Quella che al di fuori di San Vittore è una emergenza sanitaria, qui
dentro è un vero problema di vita o di morte.
Come ben sappiamo, anche per le dichiarazioni e le interviste ai nostri medici
e al nostro direttore dott. Luigi Pagano, sono state tagliate la medicina specialistica
e la fornitura di farmaci, sia normali, sia d'urgenza e "salvavita".
La nostra domanda è: come possono essere curate malattie tipo il diabete,
le cardiopatie, l'ipertensione, i tumori, la sieropositività e l'AIDS
conclamata?
Fino a pochi giorni or sono i Tribunali Ordinari e di Sorveglianza, rispondevano
alle nostre istanze di scarcerazione o di differimento pena per motivi di salute,
con dei rifiuti, adducendo come motivazione la possibilità del soggetto
di poter ricevere, anche qui in galera, le cure adeguate del caso.
Ora, senza più medicinali, che motivazioni ci potranno dare?… che dobbiamo crepare qui, comunque, e senza cure? Vi faccio un esempio di una risposta del Tribunale di Sorveglianza di Milano, ad una richiesta di differimento pena da parte di un nostro compagno, affetto da AIDS conclamata con livelli di T4 oscillanti dalle 80 alle 120 unità (ricordiamoci, che il limite di legge per cui si deve essere scarcerati per questa patologia, è di T4 inferiori alle 200 unità).
"Richiesta inammissibile, in quanto in carcere può essere curato con terapie retrovirali, ed anche perché non c'è imminente presenza di infezioni opportunistiche" Ora, senza questo tipo di farmaci, una qualsiasi, semplice, patologia virale (raffreddore), o micotica (candida o mughetto), può diventare, in pochissimi giorni, letale; ed in quei pochi giorni che rimangono di vita, non ci si può certo aspettare un rapido ed efficace intervento da parte del Tribunale di Sorveglianza che, in questi anni, ha dimostrato ampiamente, la sua poca sensibilità e comprensione alle nostre varie richieste.
In base a tutto ciò, ed al nostro inalienabile diritto alla salute,
facciamo una proposta a tutti i nostri compagni e alla Direzione Sanitaria di
San Vittore: chi di noi soffre di malattie, acute o croniche, che necessitano
di farmaci "salvavita" o d'urgenza, presentino ai Tribunali competenti,
istanze di scarcerazione, di differimento pena,di sospensione, di incompatibilità
al regime carcerario o di arresti domiciliari o in strutture ospedaliere, secondo
i casi, in base agli articoli 286 bis CPP, 684 CPP, 146 CP, 47 CP e 275 CPP.
Forse, conoscendo i nostri giudici, non servirà a nulla, ma sarà
sicuramente un segnale forte per le Istituzioni e per la società civile,
sulla nostra ferma volontà a non subire passivamente anche questa nuova
ingiustizia e mancanza di umanità e sensibilità civile.