Sul documento che ri-costituisce in Fiom l'area "Lavoro e Società Cambiare Rotta"

Alla fine .......
la montagna ha partorito il topolino

Abbiamo seguito per mesi la strana ed incomprensibile polemica aperta del nostro  coordinamento nazionale confederale dell'area Lavoro e Società verso la Fiom e verso i compagni che in Fiom fanno riferimento all'area stessa.

Una polemica aperta direttamente nei confronti della Fiom che tra altri e bassi, uscite infelici immediatamente smentite (tipo quella di ridurre la tenuta della Fiom sui contenuti delle vertenze aperte ad un semplice atteggiamento settario e di indisponibilità pregiudiziale che veniva parificato all'intransigenza di un Cobas) mirava inspiegabilmente a ridurre l'efficacia dell'azione contradditoria che l'iniziativa della Fiom produceva sulle rinnovate disponibilità concertative della Cgil.

Chiariamo subito che non siamo tra quelli che considerano la recente esperienza della Fiom come sufficiente ed adeguata a mettere in discussione le propensioni concertative della Cgil, ma sicuramente ciò che la Fiom ha messo in campo i questi anni ha rappresentato un freno a delle derive concertative che il livello confederale sembrava ben più disponibile a praticare e che diverse categorie della Cgil non hanno mai smesso di praticare nonostante il tanto decantato documento congressuale unitario di Rimini indicasse a parole qualcosa di ben diverso. Una polemica quindi sospetta (quella sollevata dal nosto coordinamento nazionale dell'area verso la Fiom)  anche perchè non ha mai corrisposto ad alrettanta e ben più aspra polemica nei confronti di altre strutture della Cgil, sia confederali che di categoria esplicitamente orientate, con gli accordi firmati e con i patti con Cisl e Uil, a difendere (mediandola in peggio) la scelta concertativa.

Registriamo ora la conclusione formale di questa polemica con la decisione di alcuni dei compagni che in Fiom fanno riferimento all'area di consumare di fatto una scissione con il documento congressuale Rinaldini-Cremaschi che come area avevamo deciso di sostenere perchè in contrasto con il progetto della destra interna alla Fiom e perchè fortemete condizionante anche della stessa linea confederale della Cgil. Una scissione, realizzata da una minoranza di compagni, di fatto imposta dal nostro coordinamento nazionale confederale, che ha assunto questa decisione nonostante la maggioranza dei compagni che in Fiom fanno riferimento all'area, convocati a Milano lo scorso 5 gennaio, abbiano espresso un parere ed un orientamento diverso.

Ma per consumare una scissione così importante, in una categoria come la Fiom, in polemica con la sua stessa recente esperienza, bisogna che le motivazioni siano forti e ben argomentate. Aspettavamo quindi con ansia il documento che le avrebbe esposte ed ora, finalmente (oggi 23 febbraio) questo documento è stato consegnato alla presidenza del comitato centrale della Fiom. (il testo ed il suo commento sono riportati più avanti).

Proviamo ad analizzare il documento su cui viene ri-fondata, in Fiom, l'area categoriale di Lavoro Società - cambiare rotta", dichiarando fin da subito la nostra delusione per il basso livello del contenuto dello stesso, e per le paradossali contraddizioni tra quanto "Lavoro e Società - cambiare rotta" Fiom sostiene in questo documento, con le posizione e la pratica dell'area programmatica nelle altre categorie ed a livello Confederale.

A fare documenti dicendo cose scontate ed ovvie sono capaci tutti. Come non concordare, infatti, sull'idea che il sindacato deve essere autonomo dai Partiti, o che la piattaforma Fiom è debole rispetto alle necessità dello scontro di classe attualmente aperto.

