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L'amore tra persone dello stesso sesso non ha oggi alcun riconoscimento giuridico: questo significa che le persone omosessuali anche dopo una vita trascorsa in comune possono vedersi negato il diritto di assistere la/il propria/o partner in caso di malattia o incarcerazione e possono essere spossessate di ciò che le/gli apparteneva in caso di morte; inoltre l'omosessualità è ancora causa di licenziamento dal posto di lavoro, e le associazioni gay e lesbiche incontrano difficoltà nell'accesso ai fondi per la cultura, vedendosi di fatto limitate nella libertà di opinione. Ma soprattutto l'amore tra persone dello stesso sesso fa scandalo ed è oggetto di derisione: gay e lesbiche sono spesso costretti a condurre una doppia vita mortificando una parte importante della propria personalità.
L'omosessualità come condizione esistenziale e le istanze di liberazione del movimento gay e lesbico infrangono i codici della "normalità" (intesa nel senso fenomenologico di "ciò che è norma in quanto maggioranza") e contengono potenzialità di deflagrazione e trasformazione dell'intera società: combattere il pregiudizio omofobico significa mettere in discussione il modello di famiglia patriarcale ancora dominante a livello sociale, culturale, morale e religioso e promuovere la libertà di tutti di vivere ascoltando se stessi. Per questo in era di pensiero unico, che è pensiero economico ma anche culturale, diviene strategico per la rifondazione comunista il confronto col movimento omosessuale: il radicalismo di una forza comunista non deve misurarsi soltanto in termini di politica economica, ma anche di difesa dei diritti civili e delle libertà. |
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