Nel carcere di Sulmona si pratica la tortura
maggio 2002

Vogliamo gridare solidarietà, vogliamo solidarizzare contro tutte le angherie e i soprusi, l'isolamento, i divieti, le violenze fisiche e psicologiche, le assurdità burocratiche che negano la liberazione a chi è malato.
Scenderemo in piazza contro il freddo cinismo di una direttrice, Armida Miserere, che ha disposto il ritiro della carrozzella che il medico aveva prescritto a Francesco Catgiu, costringendolo all'isolamento in cella. Condizioni che non sono altro che un'espressione della volontà di annientamento insita in tutti i carceri e fatta propria dalla signora Miserere (vedi intervista su "Io-Donna" del 15.09.97), con la complicità e responsabilità diretta del Dirigente Sanitario dell'istituto penitenziario, Fabio Federico.
Come diversamente definire la tortura della privazione del sonno praticata all'interno del carcere che lei dirige? I secondini entrano nelle celle, per verificare la presenza del detenuto, a mezzanotte e alle sei del mattino, impedendo in questo modo il regolare sonno e tenendo i prigionieri in tensione continua.
A un detenuto è stata sequestrata una lettera perché conteneva "elementi di potenziale pregiudizio per l'ordine e la sicurezza dell'Istituto", i quali altro non erano che articoli di giornale riportanti l'intervista alla direttrice dalla quale emerge il suo carattere persecutorio e repressivo. In pratica aggiunge di sua iniziativa una pena accessoria e inflittiva a chi già è stato condannato da un Giudice.
Un prigioniero vegetariano è in sciopero della fame per ottenere un vitto adeguato alla sua scelta di vita, ha già perso 22Kg ma, nonostante la sua protesta, la direzione continua a infischiarsene.
I medicinali sono quasi del tutto assenti.
Le docce sono rotte.
Per avere la biancheria portata dai familiari nei giorni di colloquio bisogna compilare un'apposita richiesta, consegnarla di domenica, e attendere il giovedì successivo prima di averla. Normalmente, in tutte le altre carceri, il pacco del colloquio viene consegnato immediatamente.
Il Magistrato di Sorveglianza, Vittorio Carlomagno, è un succube complice della direttrice. Evita di prendere in esame le varie richieste dei detenuti e le denunce di maltrattamenti, come ad esempio quella delle perquisizioni corporali con lo specchio posto sotto il deretano del detenuto costretto a fare una o più flessioni per assecondare la volontà di umiliazione delle guardie o il loro perverso piacere.
Abbiamo già manifestato a L'Aquila, sede del Tribunale di Sorveglianza, il 2 febbraio 2002 per pretendere il trasferimento di Francesco Catgiu in un carcere più idoneo alla sua malattia (oltre ai problemi di deambulazione soffre di "nevrosi d'ansia claustrofobica soffocante" come da diagnosi certificata fin dal 1992) e la fine delle angherie da parte della Direzione.
Nonostante il nostro desiderio sia quello di vedere tutte le galere arse dal fuoco della rivolta generalizzata che saprà trarre le logiche conseguenze dell'operato degli aguzzini e dei loro complici, andremo a Sulmona oltre che per ribadire le stesse richieste, soprattutto per essere vicini a tutti i prigionieri sottoposti alle torture fisiche e psicologiche da parte della Direzione e dei suoi scagnozzi, dal personale medico e dal Magistrato di Sorveglianza, compresi educatori, psicologi, preti, assistenti sociali e volontari che, con il loro silenzio, avvallano e coprono i vari soprusi.

Augurando ogni male a chi si prodiga per l'annientamento dei detenuti e a chi costruisce la propria carriera sulla loro sofferenza, pretendiamo:
-la fine delle violenze e della tortura della privazione del sonno;
-la scarcerazione dei malati;
-un vitto differente a chi ne fa richiesta;
-il trasferimento di Francesco Catgiu in una struttura più idonea alle sue condizioni.

LIBERI TUTTI FUOCO ALLE CARCERI

Noi altri
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18 MAGGIO 2002 ore 14:00
PRESIDIO A SULMONA (AQ)
Sotto i portici di fronte a
in Piazza XX Settembre
Sulmona è raggiungibile in treno con la linea Roma-Pescara