Comunicato - Roma 10 gennaio 2003

 

Alla richiesta del movimento di sapere la verità sulla mattanza di Genova abbiamo visto rispondere, a più di un anno di distanza, con due ondate di arresti, una
prima e una dopo la richiesta di archiviazione degli atti dell'indagine sull'omicidio di Carlo Giuliani.
Ora, immediatamente dopo la pubblicazione di estratti dei verbali degli interrogatori di esponenti delle forze dell'ordine sul massacro della Diaz, la procura di Genova, in puro stile far west, acquista una pagina sul giornale di Genova "Secolo XIX" per pubblicare le foto di "due ricercati" ritenuti decisivi per l'indagine sui fatti del 20 luglio 2001, iniziativa che grazie alla pubblicizzazione sui TG nazionali della sera precedente, assume il carattere di una vera e propria "caccia al mostro" che si è risolta in un ignobile flop.

Giacomo e Simona sono due militanti della Confederazione Cobas che conosciamo e con i quali condividiamo la militanza per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, dei migranti, contro ogni guerra. Quel giorno, come molti di noi, erano in Piazza Paolo Da Novi (la "piazza tematica del lavoro dei diritti"), in attesa dell'arrivo di migliaia di lavoratrici e di lavoratori. Gli scontri verificatisi di lì a poco in quella piazza tra forze dell'ordine e "black block" hanno poi costretto i Cobas e le altre
realtà presenti nella piazza a spostare il concentramento a Piazzale Kennedy.

Rifiutiamo il tentativo di distorcere la realtà dei fatti, sempre più evidente anche a seguito delle confessioni sulla fabbricazione di prove e pretesti a giustificazione della repressione (come le molotov fatte ritrovare alla Diaz) e sempre più chiaramente finalizzati ad evitare l'individuazione delle vere responsabilità che erano e restano di coloro che hanno gestito l'ordine pubblico in quei giorni.

A questo ennesimo tentativo di dividere il movimento, di criminalizzarne alcune componenti ed in particolare il sindacalismo di base, possiamo dare una sola risposta:
come Giacomo e Simona e tutti gli altri che hanno manifestato contro il G8, non smetteremo di lottare per cambiare questo mondo.



Le delegate ed i delegati che si riconoscono nel
movimento per un Coordinamento Nazionale delle Rsu