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Dike Aedifica s.p.a - qualche link

Cybergobbo [cybergobbo@email.it]

10 giugno 2004

"La precarizzazione sociale e il suo contraltare penale, fatto di carcere e controllo, stanno procedendo su ritmi troppo sospinti per il sistema penitenziario italiano.Non è, ministro(tale Castelli) che nel del governo in cui lei siede, si sta insinuando l'dea di fare del carcere uno strumento di controllo del mercato del lavoro?"
"Ho intenzione di impegnarmi con determinazione per dare ai detenuti la possibilità di lavorare. Il lavoro, a mio avviso, è un vaccino importante contro la tendenza a delinquere e una valida medicina per recuperare chi ha già sbagliato. Stare tutto il giorno in cella a far niente è controproducente e si rischia di uscire dai penitenziari peggiori di come si è entrati".

La prima risposta al problema della precarizzazione sociale è quella di aumentare le carceri. Come si aumentano le carceri? Privatizzando (per reinvestire il ricavo nel settore) il patrimonio edilizio-carcerario di valore storico attraverso una procedura amministrativa e la presa di coscienza da parte della classe imprenditoriale, del disegno di privatizzazione delle strutture del controllo e della repressione. In Italia, il leghista Pagliarini ha proposto di affidare ai privati la gestione delle carceri.

http://italy.indymedia.org/news/2004/06/560138.php

L'Italia che sceglie di battere la strada della "war on drugs" e della "tolleranza zero" si organizza per passare dallo stato sociale allo "stato penale".

Il ministro Castelli dopo un viaggio in U.S.A., dove l'industria penitenziaria pubblica statunitense è per numero di dipendenti la terza impresa del Paese (Segue di poco la General motors), ha pensato bene di cominciare ad adeguare le infra-strutture carcerarie e dare il via anche se in modo mascherato al business repressivo.

Il 3 luglio 2003 il ministro Castelli infatti presenta alla stampa la Dike Aedifica SpA. Società per la realizzazione dei programmi di edilizia carceraria e giudiziaria del Ministero della Giustizia, controllata da Patrimonio dello Stato SpA. Presidente della "newco" è il rettore della Luiss, Adriano De Maio affiancato in Consiglio d'amministrazione dai rappresentanti dei ministeri della Giustizia, dell'Economia e della Patrimonio SpA. Consigliere delegato è Vico Valassi, ex presidente dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili.

http://www.giustizia.it/pcarcere/attualita/ediliziacarcere.htm
http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio2004/un11/art3168.html


Già nel luglio del 2001, il Governo Amato, tramite l'allora ministro della giustizia Piero Fassino, annunciava un "pacchetto di misure strutturali per la riforma delle carceri italiane" che avrebbe comportato "un impegno di spesa di oltre 3.000 miliardi" (toh!) dei quali "1.060 miliardi saranno destinati all'edilizia penitenziaria (nuove carceri, ristrutturazione dei vecchi penitenziari, utilizzo di caserme dismesse)" [1] Il progetto forcaiolo di "sinistra" non fece in tempo ad andare in porto ma venne ripreso pari-pari dal successivo Governo che nel 2003 ha annunciato trionfalmente la costituzione della "Dike Aedifica SpA", una società nata allo scopo "di contribuire allo sviluppo del sistema carcerario utilizzando l'edilizia penitenziaria storica quale leva di finanziamento per le infrastrutture carcerarie moderne, riducendo così anche gli oneri a carico della finanza pubblica." [2]

(disegno di legge (n. 4738), discusso al Senato nell'autunno 2000, intitolato "Misure legislative del Piano di azione per l'efficacia dell'organizzazione giudiziaria e del sistema penitenziario" nel quale, tra l'altro, si contemplava (articolo 2) il ricorso, per l'attuazione di un "programma pluriennale di interventi straordinari per la costruzione di nuovi edifici" penitenziari, a procedure, come il leasing immobiliare e il project financing, implicanti l'affidamento a privati della costruzione di edifici penitenziari.)

Il programma di edilizia penitenziaria viene portato avanti dal successivo governo che, nella Finanziaria 2001-2003 stanzia 830 miliardi di lire. La legislazione sui lavori pubblici attualmente in vigore consente l'apertura a formule di finanziamento innovative con l'eventuale apporto di capitali privati quali la locazione immobiliare, il project financing e la vendita di beni immobili dismessi. Una scelta, quella di introdurre forme di gestione privatistica nel settore penitenziario

It's business baby!
Investimenti ed espansione nel sistema penitenziario http://www.ristretti.it/areestudio/territorio/antigone/rapporti/businnes.htm

L'operazione del ministro Castelli maschera embrioni di privatizzazione, finora tenuti a bada dai recalcitranti sindacati autonomi di polizia penitenziaria, timorosi che, oltre alla costruzione, privata divenga anche la sorveglianza, sul modello anglo-americano. Il governo ci ha provato subito, a pochi mesi dall'insediamento, con Castelfranco Emilia, dove avrebbe voluto sostituire la locale Casa di Lavoro, con una comunità carceraria coatta per tossicodipendenti affidati alla dinastia dei Muccioli. Quello di San Patrignano sarà privato "sociale", ma sempre privato è: senza regole e con pochi diritti.

