CGIL-CISL-UIL

devono proclamare uno sciopero generale

per fermare l’inutile e distruttiva guerra

 

APPELLO

Noi, lavoratori, delegati R.S.U. e sindacalisti, esprimiamo la nostra più ferma contrarietà alla decisione della NATO di risolvere con una guerra contro la Serbia problemi politici ed etnici, che da lungo tempo sono alla base del conflitto in Kossovo.

Non giustifichiamo in alcun modo, anzi condanniamo le persecuzioni ed i nazionalismi etnici da qualsiasi parte essi arrivino, ma la guerra è uno strumento distruttivo che non risolve ma amplia tutti i problemi e gli orrori che si vorrebbero risolvere bombardando il territorio Serbo.

Anche a fronte del recente fallimento del tentativo Russo di riaprire un tavolo negoziale, che apre scenari preoccupanti sui prossimi sviluppi del conflitto, chiediamo al Governo Italiano di rivedere la posizione assunta in occasione del dibattito parlamentare realizzato il 26 marzo scorso e di dissociarsi, anche nel rispetto del ripudio alla guerra sancito dall'art. 11 della nostra Costituzione, da ogni collaborazione, partecipazione e sostegno anche logistico, ad una azione di guerra che lo stesso popolo Italiano non condivide nè desidera e che non contribuisce in alcun modo alla soluzione di nessuno dei problemi aperti.

Al Governo Italiano chiediamo di operare per la cessazione immediata di ogni azione di guerra e per la ripresa di ogni possibile tentativo e sforzo diplomatico per la soluzione politica delle controversie aperte.

Invitiamo quindi tutti i lavoratori, tutti i delegati RSU ad aderire alle iniziative contro la guerra che si stanno organizzando ovunque nel nostro paese.

Il mondo del lavoro forte di una cultura di pace e di convivenza democratica, che nel nostro paese, ha forti e robuste radici culturali, sociali e storiche, può e deve contribuire a fermare questa catastrofe facendo sentire la voce del dissenso verso l’inutile e pericoloso atto di forza.

Sentiamo la necessità e l'urgenza di costruire e preparare una forte risposta dai luoghi di lavoro, per dare voce e visibilità a quel bisogno di pace e democrazia che proprio il mondo del lavoro ha contribuito a rendere elemento fondativo della nostra Costituzione.

Chiediamo a CGIL-CISL-UIL di costruire una forte e chiara risposta unitaria di tutto il mondo del lavoro agli orrori ed agli errori della guerra.

Proponiamo di costruire, dai luoghi di lavoro, dai delegati RSU, dai sindacalisti, da chi non condivide il ricorso alla guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, una forte mobilitazione nazionale che prepari la proclamazione di una giornata di lotta contro la guerra.

 

FERMIAMO LA GUERRA

 

 

NOTA ORGANIZZATIVA:

Chiediamo a chi aderisce a questo appello di divulgarlo e di attivarsi a raccogliere ed a inviarci il maggior numero di adesioni.

Nei prossimi giorni ci adopereremo per raccogliere tutte le adesioni possibili al presente appello per una mobilitazione generale e nazionale del mondo del lavoro contro la guerra.

A breve informeremo tutti su una eventuale e possibile riunione nazionale per valutare, anche alla luce delle condizioni, come procedere per costruire ed organizzare lo sviluppo di questa proposta:

Le adesioni devono indicare oltre il nominativo anche l'azienda o la struttura sindacale di appartenenza e vanno poi inviate nel minor tempo possibile a:

Anelli Lino – Alternativa Sindacale CGIL Lombardia - fax 02-2480944

Alma Rossi - email - alma@pmp.it
indirizzo email del coordinamento delle delegate e dei delegati eletti nelle RSU -
coord.naz.rsu@ecn.org
sito internet del Coordinamento RSU http://www.ecn.org/coord.rsu/