Presentazione Filiarmonici
Libreria Anomalia - Roma
23 marzo 2002
"Una sera, ho preso la bellezza sulle ginocchia. - E l'hoTetra come una prigione che non brucia, la presente società va presentandosi ogni giorno di più come un accumulo di codici e di pene, confermando l'analisi che si era fatta trent'anni fa "solo l'esistenza delle mura del carcere, permette, a chi si trova temporaneamente fuori di esse, di credersi "libero".
trovata amara. E l'ho insultata.
Mi sono armato contro la giustizia."
Arthur Rimbaud - Una stagione all'inferno
***
Si chiama Forte ma preferisce la quiete, anche durante la tempesta
28 marzo 2002
Sabato 23 marzo a Roma c'eravamo anche noi, la redazione di Filiarmonici -
www.ecn.org/filiarmonici - quasi al completo, ma, rassicuratevi, non alla
marcia trionfale della Cgil, ci siamo andati per fatti nostri (anche se, in
verità, c'è stato chi non ha resistito...).
Ci siamo incontrati nella sala gentilmente messaci a disposizione dalla libreria
Anomalia con un po' di persone interessate ai contenuti che stiamo cercando
di sviluppare e di diffondere: alcune cose semplici, quasi elementari, che
però non dice quasi nessuno, o che, comunque, troppo pochi hanno la
possibilità di leggere, ascoltare, mettere in pratica.
La compagnia ci è assai piaciuta, abbiamo trovato nuove amicizie e
ritrovato quelle antiche, non eravamo certo tre milioni ma va senz'altro meglio
così. Abbiamo parlato dei contenuti già presenti sul sito ma
soprattutto di quelli che vorremmo metterci dentro senza trovare il tempo
per farlo (prima o poi lo faremo, ma con calma). Abbiamo discusso della logica
della detenzione, della sostanziale identità tra le diverse strutture
detentive (anche quelle meno immediatamente evidenti, quali la scuola) e della
loro funzione disciplinare, dell'incessante espansione materiale e mentale
della stessa idea carceraria, della necessità di opporci alla grottesca
tendenza, oggi predominante all'interno della sinistra, a sostenere la "parte
buona" della magistratura contro i politicanti, quasi che la conquista
della libertà potesse procedere galoppando in groppa ai fascicoli giudiziari.
Filiarmonici non propone alcuna struttura organizzativa né invita all'adesione
ad alcunché, ma si adopera perché si diffonda l'idea che singoli
o gruppi di persone agiscano secondo i modi che ritengono più opportuni,
sempre lontani da scopi e motivazioni "superiori" e da noi separati,
quindi rifiutando tutto ciò che sia partito, morale, chiesa, delega,
rappresentanza e altre brutture.
Infine, non avendo alcuna intenzione di polemizzare, ma non volendo neppure
passare per omertosi: ci é stato chiesto come mai, in contemporanea
con un'iniziativa di due giorni sul carcere al Forte Prenestino, non avessimo
pensato di andare lì invece che starcene in un altro posto a Roma.
Precisiamo: noi siamo, in linea di massima e senza esagerazioni, disposti
ad andare dovunque, basta che ci facciano dire tutto quello che pensiamo e
null'altro che quello che pensiamo. Su queste basi avevamo concordato con
il Forte Prenestino la partecipazione di Filiarmonici alla due giorni contro
il carcere. Filarmonici da tutta Italia si erano organizzati per convergere
a Roma andare al Forte Prenestino e presentare il progetto. Tutto sembrava
procedere per il meglio quando, tre giorni prima dell'iniziativa, come si
suol dire "fuori tempo massimo", ci viene comunicato che la presentazione
di Filarmonici non può aver luogo. Dunque alla fine non siamo andati
al Forte Prenestino esclusivamente perché le persone che avevano organizzato
la due giorni non hanno voluto che noi fossimo lì. Hanno offerto motivazioni
svariate, a nostro avviso poco consistenti se non pretestuose: la nostra impressione
è che il breve scritto introduttivo, che riportiamo di sopra nella
sua stesura finale, sia rimasto loro bloccato in prossimità dell'esofago;
com'è, come non è, hanno concluso dicendo: "da noi per
Filiarmonici non c'è spazio". Non volendo fare dietrologie inutili
né analisi dei percorsi politici del Forte Prenestino, dobbiamo però
rendere chiaro e forte che: