Presentazione Filiarmonici
Libreria Anomalia - Roma
23 marzo 2002

"Una sera, ho preso la bellezza sulle ginocchia. - E l'ho
trovata amara. E l'ho insultata.
Mi sono armato contro la giustizia."

Arthur Rimbaud - Una stagione all'inferno
Tetra come una prigione che non brucia, la presente società va presentandosi ogni giorno di più come un accumulo di codici e di pene, confermando l'analisi che si era fatta trent'anni fa "solo l'esistenza delle mura del carcere, permette, a chi si trova temporaneamente fuori di esse, di credersi "libero".
Questo invito si rivolge a chi conserva qualche consapevolezza di questo stato di cose, ai libertini, libertari, appassionati della libertà pratica, allergici alle leggi, refrattari alla subordinazione.
I fili armonici sono i più efficienti strumenti per tagliare le sbarre delle prigioni, sogno collettivo di milioni di nostri contemporanei di ogni paese.
Filiarmonici di tutta Italia si aggroviglieranno alla libreria Anomalia per presentare il progetto Filiarmonici: per un mondo senza galere.
Un sito e un progetto miranti all'abbattimento di tutte le carceri, alla cancellazione di tutte le leggi, allo sviluppo di una teoria e di una pratica dell'antilegalità.
Seguirà un dibattito sulle possibilità di fare fronte praticamente e immediatamente all'alienazione sociale, di cui il carcere è la Bastiglia, la legge la Babele, i giudici i sommi e più spregevoli sacerdoti e i militanti politici i sacerdoti ridicoli e infimi. Con particolare riferimento all'urgente necessità di non essere trascinati nel gioco abietto di "guardie" che vorrebbero carcerare il mondo in nostro nome (da Di Pietro a Borrelli a Pino Arlacchi) e "ladri" che in nostro nome mirano a derubarlo e isterilirlo (da Berlusconi fino alle grandi istituzioni sovranazionali).
Perché le parole "fuoco alle carceri" non siano più uno slogan, o un gesto simbolico come a Marassi nel più entusiasmante passaggio delle meravigliose giornate di Genova, ma una pratica quotidiana, da una parte e dall'altra di quei muri."

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Si chiama Forte ma preferisce la quiete, anche durante la tempesta
28 marzo 2002

Sabato 23 marzo a Roma c'eravamo anche noi, la redazione di Filiarmonici - www.ecn.org/filiarmonici - quasi al completo, ma, rassicuratevi, non alla marcia trionfale della Cgil, ci siamo andati per fatti nostri (anche se, in verità, c'è stato chi non ha resistito...).
Ci siamo incontrati nella sala gentilmente messaci a disposizione dalla libreria Anomalia con un po' di persone interessate ai contenuti che stiamo cercando di sviluppare e di diffondere: alcune cose semplici, quasi elementari, che però non dice quasi nessuno, o che, comunque, troppo pochi hanno la possibilità di leggere, ascoltare, mettere in pratica.
La compagnia ci è assai piaciuta, abbiamo trovato nuove amicizie e ritrovato quelle antiche, non eravamo certo tre milioni ma va senz'altro meglio così. Abbiamo parlato dei contenuti già presenti sul sito ma soprattutto di quelli che vorremmo metterci dentro senza trovare il tempo per farlo (prima o poi lo faremo, ma con calma). Abbiamo discusso della logica della detenzione, della sostanziale identità tra le diverse strutture detentive (anche quelle meno immediatamente evidenti, quali la scuola) e della loro funzione disciplinare, dell'incessante espansione materiale e mentale della stessa idea carceraria, della necessità di opporci alla grottesca tendenza, oggi predominante all'interno della sinistra, a sostenere la "parte buona" della magistratura contro i politicanti, quasi che la conquista della libertà potesse procedere galoppando in groppa ai fascicoli giudiziari.
Filiarmonici non propone alcuna struttura organizzativa né invita all'adesione ad alcunché, ma si adopera perché si diffonda l'idea che singoli o gruppi di persone agiscano secondo i modi che ritengono più opportuni, sempre lontani da scopi e motivazioni "superiori" e da noi separati, quindi rifiutando tutto ciò che sia partito, morale, chiesa, delega, rappresentanza e altre brutture.
Infine, non avendo alcuna intenzione di polemizzare, ma non volendo neppure passare per omertosi: ci é stato chiesto come mai, in contemporanea con un'iniziativa di due giorni sul carcere al Forte Prenestino, non avessimo pensato di andare lì invece che starcene in un altro posto a Roma.
Precisiamo: noi siamo, in linea di massima e senza esagerazioni, disposti ad andare dovunque, basta che ci facciano dire tutto quello che pensiamo e null'altro che quello che pensiamo. Su queste basi avevamo concordato con il Forte Prenestino la partecipazione di Filiarmonici alla due giorni contro il carcere. Filarmonici da tutta Italia si erano organizzati per convergere a Roma andare al Forte Prenestino e presentare il progetto. Tutto sembrava procedere per il meglio quando, tre giorni prima dell'iniziativa, come si suol dire "fuori tempo massimo", ci viene comunicato che la presentazione di Filarmonici non può aver luogo. Dunque alla fine non siamo andati al Forte Prenestino esclusivamente perché le persone che avevano organizzato la due giorni non hanno voluto che noi fossimo lì. Hanno offerto motivazioni svariate, a nostro avviso poco consistenti se non pretestuose: la nostra impressione è che il breve scritto introduttivo, che riportiamo di sopra nella sua stesura finale, sia rimasto loro bloccato in prossimità dell'esofago; com'è, come non è, hanno concluso dicendo: "da noi per Filiarmonici non c'è spazio". Non volendo fare dietrologie inutili né analisi dei percorsi politici del Forte Prenestino, dobbiamo però rendere chiaro e forte che: