LA CHIUSURA DELLA TREPCA
a cura di Emiliano Di Marco

KOSOVSKA MITROVICA
24 Agosto

Le operazioni della KFOR e dell'UNMIK, per la chiusura della fabbrica TREPCA di Svecan (zona Nord di Mitrovica), sono iniziate durante la notte, alle 3:30 del mattino, del 14 agosto. Circa 800 soldati del contingente inglese, a rinforzo dei soldati del contingente spagnolo e danese e la gendarmerie Francese (l'operazione ha complessivamente coinvolto 900 militari), sostenuti da una squadriglia di elicotteri, sono entrati nella fabbrica alle 4:30 del mattino dopo averla circondata. Alla missione, contrariamente a quanto dichiarato da Repubblica e da altri organi di stampa italiani non hanno preso parte i carabinieri.
Per spiegare cosa stava succedendo, ai lavoratori della fabbrica e agli abitanti della zona, circostante sono stati lanciati dagli elicotteri dei volantini, opportunamente stampati in Macedonia, i volantini informavano anche che le truppe britanniche del secondo reggimento reale avrebbero pattugliato la zona di modo che maggiore sicurezza venissa garantita allo staff dell'UNMIK.
Nello stesso volantino gli inglesi si auguravano la collaborazione della popolazione locale. Dopo 10 minuti l'ingresso nella fabbrica, 150 soldati della KFOR entravano nell'hotel Trepca di Svecan. Dopo aver sfondato la porta hanno avuto uno scontro con tre guardie di sicurezza, una delle quali rimaneva ferita. Successivamente l'UNMIK metteva in sicurezza l'edificio.
La KFOR circondava intanto l'edificio amministrativo della TREPCA che veniva occupato dai soldati alle 6 del mattino dopo aver informato gli impiegati delle loro intenzioni.
Alle 4:45 intanto la strada che collega Mitrovica a Svecan, l'unica strada che dalla parte serba consente di raggiungere il nord, veniva bloccata, il traffico e' stato interrotto fino alle 6 del mattino. Anche l'accesso alla strada che collega Svecan a Raska veniva bloccato. Alle 4:00 una unita' speciale dell'UNMIK, una squadra pakistana, entrava nel motel "Rudare" dove ha sede il comitato della FRY per la cooperazione con l'UNMIK. Secondo fonti serbe, durante le perquisizioni venivano feriti due membri dello staff dell'ufficio, i quali venivano tratti in manette per essere dopo meno di un'ora rilasciati. L'operazione "VULCANO", il suo nome in codice, e' terminata alle 6:35. A quell'ora la polizia giordana dell'UNMIK e la KFOR occupavano la "Radnicki Dom" della TREPCA , sede della radio S, la radio serba di Svecan, gia' precedentemente oggetto di una richiesta di cessazione temporanea delle attivita' per un'ordinanza dell'UNMIK. Oltre alla chiusura della Radio veniva sequestrato anche l'equipaggiamento. La polizia esibiva una ordinanza del commissario per i media dell'OSCE, Simon Haselock, l'istanza di chiusura sarebbe ufficilamente legata al non possesso della regolare documentazione. In realta' l'attivita' della radio, una delle 2 di mitrovica, l'altra e' Radio Mitrovica (emittente albanese), era nota per l'acceso nazionalismo delle sue trasmissioni.
Le motivazioni addotte per la chiusura della fabbrica, effettuare dettagliate analisi sulle emissioni gassose nell'aria, erano state annunciata tempo fa, gia' il 26 novembre 1999. Un dossier dell'International crisis group, raccomandava di istituire un "commissione di studio sull'impatto ambientale dell'impianto minerario di Trepca e della fonderia di Zvecan" come primo passo per prendere il controllo del ricco complesso minerario (oltre 40 centri di estrazione) e possibilmente di farlo prima delle elezioni in Serbia "in modo che l'opposizione potrebbe ricorrere all'argomento che la perdita di Trepca sia colpa di Milosevic" (vedi il manifesto del 19 marzo 2000).
Succesivamente alle riforme costituzionali nella FRY per la definizione di un sistema elettorale presidenziale, un'opportuna campagna di stampa orchestrata dai quotidiani albanesi, facesi si che la chiusura della fabbrica di Svecan venisse considerata imminente. Va pero' considerato che, oltre alla possibilita' di operare un'intervento di questo tipo per colpire Milosevic, cosa poco credibile visto che anche le opposizioni serbe hanno stigmatizzato l'intervento, anche in Kossovo siamo alla vigilia di delicate elezioni politiche, nelle quali le ipotesi di sviluppo economico della regione vengono contese tra i partiti a partire proprio dalla definizione delle ipotesi di ristrutturazione e riassetto proprietario della Trepca.
Ciononostante la mattina del 14 agosto 250 operai si sono recati al lavoro.
Alla vista dei soldati una trentina di quadri di fabbrica, si insediavano, rifiutandosi inizialmente di discutere con i rappresentanti dell'UNMIK prima di aver parlato con il direttore della TREPCA, Bieljc, colpito da un decreto di espulsione per violazione della risoluzione 1244: violazione della sovranita' territoriale e aver messo a repentaglio la salute della pololazione.
Al security breefing venivano riportate notizie di scontri con la KFOR. Agli scontri con la KFOR avrebbe partecipato anche una parte della popolazione residente accorsa in seguito alla sirena d'allarme azionata dagli operai asseragliatisi all'interno della struttura.
Gli operai avrebbero accolto i soldati della KFOR con una fitta sassaiola, i soldati britannici avrebbero risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma. Negli scontri 6 operai serbi e 4 soldati britannici sarebbero stati feriti. Gli scontri sarebbero avvenuti intorno alle 8-9 del mattino.
Successivamente, riportata la calma, il comando francese chiedeva ai soldati inglesi di lasciare la fabbrica, condizione posta dai lavoratori serbi per iniziare il dialogo con l'UNMIK(i soldati inglesi hanno presso i serbi la fama di essere filoalbanesi). I soldati inglesi hanno partecipato alle operazioni di chiusura della TREPCA come rinforzo, non operando nell'area di Mitrovica, al contrario dei danesi che operano in questa municipalita', mentre gli spagnoli che operano nella zona italiana sono presenti con un battaglione a presidio delle zone di Confidence di Mitrovica, secondo il sistema di turnazione che la KFOR adotta qui.

l'UNMIK poi provvedeva a iniziare a pagare gli stipendi. Gli stipendi ammonterebbero a 1250 dinari al mese(50 DM) a tutela del potere di acquisto delle famiglie, praticamente il doppio di quanto percepivano precedentemente, i salari erano rimasti pressocche' sui livelli del periodo precedente la guerra mentre il tenore di vita della citta' e' notevolmente aumentato anche per effetto della presenza degli "internazionali". L'UNMIK ha garantito agli operai che verrano garantiti i salari per tutta la durata di chiusura della fabbrica.. Alcuni operai avrebbero inizialmente rifiutato il salario (fonte security breefing).
Le operazioni di pagamento sono proseguite fino al 24 agosto. Durante queste operazioni, sono stati pagati gli operai in possesso di documento di identificazione registrati sul libro paga anche nel periodo precedente la guerra, e' stato cosi' riscontrato che la forza lavoro realmente impegnata corrispondeva ad un numero nettamente inferiore a quello dichiarato, molti dei lavoratori registrati erano nel frattempo deceduti o anadti via dalla citta'. Al 23 di agosto risulta che 2500 dei 4000 lavoratori della Trepca hanno ritirato il salario.

Alle ore 13 del 14 agosto le attivita' produttive sono terminate definitivamente, con la cooperazioone dei lavoratori e dei tecnici serbi.

Nelle ultime settimane, rivelazioni scientifiche fatte da esperti francesi riportavano un tasso di piombo nell'aria 200 volte superiore ai minimi indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanita'. L'elevato livello di inquinamento era comunque constatabile, la citta', sopratutto dall'inizio della stagione estiva, per effetto della bassa pressione atmosferica che ha interssato l'area, era avvolta da una foschia che stava rendendo l'aria irrespirabile.Il livello di inquinamento era notevolmente aumentato nei giorni precedenti l'operazione Vulcano, fonti non ufficiali sostengono che difatti il regime produttivo era stato portato ai livelli massimi. Bernard Kouchner nella conferenza stampa tenuta a Mitrovica il giorno dopo l'operazione rendeva pubblici i risultati degli esami condotti dalle equipes scientifiche. "Abbiamo riscontrato dagli esami del sangue una quantita' di piombo di 95.73 microgrammi ogni 100 millilitri, laddove il livelli minimi sono di 10 o 20 microgrammi per ml. Quando ero ministro della sanita' in Francia, i casi di intossicazione da piombo ammontavano a 5-10 per anno su una popolazione di 60 milioni di abitanti. Qui a Mitrovica siamo al livello di 160 casi per anno."

