| Comunicato - Roma 10 gennaio 2003
Alla richiesta del movimento di sapere la verità sulla mattanza di
Genova abbiamo visto rispondere, a più di un anno di distanza, con due ondate di arresti,
una Giacomo e Simona sono due militanti della Confederazione Cobas che
conosciamo e con i quali condividiamo la militanza per i diritti delle lavoratrici e dei
lavoratori, dei migranti, contro ogni guerra. Quel giorno, come molti di noi, erano in
Piazza Paolo Da Novi (la "piazza tematica del lavoro dei diritti"), in attesa
dell'arrivo di migliaia di lavoratrici e di lavoratori. Gli scontri verificatisi di lì a
poco in quella piazza tra forze dell'ordine e "black block" hanno poi costretto
i Cobas e le altre Rifiutiamo il tentativo di distorcere la realtà dei fatti, sempre più evidente anche a seguito delle confessioni sulla fabbricazione di prove e pretesti a giustificazione della repressione (come le molotov fatte ritrovare alla Diaz) e sempre più chiaramente finalizzati ad evitare l'individuazione delle vere responsabilità che erano e restano di coloro che hanno gestito l'ordine pubblico in quei giorni. A questo ennesimo tentativo di dividere il movimento,
di criminalizzarne alcune componenti ed in particolare il sindacalismo di base, possiamo
dare una sola risposta:
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