La classe operaia in Jugoslavia

colpita dai bombardamenti e dal modello liberista

“Zastava”

Una vergogna per l’Europa

 

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Dal 9 al 12 aprile 1999, una serie di raids della Nato bombardano e distruggono la Zastava di Kragujevac (fabbrica di auto e camion) che occupava 36.000 lavoratori.

Sono centinaia le fabbriche bombardate in tutta la Jugoslavia, ed assieme a queste sono colpite le strade, i ponti, le scuole, gli ospedali.

Oltre 3.000 le vittime civili. Oltre 700.000 i lavoratori disoccupati.

La “guerra umanitaria” della Nato si svela per quello che è. Una grande opera di distruzione per mettere in ginocchio un intero paese e per spianare la strada al nuovo mercato capitalistico ed alle sue leggi.

 

Indebolita da dieci anni di embargo, colpita dalla guerra, la classe operaia Jugoslava è oggi chiamata ad una difficile lotta di resistenza contro le conseguenze di una politica iperliberista con cui l’occidente capitalistico vuole ora affermare la sua egemonia politica ed  economica.

La Zastava di Kragujevac rappresenta un simbolo di questa lotta di resistenza, per la difesa della fabbrica, contro le privatizzazioni e le nuove leggi per il lavoro che mirano a smantellare i contratti di lavoro ed i diritti. Una lotta che è al tempo stesso una difficile ricostruzione sindacale e un rilancio del mondo del lavoro come soggetto protagonista di una ricostruzione sociale ed economica fondata sui valori dell’uguaglianza e della solidarietà.

 

Nell’ambito del programma di iniziative del Firenze Social Forum

 

Giovedì 7 novembre 2002

Dalle ore 9,30 alle 13

Presso la sede dello Snur Cgil di Firenze

In P.zza Indipendenza n.8 (3° piano) – 5 minuti a piedi dalla Fortezza da basso

 

Introducono e conducono i lavori

Anelli Lino (Cgil Lombardia) – Perini Fulvio (Cgil Torino)

 

Intervengono:

Ruzica Milosavljevic (del sindacato metalmeccanici Jugoslavo)

Rajka Veljovic - Radoslav Delic (rappresentanti sindacali della Zastava)

 

per informazioni - Rossi Alma - alma@pmp.it