil. Nello scontro oggi aperto, lanello
debole, quello che rischia di saltare in breve tempo è quello della rappresentanza come
la conosciamo oggi. Le Rsu, pur con tutti i loro limiti hanno garantito e possono ancora
garantire una adeguata soluzione ai problemi della rappresentanza, soprattutto se si fosse
riusciti ad imporre una legge sulla rappresentanza e la democrazia che avesse potuto
modificare parte di questi limiti. A settembre ci sarà lo sciopero generale contro le
modifiche allart.18, ci sarà il contratto dei metalmeccanici, le Rsu dovranno
informare e fare esprimere i lavoratori sui contenuti del Patto per l'Italia firmato da
Cisl e Uil senza alcun mandato da parte dei lavoratori.. Tutti temi su cui, a nostro
avviso, le RSU hanno il diritto di potersi esprimere liberamente in quanto rappresentanza
dei lavoratori, ma ciò le esporrà inevitabilmente agli interessi di organizzazione che
in queste posizioni potrebbero non riconoscersi e che potrebbero portare alla fine delle
RSU ed al ritorno delle RSA. Da Genova, a partire dai quei principi, da quel bisogno di democrazia che il più vasto movimento esprime, come delegate e delegati che si riconoscono nel movimento "per un coordinamento nazionale delle Rsu", lanciamo quindi un Appello
perché il diritto dei lavoratori ad avere
una loro rappresentanza unitaria sia tutelato e difeso. Un appello che rivolgiamo alle
organizzazioni, alle delegate ed ai delegati di luogo di lavoro, ma soprattutto a tutti i
lavoratori.
Genova 19 luglio 2002
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