Contro le nuove carceri, occupiamo i cantieri
Appello per una riunione di preparazione
dicembre 2002
Dopo la libera circolazione delle merci e la moneta unica, il processo di costruzione della potenza economica e militare europea è ora giunto alla tappa dell'unificazione giudiziaria e poliziesca. La manifesta volontà di giungere a un codice penale europeo è legata al fiorire in ciascuno dei paesi dell'Unione europea di una moltitudine di nuove leggi e misure ultra repressive, che sono il frutto del comune lavoro dei ministri dell'Interno e della Giustizia incontratisi durante i vertici dell'Unione europea: Tampere (Finlandia), Nizza, Barcellona. Questi vertici hanno prodotto una comune politica contro i lavoratori precari immigrati, una nuova definizione del concetto di "terrorismo" inglobante tutti i movimenti sociali radicali, la costituzione dell'EuroPol (una polizia europea allo stato embrionale) e del sistema di informazione di Schengen (SIS, un sistema informatico che raggruppa tutte le schedature effettuate dagli apparati polizieschi dei vari paesi membri). Ma, nei fatti, l'instaurarsi di un vero spazio giudiziario europeo si avrà il primo gennaio del 2004 quando entrerà in vigore il mandato di arresto europeo. A partire da questa data, su richiesta di giudice o di un procuratore, le leggi in vigore in ciascuno dei paesi dell' Unione saranno applicate a tutti coloro che vivono in uno dei 24 paesi membri. Tale volontà si manifesta chiaramente in un atteggiamento ultra repressivo verso i movimenti "sovversivi" (uso delle armi a Goteborg e Genova, messa al bando delle organizzazioni di esiliati turchi, colombiani, iraniani e kurdi, messa fuori legge di Batasuna in Spagna, incarcerazione di alcuni sindacalisti in Francia e retate contro gli anarchici piuttosto che contro i no-global in Italia), e tende ad andare oltre giacché mira ad una politica di terrore contro tutta la società civile. Tale situazione è particolarmente evidente in Francia dove lo stato ha lanciato un programma per la costruzione di 13.200 nuovi posti in carcere a coronamento di una politica ultra repressiva trasversale (propria della destra come della sinistra di governo) che ha designato quale nemico da abbattere la gioventù delle periferie:
Tra le altre categorie prese esplicitamente di mira figurano in particolare gli zingari, gli squatters, i ravers, i senza fissa dimora, le prostitute, sebbene ciò che a cui si mira è l'instaurarsi di un terrore generalizzato.
Ognuna di queste misure ha suscitato una reazione non trascurabile, ma mancando di uno spazio comune non si è ancora giunti alla realizzazione di un vasto movimento. A tal fine diversi collettivi francesi e svizzeri, impegnati nella lotta contro carcere e repressione, si sono uniti in un unico coordinamento. Abbiamo lanciato una campagna tesa a impedire la costruzione delle nuove prigioni per ostacolare concretamente la logica della sicurezza totale, giacché l'aumento delle strutture penitenziarie è la misura che contiene tutte le altre. Infatti, 13.200 celle supplementari rappresentano la possibilità di incarcerare 25.000 persone in più (attualmente il tasso di sovrappopolazione carceraria è del 200%), ma ciò significa che, allo stesso modo, altri 75.000 saranno sottoposti a misure restrittive della libertà individuale: braccialetti elettronici, libertà vigilata, libertà condizionale, trattamenti terapeutici o psichiatrici con la minaccia diretta della carcerazione al minimo passo falso (da 15 anni, in Francia come in numerosi paesi "moderni" la proporzione è costante: 3 persone sotto indagine per ogni detenuto). La prigione, ultimo anello della catena repressiva, è la minaccia che permette tutte le altre, è la spada di Damocle sospesa sulla testa di ciascuno.
Proponiamo di occupare in massa il cantiere di una prigione in costruzione (ne sono in programma 28) alla fine dell'estate 2003, questa occupazione, le cui modalità dovranno essere decise collettivamente, durerà almeno una settimana. Riappropriandoci di uno spazio di lotta e di discussione faremo avanzare concretamente la realizzazione di una rete di coordinamento delle lotte in Europa contro l'elaborazione di una macchina repressiva su scala europea. Le riunioni preparatorie che si svolgeranno per circa due mesi saranno certamente delle importanti occasioni d'incontro, per condividere le nostre riflessioni e le nostre esperienze e per costruire insieme questo progetto. Il primo incontro preparatorio si svolgerà a Parigi nei giorni 18 e 19 gennaio 2003.
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