Più difficile è riuscire a dire questo in Fiom, facendo finta di nulla su quanto di molto peggio sta invece succedendo in Cgil e nelle altre categorie, o, peggio ancora, su come nelle altre categorie "Lavoro e Società - cambiare rotta" sia schierata a difesa di accordi che contrattualizzano la legge 30, che comprimono i risultati salariali sui binari dell'impianto concertativo, dove la Cgil (sinistra sindacale compresa) per non rompere con Cisl e Uil accetta di non ricorrere allo strumento del referendum sugli accordi (vedi per ultima la consultazione che partirà a Marzo per il Ccnl dei Bancari).

A conti fatti, l'unica motivazione che ha portato alcuni compagni a presentare questo documento (scarno e vuoto di veri contenuti) per dichiarare la ri-costituzione di "Lavoro Società - cambiare rotta" in Fiom è essenzialmente una questione di "posti".

Nell'accordo per il documento congressuale Fiom con Rinaldini, i compagni che fanno riferimento all'area hanno prudentemente concordato che fosse salvaguardata la presenza dell'area in Fiom. Cosa che oggettivamente sembra essere stata rispettata. Non a caso a fare questa operazione di "uscita" dal documento congressuale che in Fiom ha contrastato il tentativo della destra Cgil di mettere le redini ai meccanici è solamente quella parte di apparato che ritiene di non aver avuto nella divisione dei posti, adeguati riconoscimenti.

A dirla tutta una questione che sta dietro all'operazione è la rottura del rapporto che esiste tra i compagni di "Lavoro e Società" che fanno riferimento a Cremaschi e quelli che fanno riferimento a Patta. In definitiva la cordata Pattiana non ha digerito il fatto che il congresso Fiom non abbia spostato a suo favore il peso tra le due anime dell'area in Fiom e quindi decide di "rompere l'area" e di costituirsi come area a sè forte dell'appoggio del coordinamento confederale.

A dimostrarlo è proprio il documento da loro presentato. In tutto il suo escursus non esiste una (una) motivazione plausibile per questa loro operazione in Fiom, mentre traspare con estrema chiarezza la loro rivendicazione di maggiori posti negli apparati.

Ma vediamo il documento .........................................

 

IL DOCUMENTO COSTITUTIVO

Alla luce dell’esperienza di questi mesi, il XXIII Congresso (anticipato) della FIOM non ha determinato un salto di qualità nel progetto politico rispetto a quanto contenuto nel documento conclusivo del XIV° Congresso della CGIL, anche se nel documento congressuale FIOM di maggioranza erano contenute positive intenzioni e formulazioni tese a rendere più incisive le conclusioni del congresso di Rimini.

Un giro di parole per non riconoscere nei fatti quel che la Fiom, con gli accordi separati, con la linea di sottoporre sempre piattaforme ed accordi al referendum tra i lavoratori, con lo scontro con Federmeccanica e con Film e Uilm, ha fatto e subito in questi anni per forzare, appunto, sulla linea della Cgil, dimostrandosi l'unica realtà che ha preso sul serio il documento congressuale di Rimini, a cui tutti (a parole) fanno riferimento, ma he nessuno (Fiom a parte) ha effettivamete fatto proprio. Basterebbe a riguardo confrontare i cedimenti delle altre categorie, sul salario, sulla legge 30, con quello che la Fiom (in completa solitudine) ha cercato di contrastare.

Nella realtà la gestione del pluralismo interno e l’appuntamento della piattaforma per il rinnovo del biennio economico 2005/2006 di FIOM-FIM-UILM ,che rimane in linea con quanto avvenuto in altre categorie, rappresenta un passo indietro rispetto al dibattito congressuale della Fiom,. Per questo diversi compagni hanno  espresso il voto d’astensione in comitato centrale e all’assemblea nazionale.

Notare come la questione del pluralismo (posti) sia messo al primo punto. Ma sopratutto va notato che si critica la Fiom (giustamente, anche se un po esageratamente visti i precedenti e le condizioni) per essersi allineata con la linea contrattuale delle altre categorie. Critica che, onestamente e con maggiore foga, gli estensori del documento dovrebbero quindi rivolgere a quelle parti di Lavoro e Società che nelle altre categorie hanno entusisticamente difeso quegli accordi. Ma di questo non si dice nulla.