Fonti (non ufficiali) ci hanno informato di un incontro tra Ivanovic e rappresentanti dell'UNMIK e della KFOR, nei giorni precedenti l'occupazione della fabbrica, in relazione allo scenario che si stava aprendo a Mitrovica, due giorni prima erano stati arrestati 12 serbi in possesso di armi e radio portatili, nei loro confronti all'atto dell'arresto non erano state formalizzate accuse. Altri 9 arresti erano previsti per la notte del 14 agosto, ma a seguito delle richieste di Ivanovic sarebbero stati rinviati. Ivanovic avrebbe riferito alla KFOR che in caso di nuovi arresti la situazione sarebbe diventata esplosiva e che in questo caso non avrebbe potuto garantire il controllo della situazione.

I commenti dalla parte serba sull'occupazione della fabbrica sono particolarmente duri.
"È un furto" ha attaccato il ministro iugoslavo dell'informazione, Goran Matic. "Torneremo a Trepca per rimettere in funzione la fabbrica che appartiene ai cittadini di questo paese".
Dalle miniere della fonderia si estraggono, oltre al piombo, metalli pregiati come zinco e cadmio nonché oro e argento. La fabbrica, piu' che valore economico ha un'importanza simbolica per le comunità rivali: nel 1989 i dipendenti di etnia albanese furono infatti licenziati da Trepca, in seguito alle loro proteste sindacali.
Il presidente del SNC di Mitrovica, Oliver Ivanovic, ha protestato in una dichiarazione ufficiale, sostenendo che la chiusura della fabbrica e' una mossa politica che nulla ha a che vedere con le sue emissioni
inquinanti. Secondo Ivanovic la decisione e' dovuta alle pressioni degli albanesi che vogliono controllare la fabbrica:
''E' ipocrita -ha detto- parlare di inquinamento dopo che tutto Kosovo e' stato bombardato con uranio impoverito''
Un consorzio di imprese incaricato dall'Onu dovrà ristrutturare la fabbrica. "Sedici milioni di dollari sono stati stanziati per rimettere a norma la fabbrica Zvecan", ha detto Kouchner.
Sarebbero (fonti non ufficiali) in arrivo dal Belgio i macchinari necessari per l'adeguamento degli impianti della Trepca.


Mitrovica e' una citta' caratterizzata dalla presenza di questo dinosauro.
Gli albanesi sono convinti che la Trepca rappresenti un tassello fondamentale per l'economia del Kossovo, convinzione che hanno contribuito a rafforzare anche i serbi asseragliandosi prprio a ridosso di quest'area. L'opinione comune degli albanesi e' che le risorse siano utilizzate appena al 20% del potenziale produttivo.
La Trepca in realta' riveste piu' un carattere simbolico che economico. La fabbrica era il collettore delle circa 40 miniere presenti nel nord del Kossovo, e il sottoutilizzo del "Kombinat" e' dovuto piu' che altro al collasso dell'intero sistema negli ultimi dieci anni. i Kombinat yugoslavi erano stati concepiti come raccordo tra le varie repubbliche, l'intelaiatura industriale della Yugoslavia era organizzata per far si' che nessuna repubblica avesse una struttura industriale autonoma.

Uno degli slogan piu' scanditi, durante le manifestazioni studentesche del 1981, era "La TREPCA lavora, Belgrado costruisce!". La fabbrica avrebbe esportato dal 1989 per 117.000.000 di USD.

Il controllo delle attivita' della fabbrica viene considerato dagli albanesi uno dei passaggi cruciali per la normalizzazione dell'economia kossovara, attualmente drogata dalla presenza degli "internazionali".

RIQUADRO 1: LA LEGGENDA DELLA TREPCA

L'origine del nome Trepca deriva da una antica leggenda, con questo termine venivano indicate le donne preparate per il matrimonio. Molto tempo fa, narra la leggenda, un nativo di queste parti ebbe una bellissima figlia. Quando la ragazza crebbe e divenne pronta per il matrimonio i genitori vollero prepararla al meglio. Il giorno del matrimonio la ragazza fu vestita e ornata dalla testa ai piedi, d'oro e d'argento. Da allora Trepca divento' il vestito nuziale delle ragazze che andavano in spose, decorato d'oro e d'argento. E questa parola era sinonimo di bellezza.
I libri antichi non ci riportano se Trepca era degli illiri, dei dardani o degli albanesi. Una cosa e' certa: "Trepca" e' stata sfruttata dai romani, dai sassoni, dai turchi, dagli inglesi e dai serbi.

Il nome "Trepca" viene menzionato nei documenti storici per la prima volta nel 1303 d.c.
Viene riportato in un documento che in Stan Terg – Trepca, la piu' importante miniera, venivano lavorati piombo, zinco, argento e oro; l'oro e l'argento venivano usati per coniare le monete.

La storia moderna della Trepca comincia invece a Londra, con la societa' "Selection Trust Ltd. London", fondatrice della impresa "Trepca Mines Limited". L'atto di costituzione della societa' reca la data 9/12/1927. I serbi avevano vonduto agli inglesi i diritti di sfruttamento delle miniere. Durante la seconda guerra mondiale "Trepca" divenne invece un importante obiettivo delle truppe di occupazione nazifasciste.
La fabbrica e le miniere scamparono i bombardamenti degli alleati per le pressioni dei partigiani di Tito.
Dopo la seconda guerra mondiale la Trepca venne nazionalizzata e divenne patrimonio dello stato federale Yugoslavo.




RIQUADRO 2: SCHEDA TECNICA TREPCA

IMPIANTO (KOMBINAT) Miniero-Metallurgico-Chimico "TREPCA"

  1. MINIERE della'area TREPCA-Stan Terg

E' la piu' grande, piu' ricca e piu' antica zona mineraria del Kossovo. E stato stimato che dal 1927 sono stati estratti 40 milioni di tonnellate di minerale grezzo, ricco di zinco, argento, oro, cadmio, etc.
Attualmente nella miniera di Trepca in Stan Terg ci sono 13 livelli sotterranei di estrazione di minerale grezzo fin sotto il livello del mare (il che significa fino a 1000 metri sotto terra). E' stato stimato che le risorse ancora sfruttabili ammontano a circa 450.000-500.000 tonnellate di minerale e che con un pianta d'organico di 1500-1700 operai e un aggiornato livello di meccanizzazione degli impianti, la miniera puo' lavorare per altri 40 anni, solo in questa area.
Ricerche geologiche sono in corso per verificare la possibilita' di sfruttamento delle risorse oltre il periodo stimato.

  1. Miniere dell'area di PRISHTINA

Le prime testimonianze sullo sfruttamento di queste miniere risalgono agli inizi della dominazione ottomana. Le miniere dell'area di Prishtina hanno ricominciato ad essere sfruttate deopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1967 sono state incorporate nell'organizzazione amministrativa della TREPCA, all'apogeo del suo massimo sviluppo organizzativo. Nello stesso anno fu realizzato l'impianto di Badovc con una capacita' di trattamento dei minerali pari a 900.000 tonnellate all'anno. Le miniere dell'area di Prishtina sono ricche di piombo, zinco, argento, oro, cadmio e altri minerali grezzi.

Miniera di Ajvala
Una ricca miniera di minerali grezzi di piombo e zinco. E' strutturata in 9 livelli sotterranei e 9 livelli intermedi. Ricerche geologiche condotte in questo complesso minerario riportano che quest'area e' ricca di minerali fino ad un livello di 850 metri di profondita'.

Miniera di "Novo Berda"
Una miniera di 9 livelli, il livello piu' basso raggiunge i 510 metri sotto terra. Questa miniera e' ricca di piombo, zinco, argento, e minerali grezzi di oro.

Miniera di Badovci
6 livelli sotteranei, ricerche geologiche stimano la possibilita' di aprire altri tre livelli, ricchi di piombo, zinco, argento e altri minerali grezzi.

Miniera di Kishnica
5 livelli di profondita', il livello piu' basso raggiunge i 520 metri sotto terra. Anche questa miniera e' ricca di piombo, zinco, argento, oro, cadmio.

  1. Miniere dell'area TREPCA di Leposavic

Miniera di "Belo Brdo"
Ricca di minerali grezzi di piombo, zinco, argento, oro, e cadmio.

Miniera di "Koporic"
Ricca di piombo e zinco

Miniera di Crnac e miniera di Zuta Prlja
I minerali di queste miniere vengono trattate nell'impianto di Leposavic, capacita' di trattamento dell'impianto: 900.000 tonnellate annue di minerale grezzo.



IMPIANTO METALLURGICO DI "FLOTTAZIONE" TREPCA

I minerali estratti dalle miniere venivano trattati nelle strutture metallurgiche. Nel periodo 1937-39 furono costruiti 5 forni e una ciminiera alta 120 metri. 10 anni dopo (1949) sono stati costruiti altri 6 forni e un forno ad esplosione.
Da allora il ritmo produttivo ha sostenuto una media 150.000 tonnellate di piombo grezzo, 100.000-120.000 tonnelate di piombo raffinato (piombo al 99.99% secondo la terminologia adottata alla Trepca).
Una piu' cospicua produzione e' stata realizzata dall'ultimo ammodernamento degli impianti (risalente al 1977).
I piani di sviluppo ed investimento per la produzione del piombo, fino all'espulsione dei lavoratori e degli esperti albanesi, prevedevano una lavorazione piu' adeguata agli standard tecnologici, e agli standard di protezione ambientale.

