Queste sono le repliche al nostro comunicato giunte direttamente all'indirizzo email di Filiarmonici

Subject: Re: Comunicato Filiarmonici - Scripta manent: a proposito di ciò che scrive lo Spazio Sociale Mario Lupo

email giunta al nostro indirizzo il 13 ottobre 2005

vi do una mia breve risposta personale
sul contenuto in generale sono d'accordo con la critica mossa da voi rispetto alla legge, ecc ma non credo sia opportuno mandare adesso in giro a cani e porci questa critica soprattutto non credo che voi abbiate capito l'emergenza in cui ci troviamo a scrivere e nemmeno chi siamo
giudicarci e diffidarci per una frase dopo anni di lotte anticarcerarie (di cui forse non vi ricordate) mi sembra da parte vostra molto superficiale e sinceramente non me lo aspettavo.
grazie per l'appoggio

una dei cinque del tetto
(mentre ubaldi spaccava il pavimento sotto i nostri culi)

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Subject: Re: [cs] Comunicato Filiarmonici - Scripta manent: a proposito di ciò che scrive lo Spazio Sociale Mario Lupo

email giunta al nostro indirizzo il 18 ottobre 2005

Vi rispondo di getto senza aver parlato in assemblea con nessuno, e me ne assumo ogni responsabilità.
Ho appena letto il vostro scritto e non posso che darvi ragione. Effettivamente, una volta appreso che alcuni compagni avevano optato per questa soluzione, mi sono stupito a mia volta.
Nel contesto cittadino, però, alcuni atti ti servono tatticamente per avere un minimo di agibilità in più.
Inoltre, in questi giorni di super sbattimento, capita di fare qualche cazzata, tra 1000 assemblee superaffollate e tante cose da fare.
Anche perchè mi sembra che nella prassi tra tanti difetti che ha il collettivo del Mariano Lupo non ci sia quello di perseguire la gente: eravamo in 25 al corteo di Biella, abbiamo spedito soldi e materiale (per quanto inutile possa essere) a detenuti politici in varie parti d'Italia, abbiamo lavorato su Dorigo, Lonzi e tanti altri.
Spero che questo chiarimento possa servire,
saluti,
un compagno del Mariano Lupo
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Subject: Re: [ml-it] Comunicato Filiarmonici - Scripta manent: a proposito di ciò che scrive lo Spazio Sociale Mario Lupo

email giunta al nostro indirizzo il 18 ottobre 2005

SENZA CENSURE

Il dibattito, aldilà della vicenda specifica del Mario Lupo, a cui va tutta la mia solidarietà nella certezza di una prossima riscossa, si mostra assai interessante e mi spinge a intervenire, nella speranza di essere in qualche modo interessante per qualcuno.
Un dibatitto che non liquiderei affatto, come sembra invece fare Filiarmonici con l'invito a non inoltrargli più messaggi con contenuti.... non condivisibili da loro.....
E' proprio sul confronto (anche aspro) sui contenuti che si giocano le possibilità di salti coscienziali corposi e di massa, l'unico strumento che unito alla rivoluzione sociale può garantire, in un tempo futuro, una società in cui le carceri e i tribunali saranno percepite solo come un triste ricordo della preistoria umana.
La critica al passaggio contenuto nel testo dei compagmi del Mario Lupo è in parte condivisibile perchè effettivamente la frase è formulata in maniera superficiale e potrebbe far sorgere illusioni sul ruolo della magistratura nella risoluzione positiva della vicenda.
Ma ciononostante a me pare molto più lontana da una possibile soluzione delle questioni nodali poste sul tappeto, la posizione espressa dai Filiarmonici, che scivolando in una specie di "idealismo letterario", tendono a trascurare le dinamiche concrete della lotta e i suoi necessari passaggi tattici, passano attraverso un'autoreferenziale sottolineatura di alcuni ....puntini sulle i e finiscono, nei fatti, con il de-solidarizzare con i compagni del Mario Lupo Ma, con questo, siamo ancora ad un'analisi sulla forma e alla superficie delle cose.
Entrando più nel merito di alcune questioni sollevato dal comunicato dei Filiarmonici

1) Possibile che dopo due secoli di lotte del movimento operaio a livello mondiale non si sia ancora capito che i poteri (tutti) e il potere in quanto tale non siano semplicementi dei mostri istituiti dai cattivi di turno per reprimere e fuorviare le masse popolari, ma siano invece parte della società, che riflettano, non meccanicamente, i rapporti reali tra classi soiciali contrapposte?
D'altraparte Filiarmonici sembra immettere una concezione del conflitto pericolosamente interclassista; per esempio quando ripudia la persecuzione di chicchessia e afferma un'astratta lotta per le libertà di tutti. Quali libertà? Per quali classi sociali? Libertà di mercato, di sfruttare? Possiamo forse analizzare la storia umana alla luce di una generica unità della specie? Affermazioni quali "siamo tutti esseri umani!" sebbene possano essere la generica cornice di un "umanesimo rivoluzionario" possono anche diventare la tomba di ogni possibile sviluppo del conflitto e quindi uno strumento per chi propugna la pace, in particolare quella sociale. No cari compagni, gli esseri umani non sono tutti uguali. Essi si distinguono per le condizioni sociali a cui la storia li ha destinati e, dentro questo quadro determinato, per le scelte che operano. Sostanzialmente, oggi, la scelta giusta è determinata dalla guerra mondiale già cominciata, contrapponendosi tanto a chi la guerra (imperialista) l'ha scatenata quanto a chi decide di scappare magarti finendo per rinchiudersi in inuili elucubrazioni idealiste. Una guerra che va combattuta pe vincerla.