Sul terreno della democrazia il compromesso realizzato con FIM e UILM pur segnando un significativo avanzamento si muove all’interno di un patto tra sindacati, non riconoscendo ai lavoratori la titolarità del CCNL e quindi il diritto a decidere, così come definito nel documento congressuale Fiom che, su questo punto, può essere un utile contributo per il prossimo congresso della CGIL.

Anche qui la loro critica è legittima, ma non credibile, visto che Lavoro e Società non ha mai posto la questione del referenum come discriminante nelle altre categorie e che, anzi, proprio nel recente numero del bollettino dell'area si giustifica bonariamente il fatto che la Cgil bancari ha accettato, per non rompere con Cisl e Uil, di non tenere il referendum sull'accordo.

Il consenso che Lavoro Società Confederale e FIOM diedero al Congresso anticipato si basava su una valutazione di condivisione dei contenuti e della maggioranza che in FIOM si veniva definendo a loro sostegno, nonché alla prospettiva di un impegno a dare vita in CGIL ad un percorso similare.

Discorso che andrebbe in realtà rivolto ai compagni di Lavoro e società delle altre categorie che non hanno per nulla riportato nelle loro categorie le contraddizioni aperte dalla Fiom in seno alla dialettica in Cgil, contribuendo non poco all'isolamento della Fiom stessa.

Il patto politico costitutivo del documento di maggioranza del Congresso anticipato FIOM prevedeva che pur sciogliendosi in una più ampia aggregazione, i compagni provenienti da Lavoro Società avrebbero mantenuto, confermandola, la loro adesione all’area confederale. Il progetto politico di LSCR è confermato e non è venuto meno con il congresso Fiom.

Infatti, tutti i compagni della Fiom che fanno riferimento a Lavoro e Società (anche quelli che non condividono la scissione che è stata imposta dal coodinamento nazionale dell'area) hanno mantenuto la loro adesione all'area confederale, non solo gli estensori di questo documento

Con questo atto le compagne e i compagni costituenti si pongono come un pluralismo della Fiom, da riconoscere e rispettare anche nella formazione degli esecutivi. Così non è avvenuto in diverse situazioni.

Qui gli estensori del documento producono la loro scissione dal resto dei compagni che in Fiom fanno riferimento all'area dichiarando praticamente che a loro (non tanto all'area) non sono stati dati adeguati riconoscimenti nella presenza degli esecutivi, e per questo si ri-costituiscono con l'intenzione di essere riconosciuti soggetti contrattuali per l'assegnazione di posti.

L’autonomia dal quadro politico e dai partiti è un elemento di identità della Fiom. La Cgil con il congresso di Rimini ha ribadito e praticato questo valore. L’autonomia è una aspetto mai dato una volta per tutte perché deve permeare costantemente l’azione della CGIL e della FIOM. Per questo non vediamo nessuna situazione che giustifichi l’introduzione, neppure in modo informale, di rapporti privilegiati con alcune forze politiche.

Richiamo scontato alla necessità di autonomia della Cgil dai Partiti (non bisogna essere coraggiosi per porre una questione su cui tutti si dicono d'accordo). Giusto il richiamo a non intrattenere rapporti privilegiati, neppure in modo informale con alcune forze politiche. Vogliamo sperare nell'intelligenza degli estensori quando pensiamo che questi non alludono a Rifondazione (che sulle lotte della Fiom si è spesa assai e più di tanti altri), o che comunque alludano anche a pezzi d'apparato Cgil che hanno veri e propri legami di dipendenza con i DS o con il PdCI, tra i quali diversi, proprio di Lavoro e Società.