La struttura della Trepca metallurgica dispone comunque di:
- Impianto produzione piombo.
- Raffineria per piombo, oro e argento
- "Smelter Plant" e un vecchio accumulatore della capacita' di 20.000 tonnellate annue

Programma di produzione metallurgica e di raffineria

Lingotti di piombo (qualita'99.99% Pb)
Dimensioni:         1=90X70X550 mm
Peso:   35-38 Kg

Lingotti di Lega di piombo (Pb+Sb)
Dimensioni:         1= 9 X 70 X 50 mm
Peso:   35-38 Kg

Lingotti di Argento (qualita'99.99%)
Dimensioni:         1 = 110 X 90 X 310 mm
Peso:   28-30 Kg

Lingotti d'oro (qualita' 99.99 % )
Dimensioni:         65x 50 X 215 mm
Peso:   11-13 Kg


Impianto Metallurgico per la produzione dello Zinco di MITROVICA

E' stato inaugurato 30 anni fa, all'epoca la produzione degli elettroliti di zinco ammontava a 30.000 tonnellate all'anno.
15 anni dopo e' stato implementato l'impianto per portarlo ad un regime produttivo di 80.000 tonnellate l'anno.

Programma di produzione dell'impianto metallurgico per lo zinco:

Barre di Zinco elettrolitico (qualita' 99.99%)
Dimensioni:         440 X 220 X 55 mm
Peso:   30-32 Kg

Barre di Cadmio (qualita' 99.95%):
Dimensioni:         385 X 295 50 mm
Peso:   8-9 Kg

Barre di Lega di Zinco
Dimensioni:         450 X 150 X 50 mm
Peso:   14-15 Kg.

Acido solforico (H2So4) 95.98 %

Ossido di Zinco (Zno) prodotto in sacchi da 25 Kg

Polvere di Zinco , prodotta in contenitori metallici da 100 Kg.

CAPACITA' DI TRATTAMENTO DELLA TREPCA

Dal 1967, con licenza della VARTA, una delle principali attivita' della Trepca e' legata alla produzione di batterie (produzione chimica di energia). La fabbrica di batterie e' stata installata utilizzando le piu' moderne tecnologie dell'epoca. Il regime produttivo arrivava a sfiorare le 35.000 tonnellate, di diversi tipi
tipi di batterie.
Con la costruzione dell'impianto di produzione delle batterie a Peja nel 1980, il "Kombinat" ha completato il suo programma produttivo.
La fabbrica di Peja ha una capacita' produttiva di 12.000 tonnellate annue, la produzione era concentrata sulla realizzazione di batterie per auto, veicoli da trasporto (treni, camion etc.), batterie per ospedali, etc.
La fabbrica produceva anche ossido di piombo e piombo minium, prodotti usati anche per la fabbricazione delle porcellane, delle ceramiche, e del vetro.
In Gjilan fu poi costruita la fabbrica di Nickel Cadmio batterie, fabbrica che elabora i materiali prodotti negli impianti metallurgici di zinco e cadmio.


Fabbrica di munizioni da caccia Trepca di Skenderaj
Produceva anche per i mercati internazionali
Fabbrica "Famipa" TREPCA di Prizren
Produceva prodotti di metallo: coltelli, prodotti d'oro e d'argento e materiale elettrico. La fabbrica e' considerata, dagli albanesi, altamente competitiva per i suoi costi di produzione.

Fabbrica per la finalizzazione dello Zinco "METALIKU TREPCA" Djakova
Produzione di chiodi e tubi; possedeva la fama di avere in organico personale altamente specializzato.

Fabbrica TREPCA di VUSHTRRI
Produzione di fogli di zinco, attualmente il programma di produzione prevede la lavorazione anche su altri tipi di metalli, anche se le strutture non sarebbero adeguate alle nuove lavorazioni

Industria chimica TREPCA di Mitrovica
Produzione di fertilizzanti per uso agricolo
Nata nel 1963 la produzione annuale ammontava a 100.000 tonnellate di superfosfati, 110.000 tonnellate di NPK e tutte le combinazioni di NPK fertilizzanti, e 5000 tonnellate di alluminio solfato.
Questa fabbrica suppliva ai bisogni agricoli del Kossovo.

Fabbrica di vernici Trepca di Vushtrri
Produzioni di vernici per costruzioni, vernici protettive, soluzioni chimiche.

Alla struttura amministrativa Trepca appartenevano anche:
Trepcatrans : trasporti industriali su gomma e su ferro, TrepcaCommerci: struttura amministrativa per la collocazione dei prodotti sui mercati.
Inoltre all'amministrazione della Trepca facevano riferimentole seguenti strutture:
TrepcaBanka, Centro elettronico TREPCA, Trepca Energie, Standard Trepca (rete di centri di vendita per i lavoratori, attivita' ricreative e assistenza medica)

La Trepca aveva complessivamente 21.350 tra lavoratori ed esperti di tutti i profili.

La Trepca ha realizzato un prodotto complessivo ammontante a 350.000.000 $, corrispondente ad 1/5 del prodotto interno lordo del Kossovo.
Il record delle esportazioni risale al 1988 quando furono esportate merci per 190.000.000 (DM).






RIQUADRO 3: LE VOCI DEI GIORNALI

UNA SPECULAZIONE NON INTENZIONALE SULLA RIATTIVAZIONE DELLA TREPCA
La reazione di Aziz Abrashi alla conferenza stampa sulla TREPCA di ieri
Kosova Sot 27 Luglio

Dopo la conferenza stampa del Sindacato Indipendente dei Minatori di Kosova (ISKM), tenutosi ieri a Prishtina, oggi a Mitrovica Aziz Abrashi, presidente del Managing Board of Trepca ha rilasciato una dichiarazione a mezzo stampa.
"Nella conferenza stampa di ieri, intenzionalmente o non intenzionalmente, il presidente dell'ISKM ha dichiarato che l'accordo intrapreso dalle organizzazioni internazionali con i minatori prevede la riapertura delle attivita della Trepca per il mese di settembre e che sono stati gia' individuati i finanziamenti per il reintegro di 200 lavoratori. Non ho intenzione di polemizzare con questa afermazione, ma la verita' a mio parere e' un'altra:
- Nei colloqui con i rappresentanti dell'UNMIK e delle altre organizzazioni, abbiamo appreso che l'UNMIK al piu' presto pubblichera' un concreto programma sulle eventuali possibilita' di attivazione di alcune delle produzioni strategiche della Trepca "


IN SETTIMANA LE TRUPPE FRANCESI CHIUDERANNO LA FABBRICA TREPCA DI SVECAN
Astrit Gashi - Koha Ditore
Prishtina, 9 Agosto

"Le Truppe francesi in questi giorni intraprenderanno un'azione per fermare i lavori della Trepca di Svecan", ha riferito al Koha Ditore una fonte della KFOR. La fabbrica di Svecan e' l'unica delle strutture industriali di questo complesso che, in Kosova, ha continuato a lavorare nell'ultimo anno, liberando nell'aria i suoi gas velenosi –principalmente piombo – considerati molto dannosi per la salute.
Sembra che l'azione della KFOR sia connessa con la pubblcazione dei dati relativi ad alcune ricerche condotte sulle emissioni gassose "Queste ricerche hanno dimostrato che il livello di inquinamento prodotto da quest'impianto e' enormemente superiore ai livelli consentiti".
Una indagine effettuata, su richiesta del ministro della difesa francese, e' approdata al risultato secondo il quale la fabbrica di Svecan e' responsabile della presenza nell;aria di un livello di piombo pari a 600 microgrammi, ovvero oltre 100 volte il livello considerato tollerabile.
Le forze danesi della KFOR, che operano nella zona nord del Kossovo, hanno consigliato alle donne del loro contingente di aspettare due o tre mesi prima di programmare una gravidanza, una volta rientrate nel loro paese. Cio' in quanto il piombo e' particolare pericoloso per la salute dei bambini durante la gestazione.
Medici militari, ogni tre mesi e prima del rimpatrio, monitorano lo stato di salute dei soldati.
L'attivita' produtiva a Svecan e' stata a lungo tenuta nascosta all'UNMIK e alla KFOR, ai quali veniva asserito che non venivano effettuati processi di lavorazione e fusione dei metalli. Un fumo rosa, visibile da ogni parte della citta' di Mitrovica, rendeva trasparente questo segreto. Alla fine le autorita' serbe di Svecan e l'UNMIK hanno dovuto confermare che la struttura stava continuando le attivita' prduttiva, ma nessuno ha mai chiarito chi fossero i beneficiari di queste lavorazioni. Susan Manuel, portavoce dell'UNMIK, ha confermato mercoledi' che la Trepca sta lavorando metalli, anche se ha dovuto ammettere che non si hanno informazioni sulle lavorazioni che vi vengono effettuate, da dove provengano i minerali e quale sia la loro destinazione. Il sindaco di Svecan, in un'intervista al nostro giornale ha dichiarato che "l'impianto di Svecan provvede alla sopravvivenza di 4.000 famiglie operaie in questa municipalita'".
Ha inoltre aggiunto di non sapere da dove arrivino i materiali lavorati e dove vengono inviati successivamente.
Precedentemente, Mr. Burnam Kavaja, uno degli ex-manager della Trepca aveva dichiarato che "l'impianto e' fornito da due miniere che sono sotto il controllo dei serbi e dalle miniere della serbia" (Sic). "In pratica i serbi stanno lavorando in maniera indipendente e non stanno ricevendo nessun impedimento", ha detto aggiungendo che: "questo non sta avvenendo con le altre miniere che si trovano nell'area sud di Mitrovica, ovvero la zona dove la KFOR e l'UNMIK hanno un effettivo controllo".