2) Guerra che porta inevitabilmente con sè la questione della repressione, della violenza, A maggior ragione oggi, che l'Italia é in prima fila nel ruolo di aggressore colonialista, con tutti gli inevitabili riflessi all'interno del paese, che vanno dalla militarizzazioni dei territori alle leggi speciali con li immigrati e non solo.
Uno degli effetti più evidenti è la polarizzazione sociale e politica, un terremoto che non mancherà di coinvolgere anche il terreno istituzionale. Un terreno che va compreso per poterlo affrontare nel migliore dei modi. Per esempio con la capacità di intervenire per approfondire le contraddizioni interne alle istituzioni, indebolire l'avversario, creare varchi migliori per la lotta delle classi subalterne e per un loro futuro potere, completamente rovesciato nei suoi presupposti sociali ed economici (per capirsi: non un potere politico centrale, uno stato, presuntuamente buono perchè rosso, operaio, socialista, comunista ecc.).
Attenzione quindi: rivolgersi alla magistratura non significa necessariamente riporre fiducia nelle istituzioni borghesi. Al contrario può essere una strada, agita coscientemente, per creare contraddizioni al loro interno, per demolirle, tenendo conto di quanto detto prima: esse, in qualche modo, sono un riflesso dei rapporti di forza delle classi e quindi anche della loro coscienza. Cioè del processo storico concreto. In nome di una presunta "anti-istituzionalità pura" si rischia invece di percorrere una strada che non porta distanti da una sorta di eremitismo politico, dando sempre ragione a sè stessi, ma totalmente incapaci di agire nella realtà.

3) In altre parole non è davvero ammissibile non essersi resi ancora conto che nella lotta bisogna dotarsi di strategie, di tattiche e di linee politiche.
Forse si possono rimproverare varie cose ai compagni del Mario Lupo, incluso le scelte maturate immediatamente in seguito alla manifestazione di sabato, velleitarie e avventuriste. Ma non li si può certo accusare per aver scelto di non lasciare nulla di intentato affinchè lo sgombero di  uno spazio sociale storico del movimento, costringa i nemici a pagare un prezzo politico il più alto possibile, sia per costruire le premesse più forti per nuove occpazioni nel prossimo futuro (per questo forse l'occupazione post-corteo è stata una leggerezza), sia per aiutare l'intero fronte che si oppone, in vari modi, al potere costituito e soprattutto, ai suoi magnati.
Credo quindi che quel passaggio politico del comunicato un po' discutibile, sia l'effetto di questo arduo tentativo, tra l'altro a botta calda, dopo uno sgombero di quel genere e francamente mi sembra molto più grave la dichiarazione di Filiarmonici che non si dispone a divulgare il comunicato, in quanto contiene passaggi, per loro non condivisibili. Se si presuppone di stare dalla stessa parte della barricata (oppure oltre alle galere e al potere Filiarmonici è anche contro la guerra di classe?) la censura non è certo un grande strumento nelle nostre mani.
E' un invito esplicito a sostituirla con la solidarietà militante.
4) Per concludere. Nessuno di noi ha in mano la ricetta giusta per spazzare via il capitalismo e tutta la merda che ha prodotto e continua a portare con sè.
Però a tutti coloro che vogliono illudere che si possa cambiare il mondo con le parole e con le idee, o che questo mondo è migliorabile, a coloro che aborriscono il conflitto, la violenza, la lotta politica, posso solo augurare che finalmente, insieme si possa vedere l'alba del giorno in cui tutto sarà paralizzato dal più grande sciopero mai visto, quello che prelude al mondo nuovo che si comincia a realizzare. Allora, e solo allora, i detrattori di ogni forma di potere getteranno la maschera e si uniranno ai borghesi per pretendere, con la forza, che noi operai si ritorni a produrre, per il bene della società intera.
E sarà allora che avremo l'occasione storica di seppellirli per sempre. Con un'enorme risata, sì, ma prodotta con un enorme coltello fra i denti. Allora, e solo allora, si apriranno definitivamente le carceri, anche se, prima di diventare giustamente musei, o meglio ancora essere definitivamente distrutti, sarà forse necessario popolarle di coloro che sarebbero pronti a tutto pur di non perdere i loro attuali privilegi.
Per adesso, lavoriamo per preparare quel giorno.

saluti rivoluzionari
Fabio (ex-consiglio di via Adda - Milano)