Questo non solo per valutazioni di tipo generale ma per la necessità di costruire le più vaste alleanze possibili a sostengo delle rivendicazioni dei lavoratori metalmeccanici. Ciò non significa che la FIOM e la CGIL, a partire dai contenuti del proprio progetto politico, non debbano sentirsi parte dello schieramento che intende battere Berlusconi.

Quando una cosa è ovvia, è ovvio che è ovvia. Come per il richiamo all'autonomia anche qui non si produce alcuna distinzione. Su ciò che questi compagni affermano sono d'accordo tutti, da Epifani a Rinaldini, da Patta a Cremaschi fino al sindacalista più moderato che ci sia in Cgil

Con il direttivo CGIL del 9 Maggio si aprirà il percorso del XV° Congresso della CGIL che coinvolgerà tutti i lavoratori iscritti alla CGIL compresi quelli FIOM. I gruppi dirigenti confederali e delle categorie non potranno che essere eletti secondo la dinamica del Congresso della CGIL.

Ovvio anche questo. Ma allora .... perchè questa scissione a due mesi dal congresso Cgil ???

A conclusione di queste valutazioni riteniamo necessario e opportuno ricostituire Lavoro Società in FIOM; con le prime adesioni già consegnate al presidente del Comitato Centrale, adesioni che rimarranno aperte sino all’avvio del congresso confederale.

Diciamo, a questo punto, onestamente che se tutto quanto detto sopra rappresentano le motivazioni sufficienti perchè alcuni di quelli che si riconoscono nell'area (la cui sensibilità e presenza nessuno nega in Fiom) decidono di rompere col documento Fiom Rinaldini-Cremaschi, ci troviamo proprio di fronte al nulla (per quanto riguarda il merito) a dimostrazione che i loro obiettivi sono in realtà ben altri. Se sulla base di queste deboli motivazioni (che a leggerle bene si riducono ad una semplice dicharazione di generica perplessità) si è deciso di riaprire lo scontro congressuale in Fiom, cosa dovremmo fare allora (come area) in Cgil e nelle altre categorie ??? Le barricate ???.

L’orientamento di Lavoro Società confederale di mantenere l’area nel prossimo XV° Congresso, indipendentemente dalla forma in cui questo si articolerà, è motivazione non secondaria a conforto di questa nostra decisione in FIOM.

Questa si che è una notizia. Gli estensori del documento si prendono la responsabilità di dire che Lavoro e società ha deciso che continuerà ad esistere anche se si decidesse di non fare il documento alternativo al congresso Cgil. Non ci sembra che questa sia la posizione di Lavoro e Società, ma bensì la posizione di alcuni. Cremaschi, ad esempio, ha sostenuto invece in un recente attivo dei compagni Fiom dell'area che è necessario andare al prossimo congresso Cgil con un documento alternativo a quello della maggioranza, e così si sono espressi molti altri. Per conto di chi parlano allora gli estensoi del documento, visto che mai fino ad ora l'area è stata convocata per decidere nulla a riguardo ?? Sicuramente parlano, più che per conto dell'area, per conto di chi, in Lavoro e Società, ha già deciso  (di suo e senza mandato alcuno) di andare al prossimo congresso con un documento unitario. Dichiarare, in un documento ufficiale che "L’orientamento di Lavoro Società confederale di mantenere l’area nel prossimo XV° Congresso, indipendentemente dalla forma in cui questo si articolerà" è una responsabilità non piccola assunta da questi compagni i quali avrebbero fatto meglio a dire che "loro" la pensano così e non certo l'area nel suo insieme che ancora, per altro, non ha avviato alcuna discussione ufficiale nè tanto meno ha preso ancora alcuna decisione in proposito.  Anche in Fiom, ad esempio, i compagni che non hanno aderito alla scissione (la maggioranza) ma che mantengono la loro adesione all'area confederale, e che quindi rimangono a tutti gli effetti compagni di "Lavoro e Società", la pensano esattamente all'opposto, come molti altri in altre categorie del resto.