INTERVISTA AL SINDACO DI SVECAN, Dr. DESIMIR PETKOVIC al ZERI
10 agosto - ZERI
(…)
ZERI: Gli albanesi non riconoscono la municipalita' di Svecan, che e' stata stabilita con il consenso dei radicali di Seselj
PETKOVIC: Non sono d'accordo con questa affermazione arbitraria. La Municipalita' di Svecan esiste sin dal 1955, nella sua dimensione amministrativa all'epoca comprendeva le citta' di Mitrovica e Srbica (Skenderaj). L'attuale disegno amministrativo risale al 1990.
ZERI: A quanto ammonta il numero degli immigrati (si riferisce ai serbi N.d.T.) nella municipalita' di Svecan, proveninti da altre regioni del Kosovo?
PETKOVIC: La municipalita' di Svecan comprende 35 villaggi, compresi in 9 comunita'. Tre di questi villaggi sono albanesi: Zhazhe, Boletin e Lipe. La municipalita' ha 13.000 abitanti compresi i 4.700 immigrati provenienti da varie parti del Kosovo.
ZERI: Quanti albanesi risiedono a Svecan, come vivono? Sono esposti alle minacce dei serbi? Possono lasciare il nord?
PETKOVIC: Stando all'ultima registrazione, a Svecan ci sono 371 albanesi. Ma non so quanti siano tuttora. So che incontro spesso alcune di queste famiglie, per me sono cittadini come gli altri e possono vivere qui come era prima della guerra.
(…)
ZERI: Venendo a Svecan abbiamo potuto constatare che dalla ciminiera della Trepca fuorisciva del fumo. Che tipo di lavorazioni stanno avvenendo all'interno? E che tipo di concentrato di piombo ne esce fuori? I minerali lavorati provengono dalle Miniere del Kosovo?
PETKOVIC: Il fumo e' chiaramente un segno del fatto che la TREPCA sta continuando a lavorare. Io ho lavorato per 22 anni alla TREPCA. La lavorazione del piombo sta continuando. Non so in che misura. In relazione ai minerali, essi provengono da miniere della Serbia. Alla TREPCA lavorano 4.000 operai, che non hanno altro per vivere che la fabbrica. Se moltiplichiamo questo numero per il numero medio dei componenti un nucleo familiare in quest'area (4 persone) possiamo vedere che la fabbrica da' sussistenza a 16.000 persone. Dove vanno i prodotti lavorati, cosa si produce e perche' e deciso su questo semplicissimo dato.
(…)

LO STATUS DELLA TREPCA E' STATO DECISO
Marko Janksic del Serbian National Counccil di Mitrovica
Glas Jasnosti – 11 Agosto

MITROVICA Lo status della Trepca e' stato deciso probabilmente da rappresentative del nostro stato e rappresentanti dell'UNMIK e della KFOR senza informare i lavoratori.
"Mi dispiace che questa decisione causera' incidenti", ha detto Janksic alla conferenza stampa, " Sarebbe giusto che i lavoratori venissero adeguatamente informati su quello che sta succedendo realmente", ha successivamente aggiunto.
Janksic considera l'allarme sull'inquinamento un pretesto per effettuare un furto alla comunita' serba "i serbi non staranno a guardare. Mi aspetto che il direttore della Trepca, Beljic si assuma la responsabilita' di guidare i lavoratori allo scontro con le organizzazioni internazionali" Ha inoltre sottolineato che il SNC non voleva prendere parte ai lavori del Comitato per il rientro dei Profughi promosso da Kouchner, ma la decisione fu cambiata affinche' il SNC non venisse accusato di essere di ostacolo per organizzare il rientro dei serbi.
"Ma il lavoro del comitato e' inaccettabile!Il comitato propone solo di riportatre i serbi nelle enclaves"

MITROVICA E' LA CITTA' PIU' INQUINATA D'EUROPA
Astrit Gashi – KOHA DITORE – 11 Agosto

Pristina – Molti cittadini di Mitrovica dovranno sottoporsi ad analisi del sangue affinche' ne venga accertato il livello di piombo, cio' in conseguenza di una lettera inviata dal partito dei verdi di Mitrovica all'amministratore regionale, con competenza sull'area di Mitrovica, Graham Nash.
Fonti dell'UNMIK riportano che Graham Nash "avrebbe promesso di chiudere l'impianto entro tre settimane".
Inizialmente era stato pensato di evacuare i cittadini che vivono nel raggio di un chilometro dall'impianto.
Nel frattempo sono stati avviati anche i test sul sangue degli animali da allevamento. i risultati potrebbero essere resi noti gia' lunedi'.
Numerosi test hanno gia' accertato il grado di pericolosita' dell'impianto. In un libretto pubblicato dall'UNMIK viene riferito che il livello di piombo nel'aria ha ecceduto i livelli del 1991. A quell'epoca risale l'ultimo rapporto sull'inquinamento della zona di Mitrovica, fu redatto da una commissione di esperti dell'ONU e dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', il rapporto fu pubblicato nel 1992.
Il rapporto arrivava alla conclusione che Mitrovica aveva il piu' alto livello di inquinamento da piombo in Europa. Allo stesso modo il livello del piombo nel sangue degli abitanti di Mitrovica era diverse volte piu' alto della media.
"Il piombo e' veleno", era scritto nel pamphlet, "penetra nel corpo umano attraverso l'aria, il cibo, il contatto delle mucose con la polvere." Il piombo risiede nel corpo temporaneamente, ma una lunga esposizione a questo metallo puo' farne stabilizzare la presenza nei tessuti grassi e nelle ossa per anni.
L'OMS ha determinato che il piu' alto livello di piombo consentito corrisponde a 0.5 Microgrammi per metro cubo. "I bambini e le donne in stato di gravidanza sono le piu' esposte ai rischi del piombo. i danni che ne possono conseguire si manifestano attraverso ritardi nello sviluppo mentale e fisico dei bambini. Si tratta di danni non curabili."
Alla conferenza stampa di giovedi' il portavoce dell'UNMIK ha dichiarato che "i livelli di piombo nell'aria nella municipalita' di Mitrovica sono 200 volte superiori il limite indicato dall'OMS".
Precedentemente i verdi di Mitrovica avevano chiesto la costituzione di un gruppo di esperti per condurre ricerche sugli adeguamenti tecnologici che necessita l'impianto di Svecan per essere portato a norma.
Fonti albanesi riferiscono inoltre che la ciminiera ha subito dei danni, e che e' possibile osservare il fumo uscire dalle finestre della fabbrica.
Recentemenre il ministro della difesa francese ha messo in guardia i propri operatori nella missione di peacekeeping sulla grave minaccia che incombe sulla loro salute. Nella comunicazione veniva rilevato che il livello di inquinamento ha superato i 100 microgrammi per metro cubo raggiungendo in giugno il livello di 600 microgrammi per metro cubo.
La produzione dello zinco nella fabbrica di Svecan era stata nascosta alle autorita' internazionali.
Niels Henrick Hooge, segretario internazionale dei verdi, una delle personalita' che si e' attivata di piu' per segnalare il grave stato di inquinamente nella nostra regione, ha denunciato la gravita' della situazione in una lettera aperta molto dura al colonnello Alain Cheffson nella quale veniva affermato che " Se l'amministratore Graham Nash non predisporra' le misure adeguate per chiudere l'impianto i verdi europei chiederanno le sue dimissioni."
Fonti non ufficiali ci hanno informato che la fabrica verra' chiusa entro il 1 settembre. Immediatamente verra' nominata una commissione di esperti per valutare le capacita' tecnologiche dell'impianto.
Il leader dei serbi di Mitrovica, Oliver Ivanovic, ha definito le voci sulla chiusura dell'impianto un pretesto politico che non e' relazionato all'inquinamento di Mitrovica.
La chiusura dell'impianto appare ora inevitabile ma arriva dopo un'anno di ritardo, nel frattempo la produzione e' andata avanti. Tutti hanno potuto assistere al fumo provenire dallo stabilimento e l'UNMIK ha dovuto piu' volte ammettere di non conoscere il tipo di lavorazioni che venivano effettuate all'interno.
"La fabbrica di Svecan ha ripreso un ritmo produttivo normale a giugno", sostiene Niels contestando l'affermazione dell'UNMIK secondo la quale solo a novembre dell'anno scorso le attivita' sarebbero ripartite.

LO STATUTO DELLA TREPCA E' STATO DEFINITO SOTTO UNA NUBE DI PIOMBO
Ibrahim Rexhepi – KOHA DITORE, 11 Agosto

Puo' accadere che tra alcuni giorni, a coloro che oggi parlano sulla loro presunta leggittimita' nelle scelte per il futuro della Trepca, di trovarsi di fronte alla risoluzione di fatto di tutti i problemi, sia sotto il profilo organizzativo che proprietario.
Non c'e' nulla di nuovo. E' gia' accaduto nel caso della fabbrica di cemento di Hani Te Elezit, i cui direttori, in Svizzera, hanno saputo per ultimi che la fabbrica era stata venduta. Qualcosa che puo' accadere presto per la Ferronikel di Drenas (Gllogocit). Una prima dichiarazione di uno dei tre responsabili aziendali della Trepca (Nominati dall'UNMIK N.d.T.), Aziz Abrashi, sosteneva che l'UNMIK sta lavorando sul problema del riassetto della Trepca, in collaborazione con le rappresentanze albanesi.
Sebbene non sia conosciuto esattamente l'indirizzo avviato, uno dei maggiori collaboratori di Jolly Dixon , Renco Daviddi ha dichiarato che l' UNMIK si sta interessando al problema "anche se il tempo datoci non va a nostro favore."
Il leader dei serbi di Mitrovica, Oliver Ivanovic, parlando del problema dell'alto livello di inquinamento da piombo nell'aria, ha dichiarato all'agenzia BETA: " ho la sensazione che qualcuna delle autorita' del nostro Stato sia in trattativa con l' UNMIK per la definizione dello status della Trepca".
Le rappresentative del Sindacato dei Minatori di Kosova (ISKM) hanno dichiarato che la fabbrica di Zvecan riprendera' a lavorare il primo settembre di questo anno, cosa che e' stata negata da Aziz Abrashi , il quale ha detto: " che vorebbe definire un'ipotesi che permetta ad almeno un gruppo di team di esperti di iniziare le attivita'in attesa di qualcosa di piu' concreto."
Un elemento importante : l'UNMIK ha nominato Salome come coordinatore per la Trepca. Nessuno sa che i colloqui sul futuro della Trepca hanno preso uno sviluppo serio.
Gli incontri si stanno conducendo da oltre un mese, nonostante cio' nessuno delle rappresentative presenti ai negoziata vuole commentare cosa sta succedendo. i rappresentanti della Comunita' Internazionale ci hanno informato, tra gli altri, che la prossima settimana verra' probabilmente formata la struttura organizzativa del consorzio che si occupera' della ritrutturazione.
Michael Keats ,portavoce dell' UNMIK, ha riferito che entro un mese verra' formato il consorzio, l'unica struttura in grado di poter prendere decisioni importanti per la Trepca. Nel corso dell'ultimo mese i lavori relativi all'assetto del "kombinat" si sono fatti intensi . Nella meta' dello scorso mese si e' tenuto a Skopje un importante incontro tra direzione aziendale serba della Trepca e I rappresentanti del dipartimento economico dell'UNMIK.
Non ci sono informazioni ufficiali su questo meeting ma ci e' stato fatto capire che sarebbe stato raggiunto un compromesso con gli azionisti della Trepca.
Gli affari della Trepca erano stati disdetti , molte delle compagnie straniere in possesso di quote azionarie della Trepca avevano fatto giungere loro dichiarazioni in relazione all'assetto attuale delle proprieta' .
Rozan, uno degli azionisti francesi, ha tenuto un incontro con tutte le parti interessate,l' UNMIK, lo staff di Aziz Abrash, lo staff di Safet Merovci e Novak Bjelic, nel tentativo di preservare il proprio capitale investito. Anche la compagnia greca " Mytilineos", che, sostiene aver investito oltre mezzo miliardo di dollari nella Trepca, ha fatto giungere attraverso gli organi di stampa le proprie preoccupazioni.
Le parti albanesi hanno replicato chiaramente, con un vocabolario patriottico,che tutto cio' che e' stato fatto durante l'ultimo anno non e' loro responsabilita': " Tu non fai parte della Trepca", sono le parole indirizzate alle compagnie francese e greca volate durante uno di questi meeting.
L' UNMIK la pensa diversamente, durante il processo di transizione, se succedera' che una delle parti mettera' davanti a tutto i propri interessi, la soluzione del problema avverra' per via giudiziaria.
In ogni caso il modo in cui e' stato risolto il problema degli assetti proprietari della fabbrica di cemento di Hani I Elezit ,ci ricorda come potrebbe essere risolto il problema della Trepca.
Ci sara' quindi un consorzio a Mitrovica, cosi' come la soluzione del problema della fabbrica di cemento ci lascia l'impressione di un compromesso, la svizzera "Holder Bank" aveva precedentemente negoziato con i direttori dell'azienda.
Nel consorzio della Trepca possono entrare francesi, greci o altri a condizione che serbi e albanesi lo accettino.




LA TREPCA PUO' FAR RIPARTIRE LE ATTIVITA' PRODUTTIVE TRA TRE ANNI
Mitrovica, 14 Agosto – Kosova Sot

Rappresentanti delle Nazioni Unite hanno riferito lunedi' che saranno necessari da 1 a 3 anni per le iniziali riparazioni del complesso minearrio della Trepca. La KFOR ha preso il controllo della struttura, a causa dell'alto inquinamento che stava procurando all'ambiente circostante. Attualmente l'UNMIK controlla l'interro complesso e sta incaricando un consorzio di compagnie minerarie per le operazioni di ristrutturazione delle industrie del Nrd del Kosovo. "Ora possiamo iniziare il lavoro per riportare in vita la trepca e restituirla alla popolazione di questa regione", ha detto Kouchner. Sono stati stanziati circa 16 milioni di dollari di aiuti dall'Unione Europea, USA, Francia, Italia, Olanda e Svezia, che saranno versati alla ITT Kosova Consortium Ltd. Una Joint Venture con la partecipazione della TEC – Ingenierie de France, Boliden Contech (Svezia) e Morrison Knudsen International (USA).
La Trepca dispone di 14 miniere che producono piombo, zinco, oro e argento; 9 flotation, 2 impiati metallurgici e 14 altre fabbriche.
Tutte le struture sono in uno stato mierevole e la maggior parte di esse sono irreparabili. Una analisi condotta da esperti ha concluso che alcune parti del complesso devono essere messe in sicurezza. Ingegneri italiani in alcune strutture hanno dovuto fare degli urgenti interventi per evitare l'allagamento e il cedimento delle strutture di alcune mine.
Il consozio ITT ha sgia' individato quali strutture possono sopravvivere e quali necessitano di urgenti interventi per far ripartire le attivita'. Bernard Salone, un consigliere economico di Kouchner ha richiamato l'attenzione sul fatto che saraanno necessari forse tre anni per vedere riprendere l'attivita' della trepca a regime.

La trepca produceva un'enorme quantita' di piombo, circa 90.000 tonnellate all'anno, prima della fine della Yugoslavia. Nell'ultima decade le attivita' si sono praticamente ridotte a nulla. Dopo l'intervento della Nato l'anno scorso e la fuga dei serbi nelle zone nord del Kosovo, nelle loro mani era rimasta solo la fabbrica di Svecan. Dal giugno dell'anno scorso erano ricominciarte le attivita', che pero' erano risotte solo al 10% delle attivita' produttive. Il sindaco di Svecan, Desimir Petkovic, ex direttore della Trepca ha dichiarato alla Reuters : "le attivita' della Svecan sono sotto il 10%, anzi precisamente sono intorno al 6% del potenziale produttivo." A Febbraio la Tanjug riportava una dichiarazione di Bjelic, manager della trepca che sosteneva che quest'anno la Trepca aveva programmato di produrre 46.500 tonnelate di piombo, 25.000 tonnelate d'argento e 100 kg. d'oro. Osservatori internazionali ci riferiscono che in verita' non ci sono possibilita' che questi obiettivi possano essere raggunti: "E' solo un desiderio, dovrebbero disporre di minerali concentrati allo stato grezzo tra le 70.000 e le 100.000 tonnellate. Non e' possibile che ne sappiano con esattezza la composizione di minerali estraibile. " ha riferito un uomo d'affari alla Reuters. Nel 1998, l'ultimo anno produttivo che e' stato chiuso regolarmente la Trepca ha prodotto solo 40.000 tonnellate di piombo.

ZVECAN E' DI NUOVO TERRITORIO DI KOSOVA
Mitrovica 14 Agosto – DITA

Il presidente del Serbian National Council, Oliver Ivanovic, ha dichiarato ai mezzi di comunicazione la sua insoddisfazione sull'azione condotta dalla KFOR e dall'UNMIK per l'occupazione della fabbrica di Svecan. L'Intervento delle truppe britanniche e' stato definito inaccettabile. Brutale e intollerabile l'azione intrapresa dai soldati nei confronti delle proteste dei lavoratori. Ha inoltre annunciato che l'esecutivo del SNC e', dall'evento, in assemblea permanente. "Non accettermo che la Trepca venga rilevata da altri, la fabbrica e' una raggione fondamentale per la vita dei serbi di questa regione."
L'UNMIK prendera' il controllo della fabbrica, dopo l'azione militare.
(…)

I SOLDATI DELLA KFOR PRENDONO LA TREPCA
15 Agosto – Blic

La Trepca e' una societa' per azioni. Il suo staff esecutivo e' sotto il controlo delle autorita' di Belgrado. Le ragioni dell'operazione condotta dalla KFOR sono legate alle emissioni inquinanti della fabbrica e al rifiuto di collaborare dei dirigenti. Kouchner ha dichiaratop che l'UNMIK fino alla riabilitazione della fabbrica paghera' gli stipendi 600 operai piu' 1200 lavoratori "che e' il nuemro dei lavoratori della Trepca nel nord del Kosovo. Non ci sono ragioni per temere l'arrivo dei lavoratori albanesi.".
Il presidente del Serbian National Council, Oliver Ivanovic, accusa la direzione della Trepca di non aver fatto nulla per proteggere la fabbrica: "Sapevamo che l'UNMIK stava programmando questa azione ed avevamo avvisato la direzione aziendale. E' umiliante assistere l'UNMIK che chiama i lavoratori a gruppi di 15 alla volta, per ritirare i loro stipendi".




"LA NOSTRA NON E' UNA SOCIETA' STATALE MA UNA SOCIETA' PER AZIONI"
Le dichiarazioni di Bjelic
15 Agosto – Blic

L'UNMIK sta cercando di prendere il controllo della Trepca, ma la societa', ha dichiarato Bjielic : "Non e' piu' statale dal 1996, e' una societa' per azioni al 100%". Gli azionisti ha dichiarto Bjelic sono: la Jugobanka, la Beogradska Banka, Dunav Osiguranje, Termoelektro, Inos e Geneks di Belgrado, 14 Oktobar di Krusevac, Gosa di "Smederevska Palanka", una compagnia di Mitrovica con il 2,7 % di azioni attraverso la Jugobanka e altri piccoli azionisti.
La direzione della trepca aveva annunciato il 19 luglio che ogni eventuale violenza e illegale occupazione della fabbrica avrebbe avuto conseguenze catastrofiche, in ordine all'organizzazione produttiva e alla aricaduta che avrebbe avuto sui lavoratori.
Ancora prima, il 29 maggio, la direzione della Trepca e gli azionisti avevano intrapreso un'azione legale contro la misione internazionale dell'UNMIK per le conseguenze causate dalla chiusura della struttura metallurgica per la lavorazione dell zinco nella zona sud di Mitrovica.
I danni sono stati stimati in un milione di dollari.
Inoltre un'altra istanza e' stata presentata contro Kuchner, per uso arbitrario della sua autorita' nella chiusura della fabbrica a sud.
A giugno, le condizioni per la produzione erano nettamente diminuite, la comunita' internazionale ha di fatto preso sotto il suo controllo tutte le principali attivita' produttive della provincia.
Una fonte dalla Serbia riferisce di un'incontro tenutosi a Skopjie tra dirigenti della trepca e rappresentanze dell'UNMIK. Le negoziazioni sono cominciate a luglio e proseguite ad agosto. Successivamente e' stato annunciato che erano stati individuati i fondi per la ristrutturazione delle strutture che verra' affidata ad un consorzio di imprese. E' poi iniziata la campagna sull'impatto ecologico della trepca.


SOLO UNA POLITICA RAGIONEVOLE PUO' SALVARE IL KOSOVO
Blic 15 Agosto

"La chiusura della Svecan e' una mossa pericolosa e puo' rappresentare l'inizio di un nuovo esodo per i serbi della Metohija.", ha detto al nostro giornale Vojislav Kostunica, presidente del Partito Democratico Serbo e candidato ufficiale dell' opposizione democratica alle prossime presidenziali. Kostunica ha detto che l'occupazione della Trepca e' stata condotta dalla KFOR per assicurare, in un futuro non molto lontano, agli interessi delle compagnie straniere il controllo della fabbrica e delle miniere della regione, cosi' come sara' per l'azienda elettrica. "E' il motivo per il quale la TREPCA e' stata risparmiata dalle bombe, l'anno scorso."
Kostunica inoltre ritiene che la Trepca sia stata oggetto di una trattativa tra Bernard Kouchner e Milosevic.
"Un uomo non puo' salvare il Kosovo, solo una ragionevole politica puo' centrare questo obiettivo. Il Partito Democratico serbo ha questo obiettivo." ha aggiunto poi commentando la dichiarazione di Vuk Draskovic. Draskovic, presentando la candidatura ufficiale di Mihailovic del Partito per il Rinnovamento serbo , ha detto ai media "solo Mihailovic puo' salvare il Kosovo."
Kostunica nel corso della conferenza stampa ha criticato aspramente le mosse dell'Amministrazione Americana, lamentando che il loro sostegno alle opposizioni sta in realta' rafforzando la candidatura di Milosevic. Kostunica, inoltre, giudica altrettanto destabilizzante per il fronte democratico la visita del direttore della CIA in Bulgaria. Secondo il candidato dell'opposizione, la visita, come stato riportato dai principali mezzi di comunicazione bulgari, attiene alle strategie per la preparazione della secessione del montenegro dalla Yugoslavia. Kostunica ha infine detto che le opposizioni democratiche devono essere presenti nelle elezioni in Montenegro, "La strategia di boicottaggio decisa da Djukanovic" temo possa diventare un boomerang".




L'ESPULSIONE DI BJELIC
Vecerjie Novosti 15 agosto

Il general manager della Trepca, Novak Bjelic ha confermato ai giornalisti che nella notte in cui le truppe della KFOR entravano nella fabbrica e' stato arrestato e tenuto in stato di detenzione, senza nessuna spiegazione.
"Sono stato prelevato dalla polizia dell'UNMIK nella mia abitazione alle 23:30, i poliziotti si scusavano con me dicendomi che Kouchner, un uomo, che io non ho nessun problema nel definire un criminale e un fabbricatore di democrazia fascista, ha dato loro ordine affinche' mi facessero immediatamente lasciare il territorio di Kosovo e Metohija. Venivo inoltre informato che in nessun modo avrei potuto fare ritorno a casa." Bjelic ha inoltre aggiunto che se la KFOR ha intenzione di utilizzare le lavorazioni della Trepca, "scoprira' che dovra' farlo con propri mezzi visto che in nessun modo gli ingegneri si metteranno al loro servizio."

LA DIREZIONE AZIENDALE DELLA TREPCA ANNUNCIA RICORSO CONTRO L'OCCUPAZIONE DELLA FABBRICA. LE INSINUAZIONI SULLA VENDITA DELLA FABBRICA SONO FALSE. PIU' DI 400 OPERAI HANNO ACCETTATO L'ASSISTENZA DELL'UNMIK, RICEVERANNO 1250 DINARI AL MESE IN BANCONOTE DA 100 NUOVE DI ZECCA.
Blic - 16 Agosto

La direzione aziendale della Trepca ha annunciato che si adoperera' con tutte le misure legali a loro disposizione per difendere la proprieta' .
Allo stesso tempo, 200 lavoratori e cittadini di Svecan tenevano una manifestazione di protesta davanti ai cancelli della fabbrica.
Nel comunicato diramato dopo il consiglio d'Amministrazione straordinario che si e' tenuto dopo l'occupazione da parte della KFOR, vengono sdegnosamente rigettate le accuse di vendita dell'impianto, e si annunciano dure azioni legali.
Il general manager della Trepca non ha rifiutato di incontrare le rappresentanze dell'UNMIK ma non ha mai intavolato con loro nessuna trattativa volta a discutere gli assetti proprietari .
"L'occupazione delle strutture e' stata fatta senza il nostro consenso, l'allarme lanciato sull'impatto ambientale serve solo per coprire altri interessi".
Il Consiglio d'Amministrazione ha dato mandato al direttore generale, Bjelic, di studiare un temporaneo piano di lavoro di modo che venga garantito il potere d'acquisto delle famiglie dei lavoratiri.
La folla che si era radunata sotto i cancelli ha terminato la manifestazione quando e' stato loro annunciato dal direttore della compagnia, Svetislav Pavlovic, che era in corso una seduta straordinaria del consiglio d'amministrazione, pertanto i manifestanti avrebbero dovuto aspettare nuove indicazioni. Pavlovic avrebbe invitato i lavoratori a non accettare l'assistenza della Trepca. nello stesso tempo 400 lavoratori attendevano di essere pagati poche centinaia di metri piu' in la', all'ingresso della fabbrica. i lavoratori hanno riferito che i rappresentati internazionali hanno pagato gli stipendi in banconote da 100 dinari, nuove di zecca, cosa che ha sorpreso tutti.
La produzione e' stata fermata il giorno prima, allo stato attuale nessuna delle 33 ciminiere della Trepca e' in funzione. Anche gli altoforni A e B sono fermi.


FLASHBACKS

LA LOTTA PER TREPCA
di Tanja Jakobi - ("NIN", 16 marzo 2000)


Bernard Kouchner, capo della missione UNMIK, ha nominato a marzo a Kosovska Mitrovica i giudici del tribunale presso il quale Evangelos Mytilineos, l'imprenditore greco che si occupa di commercio in metalli, ha registrato ufficialmente un'ipoteca sui reparti di metallurgia dello zinco e del piombo, le sezioni più preziose del conglomerato minerario-metallurgico Trepca. Tra le numerose rivendicazioni proprietarie riguardanti Trepca, l'UNMIK dovrà in ogni modo tenere in maggior conto quella greca. Non solo perché si tratta di un'azienda nota e di grosse dimensioni, le cui azioni sono quotate presso la borsa di Atene, ma anche per il fatto che la Grecia è membro dell'UE, e oltretutto ha un ruolo molto importante nella risoluzione della situazione politica in Jugoslavia. ("I greci sono assolutamente quelli che si fanno sentire di più", ha detto a "NIN" una fonte UNMIK, e il direttore della telecom greca OTE recentemente, dopo essere stato in visita a Belgrado, ha incontrato anche Kouchner). Tenendo sempre un piede dentro Trepca, Mytilineos, ritenuto un amico della parte serba (cosa che oggi gli costa molto e che non perde occasione di negare) sta giocando su alcuni fronti paralleli. "Chiunque voglia conquistare il controllo di Trepca dovrà innanzitutto trattare con noi", ha dichiarato l'anno scorso l'imprenditore greco al "Financial Times". Mytilineos, ancora nel 1996, sei mesi prima dell'acquisto della Telecom serba, era stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione della OTE. La produzione di Trepca rappresentava solo il dieci per cento del giro d'affari della società Mytilineos, ma è un elemento della strategia balcanica dell'azienda greca, che ha forti interessi d'affari in Macedonia e Romania. Insieme alla Bulgaria, si tratta dei quattro punti di concentrazione chiave della produzione di piombo e zinco nei Balcani.

Dopo l'acquisto di impianti metallurgici per la lavorazione del piombo e dello zinco in Romania, Mytilineos, secondo quanto riferisce il "Financial Times", è molto prossimo alla conclusione di un analogo contratto con la società macedone "Veles", che in passato aveva rapporti produttivi con Trepca. Anche se recentemente un funzionario dell'azienda greca ha detto che è evidente che il problema in Kosovo non verrà risolto in breve tempo, Mytilineos ha fatto sapere all'UNMIK che sarebbe ben disposto a rilevare Trepca e a investire denaro per la sua ricostruzione. "Sarebbe un lavoro molto redditizio", afferma una fonte belgradese vicina a questa società, e questo nonostante i grandi debiti, le tecnologie in parte invecchiate e i recenti saccheggi. Un giornale greco ha recentemente dichiarato che Mytilineos sta cercando con fretta una risoluzione per tirarsi fuori dalla situazione del Kosovo. Secondo le valutazioni di Aziz Abrashi, direttore generale di Trepca fino al 1989, questo conglomerato copriva una quota del 25 per cento della produzione industriale complessiva del Kosovo. In un recente studio dell'International Crisis Group [...] si esamina nei dettagli la posizione di Trepca e si consiglia all'UNMIK di prenderne il controllo, impedendo un vincolo tra quest'ultima e il "regime di Slobodan Milosevic", ma allo stesso tempo si chiede di creare una direzione mista serbo-albanese per le miniere. In ottobre, l'UNMIK ha dichiarato che nominerà un amministratore di Trepca che risolverà le complicate questioni proprietarie, ma non si è ancora impegnata nella risoluzione di tale problema. "Nulla lascia pensare che qualcuno verrà presto nominato a tale carica. La questione della proprietà di Trepca viene affrontata in circoli ristretti dell'amministrazione civile e rappresenta in qualche misura un tema-tabù", hanno detto a "NIN" fonti vicine all'UNMIK. "Trepca" è ufficialmente nel portafoglio dell'UE all'interno dell'UNMIK e la strategia finora adottata prevede che come primo passo vengano messe in atto misure mediante le quali le miniere, e l'intero complesso (che altrimenti, secondo fonti serbe, è stato seriamente danneggiato e saccheggiato) possano essere sicuri per il lavoro. A quanto si dice, gli italiani hanno dato una certa quantità di denaro affinché i minatori vengano dotati di attrezzature e vengano riparati gli ascensori e i generatori. La seconda fase prevede l'elaborazione di un piano per il futuro sfruttamento - innanzitutto, bisognerà determinare come "Trepca" verrà amministrata e se alcune sue parti verranno date in leasing, oppure se verranno indette delle concessioni o addirittura la vendita di una parte del conglomerato. Le stesse fonti affermano che l'UNMIK sta trattando contemporaneamente con la parte albanese e quella serba.
Alcuni esperti stranieri ritengono addirittura che gli attuali scontri a Mitrovica e i problemi sulla risoluzione dello status di tale città trovino le proprie radici direttamente nella decisa lotta tra serbi e albanesi per Trepca. [...] "Le richieste più insistenti affinché il problema del Kosovo venga risolto in maniera tale che la parte settentrionale, nella quale si trova Trepca, venga annessa alla Serbia, mentre la rimanente parte verrebbe lasciata agli albanesi, vengono naturalmente dalla parte serba. Negli ultimi dibattiti un tale piano non sembra avere prospettive di ottenere il semaforo verde dagli europei, ma con gli americani, invece, non si sa mai", ha detto a "NIN" una fonte diplomatica a Belgrado, secondo cui gli americani hanno esaminato con maggiore attenzione una tale possibilità. Secondo l'attuale rapporto delle forze, in "mano agli albanesi e alla KFOR è circa il 40 per cento di Trepca", è stato constatato in occasione di una riunione del Consiglio di Amministrazione di Trepca, tenutasi all'inizio di febbraio a Zvecan [nel nord del Kosovo - N.d.T.]. "I giorni più difficili nella storia di Trepca sono stati quelli in cui la KFOR e gli albanesi hanno occupato la flottazione a Stari trg e a Pristina, la produzione dello zinco, la fabbrica di batterie e la produzione chimica a Mitrovica, la fabbrica di lampadine elettriche a Pec, quella di gioielli a Prizren, quella di vernici e tinture a Vucitrn e quella di fucili da caccia a Srbica", è stato constatato in tale occasione. A novembre, su decisione dell'UNMIK, gli albanesi hanno preso il controllo delle miniere più ricche di Trepca, quelle di Stari trg, Ajvalija, Kisnica e Novo Brdo. "La miniera di zinco che si trova presso la parte meridionale della città e per la cui modernizzazione Mytilineos ha investito molto è stata saccheggiata", afferma la fonte di Belgrado. "Se gli albanesi vogliono davvero avviare la produzione, una tale decisione è del tutto incomprensibile", afferma la medesima fonte, secondo cui con l'attuale divisione di Trepca è indiscutibilmente impossibile organizzare la produzione. Secondo le sue valutazioni, in mani serbe si trovano parti non significative di Trepca dove non è in corso produzione. Secondo i dati dell'UNMIK, nella miniera di Stari trg attualmente lavorano 230 lavoratori, ma il loro lavoro consiste nell'impedire che i pozzi vengano inondati. Recentemente, in tale miniera ci sono state dimostrazioni sul modello di quelle del 1989 (allora hanno scioperato circa 1.000 minatori), nelle quali i minatori hanno chiesto la "liberazioni di Mitrovica dalle forze paramilitari serbe" e il ritorno dei minatori ai loro posti di lavoro. Secondo uno studio di economisti albanesi, più di 11.000 minatori albanesi sono stati licenziati da Trepca dopo le agitazioni che undici anni fa hanno segnato l'inizio del dramma del Kosovo. Anche a Zvecan, che si trova sotto il controllo serbo, non si fa nulla oltre alla manutenzione delle macchine, secondo fonti UNMIK. Nonostante questo, gli albanesi sospettano dell'amministrazione francese di Mitrovica (che si sostiene sia favorevole alla parte serba) e i serbi di "asportare ricchezze" da Zvecan. Il Consiglio di amministrazione serbo di Trepca ha dichiarato a febbraio che nel 1999 la produzione complessiva di zinco e piombo è stata di circa 564.000 tonnellate. Quest'anno, secondo i piani, si dovrebbero produrre 46.500 tonnellate di piombo grezzo, 25.000 tonnellate di argento e 100 chilogrammi d'oro. Nelle annate migliori, a Trepca si producevano 120.000 tonnellate di piombo, 50.000 tonnellate di zinco e 100.000 tonnellate di argento. Nel 1996 Trepca è stata il maggiore esportare jugoslavo, con 100 milioni di merce venduta. Presso la rappresentanza della società a Belgrado la settimana scorsa non si è fatto vedere nessuno e alla Camera di commercio della Serbia hanno detto a "NIN" di non avere dati in merito alla situazione di Trepca. Una risposta indiretta, ma decisiva, sui destini di Trepca, dovrebbe essere formulata in aprile dall'ONU. Il segretario generale dell'ONU Kofi Annan ha dichiarato che nei documenti che verranno preparati entro tale termine, verrà data una proposta di soluzione duratura dello status del Kosovo. Fonti diplomatiche a Belgrado, che con una vena di sorriso commentano i tormenti dell'amministratore civile Kouchner, affermano che in questo momento non c'è nemmeno il minimo presagio se il Kosovo otterrà qualche tipo di status e quale esso sarà in tal caso. "La soluzione potrebbe risultare gorssolanamente errata, oppure invece questa volta il tutto si indirizzerà nella direzione più giusta. Nessuno ha un'idea e tutti oggi preferirebbero potere dimenticare il Kosovo", ha detto una fonte diplomatica a "NIN". Dopo la riunione del Consiglio di sicurezza dovrebbero essere più chiare anche le condizioni in cui verranno tenute le elezioni in Kosovo. "Nel corso della campagna elettorale in Kosovo, Trepca sarà senz'altro affrontata come questione importante", si dice nel già citato rapporto dell'ICG e si aggiunge: "I membri della comunità internazionale che affronteranno il tema delle elezioni e dell'evoluzione politica del Kosovo dovrebbero accettare e incoraggiare un chiaro pronunciamento delle figure e dei partititi politici più importanti riguardo a Trepca.". Il valore dell'ipoteca che gli avvocati belgradesi di Mytilineos hanno iscritto a registro presso il tribunale di Mitrovica è di 50 milioni di dollari e, come assicurano fonti di "NIN", "dovrebbe essere inoppugnabile, indipendentemente da chi sarà al potere in Kosovo".


