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I video confermano i brutali maltrattamenti ai prigionieri

Granma, 17 maggio 2004

Alcuni britannici hanno rivelato di essere stati rinchiusi nella base navale di Guantánamo.

L’esistenza di decine di video che documentano i brutali maltrattamenti inflitti a prigionieri nel campo di concentramento che controlla il Pentagono nella base navale di Guantánamo, è stata rivelata questa domenica dalla stampa britannica.
Il materiale filmico è stato catalogato e archiviato in quella prigione dove gli USA mantengono più di 600 detenuti, la maggior parte da oltre due anni, dopo l’invasione in Afghanistan.
The Observer, un quotidiano che circola nella capitale, ha fatto la rivelazione nell’intervista a Tarek Dergoul uno dei 5 britannici liberati nel marzo scorso dal carcere della base navale di Guantánamo e rimpatriato in Gran Bretagna.
Dergoul ha rotto il silenzio provocato dal trauma vissuto durante il suo incarceramento. Le sue rivelazioni hanno provocato numerose domande sia a Londra che a Washington, affinché i video vengano immediatamente pubblicati.
I querelanti, includendo importanti politici, affermano che se il contenuto di quei materiali fa tanta impressione come ha rivelato Dergoul, sarebbe provato che la brutalità contro i prigionieri è una politica istituzionale della detta crociata contro il terrorismo del Governo di George W. Bush.
I video sarebbero sommati alle fotografie scattate nella prigione di Abu Ghraib coinvolgendo direttamente il segretario della Difesa Donald Rumsfeld, accusato dalla stampa statunitense di aver approvato personalmente l’uso di tali metodi contro i prigionieri.
Tarek Dergoul, londinese di 26 anni, è stato 22 mesi nella prigione di Guantánamo e ha raccontato a The Observer i reiterati assalti nel cosiddetto Campo Delta di un gruppo di punizione carceraria, noto come la Forza di Reazione Estrema (ERF, in inglese).
“Tali aggressioni venivano provocate dai militari nordamericani che “spruzzavano spray al pepe sul mio viso. Io cominciavo a vomitare. Loro mi immobilizzavano al suolo e mi legavano introducevano le dita nei mie occhi e per forza mi mettevano la testa nel water”, ha sostenuto il britannico stando al quotidiano.
“Mi legavano come una bestia, poi si inginocchiavano su di me e mi picchiavano con le mani e con i piedi. Alla fine mi trascinavano incatenato in una cella e mi radevano la barba, i capelli e le sopracciglia”, ha detto Degoul.
Altri britannici rimpatriati a marzo hanno raccontato aggressioni simili da parte degli effettivi nordamericani, includendo minacce di morte.
L’esistenza dei video è stata confermata dal colonnello Leon Sumpter, portavoce della Forza Congiunta di Compito a Guantánamo. Sumpter si è rifiutato di commentare quante volte il gruppo dell’ERF è stato utilizzato contro i prigionieri.
Il senatore Patrick Leahy, il democrata con maggiore rango nel Comitato Giudiziale del Senato, ha criticato i soprusi commessi ad Abu Ghraib e ha chiesto a Rumsfeld la pubblicazione dei video girati a Guatánamo.
Menzies Campbell, secondo leader del partito Liberale Democratico britannico, ha chiamato il governo del primo ministro Anthony Blair ad esigere agli USA la consegna di quelle prove.