Per questo riteniamo importante che il prossimo congresso della CGIL, sulle istanze che Lavoro Società – Cambiare Rotta propone, in riferimento alle politiche generali, chiarisca le posizioni rispetto al possibile documento unitario con CISL e UIL sul modello contrattuale per il superamento delle regole del 23 Luglio 1993

E' ovvio che Lavoro e Società debba fare sentire la sua voce in merito alla discussione sul nuovo modello contrattuale (anche se ancora non si sa che posizione abbia l'area al di la della scontata e generica difesa del contratto nazionale) ma questo che c'entra con un documento rivolto alla Fiom che proprio sulla difesa della democrazia, del contratto nazionale e contro la legge 30 si è dovuta sostenere, da sola ed in completa solitudine, lo scontro con Confindustria, con le derive neocorporative di Cisl - Uil, e in certe situazioni con la stessa Cgil e con il coordinamento nazionale della nostra area?

Ribadiamo che Il sostegno alla piattaforma per il rinnovo del biennio 2005/2006 non viene messo in discussione dalla costituzione di LS in FIOM nonostante permangano alcune preoccupazioni e divergenze, già espresse, riguardo a taluni punti che richiederanno una soluzione positiva nel corso della trattativa.

Più generici di così si muore. Abbiamo capito che sulla piattaforma 2005-2006 vengono sollevate perplessità, ma quali?? Certo anche a noi la piattaforma Fiom, sottoposta a pesanti pressioni della Cgil per mediare con Cisl e Uil, appare insufficiente, ma tanta perplessità sulla piattaforma Fiom dovrebbe portare gli estensori del documento ad inorridire nel leggere le piattaforme e gli accordi che nelle altre categorie vengono invece difese e sostenute proprio dagli esponenti di Lavoro e Società.

Consegnando, come da regole vigenti in Cgil, questo documento costitutivo al presidente del direttivo Fiom, proponiamo il governo unitario dell’organizzazione.

Ed eco la proposta di restare però nel governo unitario della Fiom. Quindi non si capisce il perchè di così tanto rumore e casino trascinato per tutti questi ultimi mesi ?? La montagna, infine, partorisce il topolino.

Lavoro Società ha sempre ricercato fino in fondo, sul terreno dei contenuti, la possibilità di ampie convergenze. Su questo punto come da regole della Cgil spetta al Segretario generale una risposta alla nostra proposta.

Consegnato alla Presidenza del CC Fiom del 23 Febbraio 2005

In definitiva, a leggere il documento, tutta l'operazione appare di una inconsistenza paurosa e dimostra tutta la sua pretestuosità, mirata unicamente a rompere l'unità dei compagni dell'area in Fiom ed a cercare di ottenere il riconoscimento per alcuni di questi compagni (quelli legati alla cordata Pattiana) a diventare soggetti contrattuali all'interno della Fiom nell'assegnazione di posti ed incarichi, di un loro specifico peso nell'organizzazione.

Una operazione questa ancor più incomprensibile e che dimostra il suo piccolo cabotaggio se confrontata col fatto che fra qualche mese soltanto si apre il congresso della Cgil, unico titolato a ridefinire, sulla base del consenso congressuale, i nuovi rapporti tra le aree programmatiche congressuali, sempre che ci siano documenti congressuali alternativi da sottoporre agli iscritti, unici titolati a fondare e legittimare col loro consenso l'esistenza ed il peso in Cgil delle singole aree programmatiche congressuali.

Di questo deve oggi discutere l'area e su questo bisogna andare velocemente a delle scelte. Ben altro quindi che queste polemiche sollevate sulla Fiom che tanto tempo hanno rubato alla discussione dell'area e tanta confusione hanno contribuito a sollevare.

23 febbraio 2005

Delegate e delegati RSu che aderiscono a Lavoro Società - Cgil e che si riconoscono nel movimento "per un coordinamento nazionale delle Rsu"