http://www.ristretti.it/commenti/2003/novembre/sistema.htm

Castelfrancoemilia
http://consiglio.regione.emilia-romagna.it/rifondazione/interrogazioni/Cacere_Castelfranco_gestione_a_privati.htm
http://www.fuoriluogo.it/speciali/guerraitaliana/castelfranco.html


Si comincerà con un'ottantina di carceri vuote, che saranno trasferite subito alla Patrimonio Spa per essere dismesse. Don Mazzi deve aver intuito il business e ha chiesto di poter gestire la casa mandamentale di Legnano. La partita si fa pesante. Di case mandamentali da trasformare in qualcos'altro è cosparso l'intero territorio italiano. Si tratta di piccole strutture legate a uffici giudiziari minuscoli, a piccole preture. Sono dismesse da tempo. Si diceva dovessero essere affidate agli enti locali.

Intervista a Giovanni Tinebra, Direttore del D.A.P. (realizzata da "Le Due Città" nel dicembre 2002)
http://www.ristretti.it/commenti/2003/agosto/tinebre4.htm

Alla Dike Aedifica Spa che ha per scopo sociale quello di costruire penitenziari e uffici giudiziari moderni utilizza/erà risorse reperite attraverso la dismissione e valorizzazione delle vecchie strutture penitenziarie. Il combinato disposto di queste azioni, che non mi dispiace definire di finanza creativa, ha permesso di attivare risorse e progetti per circa 2.000 miliardi di vecchie lire. http://www.ristretti.it/commenti/2004/marzo/castelli.htm

Per l'edilizia giudiziaria, sostanzialmente via Arenula punta al ricorso al leasing attraverso il quale si riesce a ridurre da un lato i tempi di realizzazione e di contro al dicastero della giustizia di gestire tutte le fasi delle realizzazioni, ha spiegato il guardasigilli. Una sfida ardua, Castelli non lo nasconde, ''che merita di essere affrontata in quanto potrebbe consentire di liberare risorse al momento immobilizzate o non utilmente sfruttate per la costruzione di nuovi penitenziari''. Il Guardasigilli ha ricordato inoltre che al momento sono disponibili circa 420 milioni di euro destinati alla costruzione di 11 penitenziari; 90 milioni di euro finalizzati alla costruzione di tre nuovi edifici giudiziari e 15 milioni di euro destinati alla realizzazione di edifici funzionali alle esigenze della giustizia

"Quanto alla necessità di costruire nuove carceri, ricordo che, da un lato, è stato varato un piano per la costruzione di 11 nuovi penitenziari, con risorse per circa 1.000 miliardi di lire previste in Finanziaria e, dall'altro, abbiamo dato vita con un'azione assolutamente innovativa a una nuova società: la Dike Aedifica Spa, che si occupa di valorizzare i vecchi penitenziari per acquisire risorse finanziarie al fine di costruirne di nuovi."

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"(...)le cifre riguardanti le prigioni non sono il prodotto del 'crimine' ma il risultato della cultura generale di un paese, frutto a sua volta delle interazioni, mai statiche, tra opinione pubblica, media e ceto politico.(...) In Canada riescono a tenere molto basso il numero dei detenuti grazie ad un forte sistema di welfare, dimostrando così che è possibile limitare il ricorso alla detenzione e indirizzare il denaro verso lo stato sociale invece di costruire uno stato penale.(...) Dove l'obiettivo principale è il denaro e l'idea dominante è che un'economia di mercato senza regole è la strada per raggiungerlo, in un tale sistema, il crimine diventa il campo più vasto per quello che rimane della politica. Qui diviene possibile presentarsi come persone meritevoli del voto, con valori comuni ad una popolazione di ricchi consumatori. Il crimine, o piuttosto la lotta contro il crimine, diviene indispensabile per creare legittimazione in, e per, uno stato opportunamente indebolito."

(Nils Christie - Il business penitenziario (Eleutera, 1996)

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"Durante un incontro con il presidente cileno Lagos, il neoduce Silvio Berlusconi ha affermato: "Noi guardiamo alle tante cose positive realizzate in Cile. Ad esempio la privatizzazione del sistema carcerario''. Proprio per questo, il 'Cavaliere' ha spiegato che presto "verranno inviati nostri uomini per interloquire con gli esperti cileni". L'obiettivo, ha concluso, è studiare le soluzioni adottate da Lagos e "fare nostra questa esprienza così positiva". L'esperienza positiva di cui parla Berlusconi ha un nome specifico Prison Industrial Complex, fenomeno tutt'ora in evoluzione negli Stati Uniti ma che hanno esportato il modello all'estero."

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[1] http://www.giustizia.gov.it/ministro/uffstampa/23.04.04.htm
[2] http://www.senzacensura.org/files/arkivio/scr/sc03r.htm
[3] http://www.gliargomentiumani.com/106-7/doc/11_mastrolonardo.htm
[4] http://bloomberg.netweek.it/index.php?visual=33701