MITYLINEOS E I SERBI

La querela che Evangelos Mytilineos ha sporto a Belgrado, Atene e Vienna contro la Jugobanka, quale garante dell'affare, e la Geneks, quale uno dei principali negoziatori dell'affare con Trepca, a quanto pare non ha nulla a che fare con l'UNMIK, né con l'attuale situazione del Kosovo. Dopo avere dichiarato nel dicembre 1998 di essere soddisfatto dei propri affari in Serbia, Mytilineos, nel gennaio del 1999 ha sporto querela chiedendo 50 milioni di dollari per il mancato adempimento degli impegni assunti da Trepca. E' stata aperta un'ipoteca su due reparti di metallurgia, ma non sulll'hotel Interkontinental, come aveva originariamente comunicato lo stesso Mytilineos. Tale istanza, secondo le parole degli avvocati belgradesi della società, è stata originariamente approvata in occasione di una riunione della Geneks, ma successivamente il Consiglio di amministrazione della stessa la ha rifiutata. La società di Mytilineos non ha ufficialmente reagito in alcun modo a tale decisione. In precedenza, parlando di fronte ai giornalisti in occasione del ricevimento per il nuovo anno presso la banca di Belgrado, come ospite di Borka Vucic, direttore della stessa banca, l'imprenditore greco aveva annunciato che avrebbe forse potuto procedere alla privatizzazione di Trepca. Mytilineos ha stipulato il primo contratto con Trepca, per 50 milioni di dollari, nel dicembre 1995, per poi firmare successivamente, nel 1997, un altro contratto del valore di 519 milioni di dollari. In quel periodo, Mytilineos, quale copresidente del consiglio d'affari greco-jugoslavo, ha annunciato la sua avanzata sul mercato serbo (ha trattato per l'acquisto della Slavija banka) e ha definito tale contratto, così come il contratto con la RTB Bor (firmato nel febbraio 1998 con la possibilità di raggiungere un valore di un miliardo di dollari), come i migliori esempi della strategia d'affari che la società avrebbe seguito. Oggi fonti di tale società affermano che con il contratto iniziale Mytilineos ha investito cinque milioni di dollari, per poi successivamente investire una somma maggiore, perlopiù in denaro, ma in parte anche in tecnologie, "anche se fin dall'inizio l'affare non ha funzionato". L'anno scorso Mytilineos ha dichiarato che l'affare fin dall'inizio è stato un fallimento e che egli vi si è impegnato solo su esortazione del governo greco e con l'aperta garanzia dell'ente statale greco per l'assicurazione del credito. Nel periodo in cui correvano voci su fosse comuni nelle gallerie della miniera di Trepca, sul sito web della società Mytilineos è comparso un comunicato nel quale si smentiva categoricamente che Mytilineos fosse un amico intimo di Milosevic. Ibrahim Rugova, allora autoproclamato presidente del Kosovo, ha avvisato Mytilineos e altre aziende straniere, nel 1997, che tutti i contratti riguardanti il Kosovo stipulati con la dirigenza serba sarebbero stati considerati nulli. Mytilineos in una dichiarazione dell'anno scorso si è detto dispiaciuto per non avere prestato ascolto a tale consiglio amichevole. Fonti della società a Belgrado hanno espresso incredulità sul fatto che Mytilineos abbia trattato in merito a Trepca con rappresentanti albanesi. Inoltre, si dice che Mytilineos si sia visto solo una volta con Milosevic in occasione di un incontro di gruppo con una delegazione d'affari greco e che è normale che una società straniera abbia determinati contatti con il potere "nella misura in cui ciò è necessario per svolgere il proprio lavoro". Le stesse fonti affermano che a Mytilineos non è stato consegnato quasi nulla delle quantità concordate e che i dati sulla produzione totale di Trepca devono essere presi con determinate riserve. A quanto si dice, la maggior parte della responsabilità per l'interruzione della collaborazione è attribuibile alla direzione di Trepca, che è stata abile nel prendere i soldi e non adempiere gli impegni.

L'APPROCCIO SERBO E QUELLO ALBANESE

[...] Dal 1997 Trepca è nella lista delle imprese per la cui privatizzazione è necessario l'assenso del governo [di Belgrado]. "La KFOR e l'UNMIK, sebbene siano responsabili della presa con la forza di una parte di Trepca, non occuperanno mai l'intero complesso né parteciperanno mai alla direzione di Trepca, perché i proprietari di Trepca sono gli azionisti di tale impresa e questo è un fatto che non può essere cambiato", ha dichiarato a novembre, secondo un comunicato della Tanjug, Novak Belic, direttore dell'amministrazione serba di Trepca. Oliver Ivanovic, presidente del Comitato esecutivo del Consiglio nazionale serbo (SNV) di Kosovska Mitrovica ha dichiarato che la parte serba ingaggerà avvocati internazionali e cercherà di ottenere la restituzione delle parti di Trepca che si trovano nella zona sud di Kosovska Mitrovica. La direzione serba di Trepca ha offerto all'UNMIK di rilevare la gestione e l'organizzazione della produzione dell'intera Trepca, proposta che non è stata accettata. Le stesse fonti fanno sapere che la posizione chiave della parte serba è che la proprietà di Trepca sia privata (poiché tutte le banche e le aziende che possiedono quote di Trepca sono società per azioni). [...] I punti di vista albanesi riguardo allo status della proprietà di Trepca possono dividersi in due gruppi. La "vecchia direzione" di Trepca, che vede alla sua guida Aziz Abrashi e Burhan Kavaj, ritiene che Trepca deve continuare a rimanere un'impresa autogestita, vale a dire conservare lo status che ha avuto fino al 1989. Essi ritengono che Trepca potrebbe ottenere crediti internazionali agevolati e ripagare i prestiti con i profitti ottenuti. Il secondo gruppo, guidato da Safet Merovci, ministro delle finanze nel disciolto governo di Hashim Thaci, ritiene che Trepca debba essere dichiarata proprietà statale, con la differenza che, contrariamente all'attuale risoluzione del Consiglio di sicurezza sul Kosovo, il titolare di tale proprietà sarebbe il Kosovo e non lo stato serbo. Secondo l'International Crisis Group tra i due gruppi vi sarebbero sospetti, a causa dei passati rapporti di Abrashi e Kavaj con le autorità di Belgrado e, dall'altra parte, per la possibilità che con la dichiarazione di Trepca come proprietà statale le rivendicazioni proprietarie di Belgrado sul conglomerato potrebbero essere rafforzate. Entrambi i gruppi albanesi sono d'accordo sul fatto che Trepca appartenga solo al Kosovo e che tutte le altre rivendicazioni di proprietà non siano valide, mentre le richieste di Mytilineos e [del francese] Rojean vengono ritenute come "tentativi di Belgrado di mantenere il controllo di Trepca tramite rappresentanti stranieri". [...]